Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA – Oltre il 90% della Playa da decenni e grazie alla complicità dei  nostri  amministratori (magari poi usufruendo di ingressi gratuiti a vita!) è spiaggia di lidi privati dove prendere il sole e fare il bagno  è un diritto riservato solo a  coloro che pagano  una tessera o un biglietto d’ingresso (ricordiamo che chiunque può utilizzare per legge la battigia anche entrando liberamente dai lidi senza pagare nulla).
Alla stragrande maggioranza dei cittadini e dei turisti – afferma Alfio Lisi portavoce di Free Green Sicilia – resterebbero solo quelle fette di spiaggia, chiamate impropriamente ‘ libere’ ,  ovvero da stabilimenti  balneari privati autorizzati ma spesso con strutture abusive a meno di 150 metri dal mare  ma ‘legittimate’  di fatto da  istituzioni inesistenti e le piattaforme ‘solarium’ sugli scogli in quanto questi inaccessibili ai più, per non parlare dei rischi per la vicinanza di immissione a mare di  liquami. Ma ad oggi, ad oltre quaranta giorni dall’inizio della stagione balneare , neanche le esigue ‘spiagge libere’  così come i solarium  possono essere usufruiti dai cittadini in quanto chiuse le prime e non installate le seconde.
Cittadini e famiglie che per loro diritto dovrebbero liberamente accedere a  spiagge e mare puliti con servizi essenziali ed eco-sostenibili e senza la costrizione di sottoporsi al pagamento di una ‘tassa’ d’ingresso in una costa che peraltro è proprietà del demanio statale, e dunque di ogni libero cittadino, ma di fatto in mano ai privati e dunque ‘privatizzati’ di fatto. Ancora una volta la stragrande maggioranza dei  catanesi che non vuole ostacoli all’utilizzo della costa e al mare  è costrette, loro malgrado, o a pagare la tassa d’ingresso in uno dei tanti stabilimenti balneari o ad espatriare in altri Comuni o in altre province dove la balneazione è senza ostacoli, libera  e senza rischi per la salute. Aspetti che non fanno altro che aumentare le disuguaglianze tra cittadini e cittadini e tra  famiglie e famiglie e  che conducono all’aumento dei privilegi per pochi.

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