CATANIA – “Perché non cali definitivamente il sipario su due istituzioni culturali, i teatri Bellini e Stabile di Catania ormai soffocati da tagli e ritardi nei finanziamenti pubblici, Cgil e Uil vogliono confrontarsi sul piano delle proposte concrete con amministrazioni locali e Regione. Al Comune, in particolar modo, chiediamo di seguire l’esempio di altre città d’Italia destinando parte dei proventi della tassa di soggiorno al sostegno del Bellini e dello Stabile che, per affermazione degli stessi operatori alberghieri, costituiscono importantissimi elementi di traino per il settore turistico catanese e siciliano”. Questo un passaggio della conferenza stampa tenuta oggi dai segretari generali di Cgil e Uil, Giacomo Rota e Fortunato Parisi, insieme con i segretari confederali Giovanni Pistorio e Salvo Bonaventura e con il segretario provinciale UilCom Giovanni Nicotra. Nella sala “Mico Geraci” della Uil di Catania anche numerosi lavoratori, in rappresentanza degli oltre 400 dipendenti dei due enti teatrali. Rota e Parisi, peraltro, hanno anche sollecitato al governo Crocetta e all’Ars “la copertura e la materiale erogazione del fondo di risarcimento in favore di Stabile e Bellini, che in questi anni hanno dovuto ripetutamente fronteggiare con risorse teatro stabile-2proprie le riduzioni decise dalla Regione a produzioni teatrali in corso”.

Gli esponenti sindacali, che hanno lanciato un appello agli abbonati e al pubblico dello Stabile e del Bellini “perché restino vicini ai due teatri”, si sono soffermati sui “numeri della crisi”. Rota, Parisi e gli altri rappresentanti di Cgil e Uil hanno denunciato come “dal 2008 a oggi lo Stabile abbia sofferto una decurtazione di contributi regionali da 4,5 milioni a poco più di un milione, peraltro non ancora del tutto pagati mentre il Comune ha ridotto i fondi da 250 mila euro a 175 mila, non meno pesante il taglio deciso dalla Provincia”. “Per lo Stabile – hanno proseguito – sono così in forse le tournee che dovrebbero partire a fine dicembre, mentre lavoratrici e lavoratori non hanno percepito gli ultimi due stipendi. E risulta ovviamente possibile programmare il futuro. Il Bellini, invece, si ritrova a fare i conti con insopportabili riduzioni delle risorse per una struttura complessa, che comprende pure un’orchestra e un coro: oggi, l’ente lirico dispone di appena 12 milioni in contributi pubblici e 800 mila euro da abbonamenti. Resta, inoltre, irrisolto il nodo del precariato col quale sono state sinora supplite carenze di organico in ruoli-chiave (tra gli altri, mancano gli addetti alla sicurezza degli impianti e al settore amministrativo-contabile) provocate dal blocco delle assunzioni disposto dalla Regione”. I leader etnei di Cgil e Uil hanno, quindi, concluso: “Il rischio, serio, di chiusura dei due teatri non ci fa dormire la notte, perché ciò significherebbe la fine della vita culturale di questa città!”.

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