di Lilia Scozzaro

Fare in modo che qualcosa duri a lungo, occorre mantenere in vita uno dei quartieri storici di Catania,  si può, anche suonando, ricordando le tradizioni siciliane, raccontando la quotidianità di una terra meravigliosa.  Vi ricordate di Ciccio Busacca? L’ultimo vero cantastorie siciliano! Gli inizi del suo percorso, i sacrifici, le difficoltà, l’impegno civile di fare il cantastorie nella propria terra. ” U peri alivu”, formato da 4 musicisti,  si esibisce all’interno della chiesa di San Francesco di Paola,  davanti alla Candelora dei Pescivendoli e ad appassionati di ogni età. Raccontano gli uomini che abitano il mare.

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La chiesa è  situata in un rione antichissimo  di Catania “Civita “,  distrutta dal terremoto del 1963, poi ricostruita e restaurata nel Novecento. Il brano ” Annaca a cannalora” scritto da Melo Zuccaro,  ha aperto la manifestazione a cui era invitato tutto il quartiere. Suonare per non dimenticare. ” U peri alivu” : Salvo Pirrotta al violino, all’organetto Alfio Leocata, al mandolino Maurizio Zappalà (in arte Angelo Mauro) alle chitarre Francesco ed Orazio Grasso.    “Lo scopo di questi eventi, dice Orazio Grasso, è quello di tenere in vita le tradizioni della nostra isola. Vedere persone commosse dai ricordi che restano indelebili nel loro cuore e nella loro mente. Il nostro è un chiodo fisso che ci permette di attingere da un grande serbatoio di cultura e sapere, rappresentato dai “lasciti” dei nostri nonni».

u-peri-alivu-3-300x200Tutto iniziò 22 anni fa grazie all’intuizione del fondatore dell’orchestra Carmelo Zuccaro. Successivamente si aggregano al gruppo Franco D’Arrigo, con oltre mezzo secolo di vita strascorso in teatro, la presentatrice dell’orchestra Rossana La Ferla, il violinista Salvatore Pirrotta, il primo mandolino Maurizio Zappalà (in arte “Angelo Mauro”), l’attrice Melina Pappalardo ed Alfio Leocata all’organetto e alla zampogna. Alle chitarre, invece, padre e figlio: Francesco ed Orazio Grasso, per una passione che si tramanda da generazioni. “ La nostra soddisfazione più grande – continua Orazio – è vedere l’interesse che riscuotiamo tra i ragazzi, completamente conquistati dai suoni e dalle armonie sviluppate, rappresenta un attestato di stima che ci sprona a continuare in questo percorso culturale e sociale. Sono loro i siciliani del domani e vogliamo che tengano in vita i ricordi di una terra che ormai non esiste più».

L.S.

A proposito dell'autore

Generalmente parlo poco della mia persona e dei fatti miei. “ Il pericolo è il mio mestiere “, è il filo conduttore che guida tutta la mia esistenza lavorativa (e non solo). Non ho mai temuto di imbarcarmi in imprese estreme, di svolgere attività rischiose, di avere pericolose responsabilità, e non accontentandomi di un ripetitivo lavoro d’ufficio, ho voluto sempre mettermi alla prova. Dopo aver vissuto una vita davanti al microfono/mixer, e a tutte quelle apparecchiature che occorrono per intrattenere gli ascoltatori di una Radio, eccomi qui, collaboro con un giornale on line “ Sicilia Journal “. E’ stata un’ impresa all’inizio, ed ho cercato di gestire questo mio nuovo compito con calma e molta discrezione. Grazie a Silvia Ventimiglia ed al direttore del giornale Daniele Lo Porto. Buona lettura a tutti!

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