Totò Cuffaro esce dal carcere e giura di non fare più politica. Ma Totò, uno degli uomini più potenti della Sicilia egli stesso è politica. Appena apre bocca non emette aria ma politica. Non lo fa apposta e non ci può far niente. E come se Checco Zalone giurasse di non fare ridere e nello stesso tempo in cui lo dice verrebbero giù una valanga di risate che ancora se ne sente il fragore.

Sono bastate pochi sussurri di Totò vasa vasa per fare tremare il Pd Siciliano, poche parole rilasciate all’Huffingtonpost e l’establishment dei dem è in piena crisi che neanche i pasticci di Crocetta hanno provocato lo stesso danno.

 Ma cosa ha detto di tanto clamoroso l’ex governatore siciliano?

“Con Renzi si stanno spostando i miei voti e la mia classe dirigente. E dunque quelli che stavano con me e ora nel Pd fanno le tessere. Ma non capisco il clamore, lo scandalo. A me pare naturale. Prendevo un milione ottocento mila voti, lì dentro c’era la Sicilia”.

In sintesi Totò ha non ha fatto altro che dire una  verità che è davanti agli occhi di tutti, che come un assioma non ha bisogno di essere dimostrato. Ma intanto qualcuno si sorprende.

Alice Anselmo, Luca Sammartino,Valeria Sudano, Pippo Nicotra, Totò Cascio, Lillo Firetto, Dario Cartabellotta, Nino Dina e via dicendo… Non sono stati cuffiariani?

E dopo che Faraone ha spalancato l’androne principale del Pd al loro arrivo, coprendo l’impiantito con uno sfarzoso red carpet, ecco che comincia la caccia alle streghe, la caccia al cuffiariano. I dem solo adesso si sono svegliati indignati e trinariciuti, dalla Trinacria all’Emilia, da  Pino Apprendi a Pier Luigi Bersani che dice: “Noi dobbiamo mettere un alt e stoppare con forza quella roba lì, perché se nel Pd entra gente che non c’entra nulla con la nostra storia, il Pd diventa un’altra cosa. E allora io non so più se ci voglio stare”. E allora Pier Luigi, te ne saresti dovuto andare già da un bel pezzo!

Fausto Raciti, il giovane dalemino, così come lo chiamano a Roma, che fa? Sorpreso, trinariciuto anche lui da tutta questa torma di cuffiariani, da cui a sua insaputa si ritrova attorniato. Congela il tesseramento per verificare al microscopio tessera per tessera, alla ricerca di tracce e o microgranelli di cuffiariana provenienza. Si dice che la Scientifica sia già all’opera, attrezzata di tutto punto.

Ma in Sicilia non è solo il Pd a stare male, la politica siciliana sembra una partita di calcio tra due grandi squadre a cui serve lo stesso risultato, un “biscotto”, per andare avanti nel girone. Alla fine del match i giocatori esultanti si abbracciano e si scambiano le casacche.

Così fanno il Pd di Faraone e Forza Italia di Miccichè. Solo che mentre nel biscotto calcistico, i calciatori, dopo aver riposto la maglietta dell’avversario nell’armadio dei ricordi, ritornano a giocare per la propria squadra, nel Pd e in Fi, invece, la nuova casacca non la dismettono più e passano con l’avversario che in quel momento offre di più.

Una digressione sull’argomento consentitecela. Cuffaro in tre giorni viene intervistato dall’Huffingtonpost e dal Corrierone che corre ai ripari per inseguire lo scoop del competitor. Placido, serafico, snello, dalla sua bocca escono perle di saggezza, sembra quasi un’altra persona e non solo fisicamente. Ha anche in mano un biglietto per il Burundi, dove intende dedicarsi al volontariato.

Ma può essere che sia la stessa persona che è stata condannata per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra?

Ci sorge un dubbio. Non è che il tanto discusso carcere, pena sempre più extrema ratio quale conseguenza dei reati,  faccia invece bene e trasformi le persone?

E chi lo dice, adesso, a Renzi che sforna un decreto svuota carceri dietro l’altro?

Vincenzo Adalberto

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