L’Associazione Demetra Onlus è una organizzazione di volontariato e solidarietà internazionale che lavora per combattere ogni forma di violenza contro il genere più debole. Demetra opera ai fini socio-assistenziali, si è costituita formalmente come libera associazione senza scopo di lucro a Caltagirone in Sicilia, proponendo annualmente confronti di metodologia all’estero, in Europa, America latina e recentemente in Brasile. Demetra Onlus si occupa di contrastare la violenza di genere con un’attenzione particolare rivolta a donne, bambine/i vittime di abusi e adulti che hanno subito ogni forma di violenza anche nell’infanzia. Fra i primi impegni associativi si riconosce il supporto e l’accompagnamento per la fuoriuscita dalla violenza di ogni donna e minore che abbia subito maltrattamenti in famiglia e nella società compresi gli ambiti lavorativi.

La missione statutaria di Demetra è prettamente indirizzata alla prevenzione del fenomeno attraverso diversificati percorsi di formazione base per operatori e formazione per categorie di professionisti, di aggiornamento professionale, nonché di sensibilizzazione al fenomeno, al fine di creare una plurale coscienza e una metodologia di intervento condivisa fra tutti gli attori sociali che per molteplici motivi ed interessi professionali o personali, entrano in contatto con tale fenomeno e decidono di attivarsi per contrastarlo. L’associazione Demetra è, quindi, una cellula di stimolo e coordinamento nei confronti dei servizi pubblici e privati presenti nel territorio. Il presupposto è che ogni persona da noi presa in carico, possa acquisire la forza, gli strumenti, la consapevolezza e le risorse per uscire dal disagio. I servizi offerti, inoltre, si articolano come seguono : attivazione dell’intervento solo su richiesta dell’interessato, accoglienza telefonica, garanzia dell’anonimato e della riservatezza, consulenza legale, psicologica , socio-relazionale; ospitalità presso casa rifugio o casa protetta, e accompagnamento presso i servizi territoriali e i laboratori di educazione alla cittadinanza.

I DATI SUL TURISMO SESSUALE

Il fenomeno del turismo sessuale è in costante aumento. Povertà, assenza di protezione da parte delle famiglie, mancanza di istruzione rendono i bambini soggetti vulnerabili allo sfruttamento. Secondo l’Unicef tre milioni di bambini in tutto il mondo sono vittime di sfruttamento sessuale a fini commerciali. Un bambino non sceglie volontariamente di prostituirsi. Rapiti, venduti o costretti sulla strada, i bambini sono obbligati a vendere il loro corpo. Questi bambini vengono picchiati, drogati, violentati, sono malnutriti ed esposti a ogni tipo di malattia, una su tutte l’Aids.

Chi sono i turisti sessuali? Appartengono a diverse classi sociali e sono prevalentemente uomini. Provengono dai paesi sviluppati e alcuni di essi sono soggetti con devianze sessuali come la pedofilia. Non tutti coloro che praticano il turismo sessuale sono pedofili. I turisti sessuali occasionali non organizzano il loro viaggio con lo scopo di abusare di minori. Contrariamente a quanto si crede, i turisti sessuali occasionali sono molto numerosi. Il loro passaggio all’atto vero e proprio è favorito da alcuni fattori: alcuni turisti occidentali provano un senso di potere portato dalla superiorità economica;  desiderio di nuove esperienze;  assenza di vincoli morali e sociali che sono alla base della vita quotidiana nel paese di origine;  senso di impunità; anonimato;  indifferenza nei confronti del partner. È ora di demolire falsi pregiudizi che giustificano lo sfruttamento sessuale dei minori da parte dei turisti. La povertà, infatti,  non giustifica lo sfruttamento del bambino come oggetto sessuale. Nella maggioranza dei casi i soldi non restano al bambino o alla famiglia,  ma finiscono nelle tasche dei cosiddetti protettori. Lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali è universalmente condannato e proibito dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, sottoscritta da 191 paesi.

Contro l’impunità. Negli ultimi anni, molti paesi del Sud del mondo hanno deciso di proteggere i loro bambini dal turismo sessuale adottando leggi molto severe. In alcuni paesi presi di mira dallo sfruttamento sessuale, molti turisti occidentali scontano severe pene detentive per abusi sessuali su minori. Gli stessi paesi d’origine dei turisti sessuali hanno legiferato per avere la possibilità di condannare questi soggetti per crimini sessuali commessi su minori all’estero. In Francia questi atti sono punibili con 7 anni di reclusione e 100.000 euro di multa. La pena può essere portata a 20 anni in alcune circostanze. A più riprese i tribunali francesi hanno già condannato atti di sfruttamento sessuale a danni di minori.

La pratica del turismo sessuale, di chi prende un volo e cerca un albergo per fare sesso a due soldi con le “ragazze del posto”, spesso bambine, è diffusa soprattutto nei Paesi più poveri. Nella trappola del cosiddetto “turismo sessuale”, ci finiscono soprattutto i più piccoli.

I numeri: Sono 3milioni i turisti che ogni anno partono per viaggi in cerca di sesso. Di questi, secondo l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile del dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del consiglio dei ministri

Un sesto è alla ricerca di minorenni, con un volume d’affari complessivo intorno agli 80-100 miliardi di dollari;

Turisti occasionali (65%), abituali (30%), pedofili (5%). Tutti in viaggio per lo stesso fine.

– La maggior parte dei turisti che dedicano la propria vacanza a sfondo sessuale sono, per il 37% d’età che va dai 31 ai 40 anni e sono per la quasi totalità occidentali.

– Le vittime del turismo sessuale, sono per il 60% comprese in una fascia d’età tra i 13 e i 17 anni, per il 30% dai 7 ai 12 anni, per il 10% da 0 a 6 anni.

– Il 75% dei minori coinvolti sono femmine.

– Tra le destinazioni più frequentate il Brasile, il Nepal, il Bangladesh, la Colombia, l’Ucraina, la Bulgaria, la Thailandia. La primaria destinazione del turismo sessuale femminile è invece l’Europa meridionale, principalmente Italia, Ex Yugoslavia, Turchia, Grecia e Spagna, i Caraibi, parte dell’Africa, le Filippine (secondo i dati di Ecpat).

Il giro d’affari. Il turismo sessuale, secondo i dati dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e pornografia minorile, è il terzo traffico illegale per ordine d’importanza, dopo droga e armi, a tal punto da essere un fenomeno di rilevanza mondiale. Il turismo sessuale viene definito dall’Osservatorio “l’insieme di viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico o da esterni che usano le proprie strutture e reti con l’intento primario di far intraprendere al turista una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione”. Il fenomeno del turismo sessuale si è intensificato negli ultimi anni, “sia a causa del maggiore impoverimento dei Paesi del Sud del mondo, dove i bambini entrano nel giro della prostituzione spinti dalla miseria, dalla fame e dalla mancanza di lavoro dei familiari, sia per l’aumento del turismo di massa”.

La rete. “Stai progettando il tuo prossimo viaggio e vuoi consigli su dove andare a fare turismo sessuale in Europa e nel mondo? Abbiamo rovistato tra recensioni e consigli per scoprire luoghi e mete ideali per vacanze sessuali sia per uomini che per donne”. È questo lo slogan di uno dei tanti siti internet di viaggi internazionali che promuovono il turismo sessuale. Sono on-line, alla portata di tutti e sono consultabili informazioni e consigli su dove e come soggiornare al meglio. Mete e destinazioni, consigli di viaggio, curiosità.

L’Osservatorio. Opera al Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio de ministri. Il compito principale di questo organismo è di acquisire e monitorare i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e la repressione dell’abuso e dello sfruttamento sessuale dei minori, anche attraverso la creazione di una banca dati per il monitoraggio del fenomeno.

Le pene previste. L’Italia da sempre contrasta ogni forma di abuso e di sfruttamento sessuale dei minori. La legge 269/98 contro lo “Sfruttamento della prostituzione, della pornografia e del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù” ha introdotto molte novità, tra cui la punibilità in patria dei cittadini italiani che commettano all’estero crimini sessuali contro i minori, anche quando il fatto sia stato commesso in concorso con uno straniero (art. 604 del codice penale). La legge ha inoltre inserito nel nostro ordinamento penale la punibilità delle iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, per cui chiunque organizza o propaganda viaggi finalizzati alla prostituzione a danno di minori, è punito con la reclusione da sei a dodici anni, oltre alla multa.

 

 

 

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