di Salvo Reitano

PALERMO – Ci sembra superfluo, e perfino ridicolo, richiamare alla gravità di quanto sta accadendo alla Regione: è sotto gli occhi di tutti, e quindi è inutile sottolinearlo.
Alla vigilia del voto di oggi pomeriggio sulla mozione di sfiducia presentata nei confronti del governatore siciliano, non mancano gli scricchiolii.  In piena crisi, ci tocca registrare la presa di posizione di cinque deputati di Articolo 4, guidati da Luca Sammartino, Valeria Sudano, Alice Anselmo, Paolo Ruggirello e Pippo Nicotra che hanno  preso le distanze. A loro si  si sono affiancati la palermitana Alice Anselmo e il trapanese Paolo Ruggirello. Una vera e propria fronda nei confronti del leader del movimento, Lino Leanza.
“Contestiamo fortemente – dicono i 5 deputati – non il nome ma il metodo con il quale è maturata la scelta dell’assessore designato, pur ritenendo Nino Caleca persona di alto spessore e profilo. Non intendiamo discutere di poltrone ma di rappresentanza politica”.
Non finisce qui: il malcontento serpeggia anche nell’Udc, dove il capogruppo Mimmo Turano, esprime tutto il suo dissenso sulla nomine:  “Ci siamo dovuti piegare – si legge in una nota – alle regole scelte per tutta la coalizione. Regole che sono state violate però dallo stesso Crocetta”.
Malumori, anche da una parte del PD già espressi da Pippo Di Giacomo e mugugnati dai ‘crisafulliani’,
Intanto Crocetta ha rinviato la conferenza stampa di presentazione della nuova giunta, prevista per questa mattina facendo sapere che ufficializzerà le deleghe solo dopo la seduta per  rispetto del dibattito parlamentare che si svolgerà oggi  pomeriggio in Aula”.
Insomma neanche il tempo di annunciare, “cum magno gaudio”, come si fa con i papi, che aveva messo insieme una giunta di alto profilo, gradita ai partiti, che già deve contare i voti per non finire sotto già alla votazione sulla mozione di sfiducia.
“ll governo Crocetta Ter? Il presidente fa finta di non capire che il problema non sono gli assessori: il problema politico è lui. Un’operazione a tavolino, uno scambio di promesse e ricatti tra segreterie dei partiti non possono bastare a far dimenticare due anni di paralisi e di immobilismo. Si aggiunga il commissariamento della nostra Regione, con l’assessore all’Economia imposto da Roma. Nessuna idea nuova, nessuna prospettiva per i siciliani, le cui vite sono stravolte dall’inconcludenza di chi li governa”. Così i deputati del gruppo Lista Musumeci – Nello Musumeci, Gino Ioppolo, Santi Formica – sul Crocetta-Ter.
“L’azione fallimentare del presidente della Regione è giunta al capolinea, ci auguriamo che gli esponenti della maggioranza che hanno dimostrato di averne coscienza e di voler cambiare le sorti di una Sicilia rasa al suolo, facciano un coraggioso passo avanti e dicano si oggi pomeriggio alla nostra mozione di sfiducia”.
Anche il portavoce di “Fratelli d’Italia -An Sandro Pappalardo – parla di “fallimento dell’azione politica del presidente Crocetta se è vero che lo stesso ha dovuto stravolgere per la terza volta in soli due anni la squadra governativa che non è stata finora in grado di risolvere i problemi che assillano il popolo siciliano”.
“Ad ogni rimpasto crocettiano – continua Pappalardo –  siamo ormai abituati ad ascoltare i solenni proclami del presidente che elogiano sistematicamente l’alto profilo degli assessori scelti, salvo poi essere smentiti dopo poche settimane allorquando l’azione degli stessi viene sopraffatta dall’egocentrismo politico di Crocetta e dall’ostruzionismo dei partiti di governo, poco abituati ad accettare assessori tecnici e non politici”.
“Il Crocetta-ter – conclude il portavoce di Fratelli d’Italia – An – si caratterizza in negativo anche per l’ufficializzata intromissione del governo nazionale nelle scelte politiche ed amministrative della Regione Siciliana se è vero, così come confermato da tutti gli organi di stampa, che l’assessore all’economia Alessandro Baccei sarebbe stato concordato dal presidente Crocetta addirittura con il sottosegretario Delrio e, quindi, con il presidente del Consiglio Renzi”.
Il sindaco di Catania Enzo Bianco, da parte sua, dimenticando il passaggio della mozione di sfiducia plaude e augura  buon lavoro al governo Crocetta.
“Abbiamo lavorato in queste settimane – scrive Bianco in una nota – per una soluzione positiva ed è finalmente prevalsa la ragionevolezza, sia da parte del Pd che dello stesso Presidente della Regione, con il superamento delle divergenze politiche. Adesso occorre ripartire subito con le deleghe agli assessori.
E aggiunge: “La maggioranza e il governo – prosegue la nota di Bianco – escono rafforzate, anche grazie al prezioso contributo del governo Renzi e del sottosegretario Delrio che hanno assicurato il loro aiuto alla Sicilia”.
E’ la conferma che Crocetta, presidente rivoluzionario, ha preso ordini da Roma. Mai nella nostra lunga vita di osservatori della politica avevamo visto una sceneggiata svolgersi con così rigorosa aderenza al copione.
La responsabilità di questo bel risultato va equamente diviso fra i partiti e i movimenti che giostrando in ordine sparso hanno caratterizzato questi due anni di governo Crocetta, approdato alla sua terza edizione.
Non sappiamo quale piega prenderà il voto sulla mozione di sfiducia e prima di commentare vogliamo vedere che mosse faranno le parti in causa.
Per ora un solo invito rivolgiamo ai nostri affezionati lettori: armatevi di diffidenza. Il giuoco con cui il governatore siciliano, Renzi e Del Rio, hanno messo in piedi la nuova compagine di governo è stato così ben congegnato, ma anche così scopertamente carnevalesco, da rendere obbligatori sospetti e perplessità.
Non vorremmo, dopo il Crotetta ter, assistere fra qualche mese ad un’altra sceneggiata di parti che litigano a parole e nei fatti lavorano per  spartirsi le poltrone del Crocetta quater.

S.R.

A proposito dell'autore

Catanese, classe 1957, si definisce semplicemente un giornalista. Ha collaborato a quotidiani e periodici con esperienze alla radio e in televisione. Negli ultimi anni ha ricoperto l'incarico di addetto stampa in enti e istituzioni. Scrive di politica, attualità, costume e cultura. Cerca sempre di scoprire il lato umano delle cose anche quando è costretto a raccontare avvenimenti poco piacevoli. Ama Roma e sogna di abitare in un attico a Piazza Navona.

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