L’isola di Vulcano, nelle Eolie, sembra l’anticamera dell’inferno dantesco: l’odore di zolfo che accoglie chi sbarca dalla nave o dall’aliscafo annuncia una delle sue principali attrattive: la pozza di acqua e fango che tanti benefici effetti ha per la salute e per la cura della pelle, ora ben recintata e con l’accesso a pagamento; il mare che bolle lì vicino sembra un enorme catino dove i bagnanti si immergono come dannati che non trovano però sofferenze, ma un benefico massaggio che si genera dai soffioni sottacquei.

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Il mare si è praticamente mangiato la spiaggia. Una volta qui si potevano mettere ombrelloni e sdraio

Un’altra attrattiva caratterizzava l’isola: la spiaggia nera della baia di ponente che in un ampio arco accoglie centinaia di bagnanti e turisti e sulla quale si affacciano alberghi, ritrovi e trovano allocazione ombrelloni e spiaggini. Ma ora purtroppo questa spiaggia sta scomparendo: il mare se la sta mangiando nell’indifferenza dell’amministrazione comunale di Lipari e per la disperazione degli operatori turistici che così vedono anche erodere le fonti dei propri guadagni. Prima era possibile percorre l’intera spiaggia da un capo all’altro, senza la necessità di immergersi in acqua. Oggi l’erosione del mare non lo permette più e chi voglia passare da una parte all’altra deve cimentarsi in un percorso ad ostacoli o rassegnarsi a fare un quasi bagno, così come si vede dalle foto.

Equilibrismi di chi voglia passare da una parte all'altro della spiegai, per superare i ruderi esistenti da più di vent'anni e che sembra impossibile rimuovere.

Equilibrismi di chi voglia passare da una parte all’altro della spiaggia, per superare i ruderi esistenti da più di vent’anni e che sembra impossibile rimuovere.

Non solo, ma sinora l’amministrazione comunale non è stata in grado – da almeno vent’anni a questa parte – di rimuovere i ruderi in calcestruzzo di una abitazione non più realizzata (forse perché abusiva) e che costituiscono un intralcio per il transito e un pericolo per i ferri che sporgono. Quanti secoli bisogna aspettare per decidersi di eliminare questo obbrobrio?

Il degrado dell'Hotel Eolian, ormai dismesso e abbandonato dalla proprietà

Il degrado dell’Hotel Eolian, ormai dismesso e abbandonato dalla proprietà

Certo, le soluzioni per evitare che il mare si porti via il resto della spiaggia esistono; bisogna solo decidersi di attuarli, così come richiedono gli abitanti dell’isola e chi è interessato (anche solo per ragioni economiche) alla conservazione dell’integrità di un sito naturale unico al mondo. Perché altrimenti la crisi finirà per colpire anche gli alberghi e le strutture turistiche che rimangono, così come ha fatto chiudere l’Hotel Eolian, ormai in pieno degrado, pur godendo di una splendida posizione a ridosso della spiaggia.

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