Gli eredi dello scrittore Sebastiano Addamo hanno donato alla Biblioteca provinciale un fondo librario, costituito da circa 4000 volumi, che erano appartenuti al grande poeta e scrittore scomparso nel 2000. Questa bella iniziativa – che acquista un significato particolare in un momento in cui le biblioteche chiudono o sono in difficoltà -, è stata sancita dalla firma di un protocollo e da una cerimonia, durante la quale è stata anche intitolata una sala allo scrittore. A firmare il documento di cessione il commissario straordinario della Provincia, Giuseppe Romano, e la signora Grazia Cavallaro Addamo, con le figlie Cetti e Vera.
«Il patrimonio librario della Provincia di Catania si è ulteriormente arricchito di un voluminoso materiale, frutto della generosa donazione della famiglia dello scrittore Sebastiano Addamo – ha dichiarato il commissario straordinario della Provincia, Giuseppe Romano-. L’Ente ha ritenuto quantomeno doveroso intitolare una sala della Biblioteca di Palazzo Minoriti all’artista scomparso, per onorarne la memoria e ricordare altresì la figura di uno straordinario scrittore e poeta siciliano».
All’evento hanno preso parte il segretario generale e direttore Francesca Ganci, il capo di gabinetto, Santa Caruso, l’ingegnere capo Giuseppe Galizia, e autorità civili e militari. La figura di Addamo è stata ricordata da chi lo ha conosciuto ed apprezzato. Sono intervenuti la scrittrice Dacia Maraini, che ha dichiarato: : “Esorto i siciliani ad avere più orgoglio nei riguardi della cultura isolana. La Sicilia è terra di grandi scrittori. Uno di questi è Sebastiano Addamo, che ho conosciuto in anni lontani, all’epoca della morte di Pasolini. Ritengo Addamo un grande del Novecento e invito a rileggerlo”. Il prof. Nicolò Mineo, dopo aver ricordato alcuni aneddoti del giovane Addamo, ha affermato: “Tutta la produzione, letteraria e non, di Addamo merita di esser riesaminata in modo organico”. Per il poeta e critico letterario Plinio Perilli “Addamo è un poeta sorprendente. Se si rilegge, si comprende l’uomo e il suo spessore, la sua sapienza anche in campo filosofico. Nonostante ciò, egli si propose al pubblico senza enfasi e vanità intellettuale. Nelle sue poesie, affronta ciò che è aspro e improponibile, domandolo con una parola tagliente e lucida. Dopo Pasolini egli ha continuato il compito quasi impossibile di fare poesia”. La prof. Sarah Zappulla Muscarà ha sottolineato la necessità di mantenere in vita e incrementare il Premio Addamo, che nel 2013 è giunto alla VI edizione, per merito della caparbietà della signora Grazia Addamo e al sostegno della Provincia di Catania e di tante istituzioni ed Enti che hanno a cuore i libri e la cultura. “Ritengo giusto – ha concluso la Zappulla -, celebrare un poeta e scrittore, apprezzato anche da Leonardo Sciascia, Enzo Siciliano e altri grandi nomi della cultura del nostro Novecento”.

Il sindaco di Lentini, Alfio Mangiameli, ha dato una interessante testimonianza dell’attività svolta da Addamo come preside nella sua città.

Nel corso dell’evento sono stati letti alcuni brani, tratti dalle opere dello scrittore, dall’attrice Ketty Governali. Il Maestro Lorenzo Mazzamuto ha curato l’esecuzione di brani musicali.

 

 

 

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