MISTERBIANCO − Un luogo sacro. Un luogo dell’identità ma anche uno spazio performativo straordinario. L’antica chiesa di Campanarazzu, a pochi chilometri dall’abitato di Misterbianco, dove prima della straordinaria eruzione del 1669, sorgeva l’antico paese e tornata alla luce nel suo splendore di Matrice, ha ospitato un evento davvero emozionante, unico come unica è la chiesa: “Musica nel cuore della pietra”, nell’ambito di un progetto intitolato “Origini, Identità, Memoria” che unisce trasversalmente Amministrazione comunTahneeDragoYR3A1716ale, Fondazione Monasterium Album e cittadini: in questo caso l’azienda Giardini Crisafulli e l’Associazione Interminati spazi. In una atmosfera rarefatta e partecipe “Gliarchiensamble”, prestigiosa orchestra d’archi ha eseguito, in prima assoluta nazionale, il Requiem di Morzat nella versione di Lichtental. L’iniziativa – unica nel suo genere – è stata pensata dall’Assessorato alla Cultura di Misterbianco con la collaborazione della Fondazione Culturale Monasterium Album, che si occupa della valorizzazione del sito archeologico riemerso dall’eruzione lavica del marzo 1669. Dopo 247 anni, dunque, la musica è di nuovo risuonata per la grande navata, accolta da un pubblico numerosissimo e attento che ha decretato il successo di una manifestazione che avrà certamente un seguito. “Desideriamo valorizzare e fare conoscere questo patrimonio – ha detto l’assessore alla Cultura, Giuseppe Condorelli, facendo eco a quanto affermato da padre Giovanni Condorelli – a quante più persone possibili e grazie alla siner

gia sviluppata con alcuni partner è statopossibile organizzare questo primo appuntamento proprio la vigilia di Pasqua.” “E’ stato davvero un piacere – ha affermato il maestro Domenico Marco de Gliarchiensemble”, a conclusione del concerto – condividere una giornata intrisa di emozioni, di alto contenuto culturale in un luogo straordinariamente suggestivo della nostra terra”. Anche il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo, si è complimentato con l’ensamble esprimendo il suo compiacimento per una manifestazione che “radicandosi nel nostro passato di comunità ci proietta in unfuturo di rinnovamento civile e culturale”.

Alla fine i tanti presenti hanno potuto gustare, guidati dalla Fondazione Italiana Sommelier, i prodotti dell’Azienda Vitivinicola Incarozza.

PP.L.

Fotografie di Tahnee Drago

 

 

 

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