ACI CASTELLO – E’ stata una breve, ma intensa, la conferenza del parroco di Aci Trezza don Giovanni Mammino.  Al centro dell’incontro, al quale hanno preso parte numerosi fedeli, i “tesori” della chiesa di San Giovanni Battista, da venerdì scorso entrata nella storia del borgo marinaro con il rito di consacrazione e dedicazione officiato dal vescovo di Acireale monsignor Antonino Raspanti.
Un intervento, quello del sacerdote, che è stato introdotto da un documentario sulla lunga vita e sui beni culturali, che da secoli l’edificio di culto trezzoto conserva e mostra alla comunità ma anche ai numerosi turisti che ogni anno lo visitano.
Il video è stato realizzato al termine dei lavori di valorizzazione della chiesa, finanziati dalla Regione Siciliana, che hanno così chiuso il ciclo delle opere realizzate in questi anni grazie alla determinazione e perseveranza di padre Giovanni, che ha voluto fortemente anche la creazione dell’altare, dell’ambone e delle croci in marmo.
Adesso la chiesa madre trezzota, per l’occasione di ieri illuminata con eleganza e classe dalla “Ct service” di Catania, è un vero e proprio museo da visitare appieno per apprezzarne le tele, gli affreschi, gli argenti, gli antichi documenti e conoscere le curiosità e gli aneddoti che hanno caratterizzato i 320 anni di storia dalla sua apertura e benedizione.
“Negli ultimi tempi, grazie ad alcuni finanziamenti e a diverse donazioni, abbiamo avuto la possibilità di consolidare, riqualificare e valorizzare la nostra chiesa e buona parte dei beni artistici ed archivistici che custodisce – afferma il parroco. La dedicazione e consacrazione, con il relativo adeguamento liturgico, sono stati la conclusione di un percorso mirato a rendere ancor più bella ed accogliente questa struttura, narrata anche da Giovanni Verga nel suo romanzo “I Malavoglia“. Un grazie a tutti coloro che hanno consentito il raggiungimento di questi obiettivi. Per noi, questo singolare giubileo segna l’arrivo di una tappa e la partenza di un nuovo cammino con l’impegno di continuare a valorizzare l’immenso patrimonio materiale e immateriale della nostra comunità parrocchiale.”

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