di Katya Maugeri

Viviamo in un’epoca in cui la capacità di leggere e di scrivere si è quasi eclissata, lasciando spazio a coloro che pubblicano senza tener conto della passione e leggono solo perché certi titoli li ritrovano nelle top ten.
Ma dov’è finita la voglia di mettersi in gioco, imparando, migliorando la tecnica dalla quale attingere nuovi stimoli?
Fortunatamente esistono ancora delle realtà che dedicano e credono fortemente alla divulgazione della cultura, mettendo in atto il loro credo. Abbiamo incontrato Alessandro Russo, medico ortopedico e bravissimo scrittore che ha presentato a noi di Sicilia Journal un progetto ambizioso, “Scritturiamo”. Scritturiamo nasce come un luogo in cui gli amanti della letteratura, dell’arte e della musica possano sentirsi a casa propria. L’idea di base è che attraverso i percorsi della parola scritta, si possano sperimentare contaminazioni virtuose e feconde. L’obiettivo principale è sostenere chi crede nell’importanza delle parole, del dialogo, della comunicazione;  dare una mano a chi per lavoro o per passione sogna di dar voce a verità di pensiero, scoprendo la giusta espressione dei suoi contenuti. Numerosi, i servizi che scritturiamo.it offre ai propri lettori: dall’editing all’organizzazione di eventi culturali e artistici, al supporto della pubblicazione di testi, organizzando corsi di scrittura creativa con il supporto di laboratori. Una realtà importante e competente che coinvolge il ramo della comunicazione, del marketing, della grafica e cura le relazioni con i media. Un portale dal quale iniziare il proprio progetto creativo, nel quale sviluppare ed elaborare i propri sogni donandogli consistenza e inchiostro.

– Come nasce l’idea di realizzare un sito come Scritturuamo.it?

«Nasce nel momento in cui mi sono accorto che quella che per me era una passione poteva diventare qualcosa di più per il servizio degli altri, riuscire ad aiutare delle persone che hanno un sogno nel cassetto: quello di farsi conoscere, di pubblicare e di raccontare. La possibilità di trasformare quello che è uno scritto – che può sembrare grezzo – in qualcosa di interessante, in tal senso decidere l’ordine nel quale posizionare i vari passaggi, i concetti da far emergere».

– Quale sarebbe la linea editoriale da seguire per effettuare una svolta culturale?

Una linea editoriale sicuramente legata alla creatività, allo slogan, al lancio di un messaggio. Il messaggio deve fare colpo e instaurare un serio legame fra chi scrive e chi legge.

– La Sicilia con tutte le sue contraddizioni i suoi contrasti di colori, di emozioni, può essere oggetto di attenzione in più per chi scrive anche se non è siciliano?

«Sì, le nostre condizioni non sono delle condizioni comuni, tutto quello che avviene qui viene vissuto come routine e non ci sorprende, ma chi viene da fuori non riesce ad immaginare un traffico, tale sporcizia, numerosi disagi coi quali conviviamo, in contraddizione con le grandi meraviglie racchiuse nel clima, nell’arte che ci circonda e dalla cucina che ci rappresenta. Il contrasto è fondamentale per chi si avvicina ad una terra nuova, contrasto che diventa ispirazione e un’opportunità importante».

2 (1)– Quali sono i motivi della scarsa attitudine alla lettura, quanto incide la nostra attuale situazione sociale?

«Un tempo la vita era meno frenetica, si partecipava a gruppi di lettura organizzati dai circoli, non credo che oggi si legga di meno, ma in maniera diversa.  Manca l’approfondimento.
Il desiderio di leggere fa parte di un bagaglio personale dal quale attingiamo il piacere della lettura, occorrerebbe un’educazione alla lettura, cominciando dalle scuole, in cui bisognerebbe divulgarla, spiegandone l’importanza».

– La gente  è cosciente dello scarso approfondimento e della disinformazione che la circonda?

«Pochi se ne rendono davvero conto. È presente una mentalità che ti porta a sapere delle cose ma non a capirle. Vedo nei volti la rassegnazione e la stessa notizia viene colta con spirito non critico, ma omertoso».

– I promotori di cultura, in che modo viene accolto il loro ruolo?

«Sono visti come coloro i quali potrebbero dedicarsi ad altro, ma pochi capiscono i sacrifici dietro all’organizzazione di eventi, a tutto ciò che ruota intorno alle mostre, eventi musicali, quando ci si confronta e si trovano pochi elementi che ti danno qualcosa in più il percorso si facilita.
Negli eventi, se quello che si vuole proporre,  si fa con passione si ha sempre la soddisfazione di vedere un progetto realizzato».

LOCANDINA LIVATINO-ARGO– Persiste una distrazione totale da parte degli intellettuali di oggi. Fino a qualche tempo fa sulle vicende berlusconiane c’erano elevate di scudi adesso – passati alla sinistra – c’è un silenzio totale. Dalle vicende del governo Renzi, a Crocetta, c’è quasi un’accondiscendenza comune?

«Al ruolo degli intellettuali si chiede troppo, ovvero quello di smuovere tutte le coscienze evidentemente chi nel passato si esprimeva adesso si è chiuso nel suo silenzio. Si tratta di un  ulteriore segnale della disaffezione generale per tutto ciò che a che vedere con la politica non esiste l’interesse nel quartiere per tutto quello che accade, non esiste la voglia di cambiare – indipendentemente dal ruolo di intellettuale – questo è un segnale inquietante che mi auguro possa trasformarsi in qualcosa di positivo. Una fase di preparazione una eventuale risveglio globale di quelle che sono le teste di ognuno di noi, le rivoluzioni si fanno in una determinata maniera, essere d’accordo tutti è impossibile, il ruolo di chi conosce le dinamiche non dovrebbe mancare ma adesso non vedo una partecipazione corale».

-E  in che modo bisognerebbe scuotere le coscienze?

«Cercando di avere a che fare con i giovani, affiancarci a persone che possano fare ciò che noi siamo stanchi di fare, ritrovarsi in ambiti in cui idea e volontà collettive coincidano. Avendo delle cose da trasmettere non possiamo arrenderci, immaginiamo di avere questo compito: educare i nostri seguaci».

Per ulteriori informazioni visitate il sito: http://www.scritturiamo.it/

K.M.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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