di Katya Maugeri

 

«Ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna, pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee».  [Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza]

CATANIA – Una lettura nuova, originale. Un incontro fra tre donne diverse, ma vicine, tre generazioni lontane a confronto. Un’autrice  che attraverso la parola ci permette di conoscere a fondo, oltre le righe, la figura di un personaggio storicamente lontano da noi, emotivamente moderno. Il romanzo è “Chiara di Assisi – Elogio della disobbedienza”, l’autrice è Dacia Maraini, che ha presentato nella  Libreria Cavallotto di  corso Sicilia, il suo nuovo romanzo.

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L’incontro è stato moderato dalla giornalista Ornella Sgroi.
Dacia Maraini, scrittrice, poetessa, saggista, da sempre sensibile alle tematiche sociali quali la condizione della donna, ha spesso descritto magistralmente, nei suoi testi, figure femminili dal carattere affascinante, determinato, complesso, spesso protagoniste di vicende tortuose e ricche di pathos, sullo sfondo delle sue storie molteplici i temi sociali affrontati in prospettive storiche diverse. Questo nuovo romanzo è un viaggio emotivo intorno alla figura di Santa Chiara, che prima di tutto è donna, poi santa, una donna che con le sue scelte rivoluzionarie, ha delineato la sua figura rendendola eterna. È Chiara Mandalà, diciannovenne siciliana a chiedere alla scrittrice di accompagnarla alla ricerca di informazioni reali e di vita vissuta che riguardavano quella santa dalla quale aveva ereditato il nome. Un nome capace di farla sentire forte e importante, ma del quale voleva conoscerne i dettagli umani, emotivi. Dacia Maraini si confronta con i documenti storici, attraverso lo studio presso gli archivi riesce a delineare e a estrapolare notizie, dettagli, episodi che la sua immaginazione elaborerà tra le pagine del suo bellissimo romanzo. Attraverso un iter di domande attente, immagina ciò che sta dietro le carte, ciò che valorizza l’eredità e la modernità di questa donna straordinaria, Santa Chiara. “Mi interesso delle mistiche da molti anni, attraverso la letteratura. Nei conventi esistono delle pagine censurate, trascurate, bellissime. Un mondo nascosto e fantastico, da scoprire” dichiara l’autrice che delinea ciò che più l’affascina della figura della santa, “la sua fede è una scelta d’amore, mi ha affascinato il suo impegno civile e le sue scelte rivoluzionarie: l’aver scelto la povertà – quella vera – considerandolo un “privilegio alla povertà” rifiutando così ciò che la struttura della Chiesa imponeva. 10818910_965618500134835_974478079_nL’umiltà con la quale stravolge le regole dell’uguaglianza e il rifiuto di comandare, di punire”. La Maraini conquista il pubblico, che silenziosamente ascolta gli episodi, le considerazioni che cerca di divulgare con molta professionalità, ma con immenso trasporto. Un romanzo in cui la figura di Santa Chiara è fortemente rappresentata dalla forza di volontà, dal coraggio di non cedere, l’amore per il Vangelo è un valore di rivendicazione femminile in un’epoca in cui la Chiesa era un impero, lei rivendica il diritto dell’uguaglianza, perché la santa voleva cambiare la Chiesa, dall’interno. Il convento era il luogo in cui la donna leggeva, ed era lontana dalle costrizioni sociali che imponevano matrimoni e amore di circostanza, “l’amore è un’invenzione del romanticismo”, afferma l’autrice, “l’unico amore che si conosceva era l’amore per Dio”.

La scrittrice concludendo l’incontro dichiara quanto sia importante, oggi, la “sacralità umana”, impossibile pensare di poter possedere una persona ed è così che rivolge un pensiero a tutte quelle persone che subiscono violenza, per l’assenza di “educazione umana” che distrugge il sogno di tantissima gente.
Sorridente, cortese, raffinata nei suoi gesti, ha rilasciato interviste, firmato autografi a coloro che da questo incontro sono rimasti affascinati da tanto carisma e dai pensieri le abbiamo rivolto alcune domande.

Chiara-di-Assisi-L’elogio-della-disobbedienza– In un’epoca povera di valori, cosa rappresenta, per lei, la spiritualità?

 «Spiritualità è sfuggire al concetto di culture di mercato, quello dominante. Una cultura in cui tutto si vende e si compra, comprese le persone, quindi la spiritualità serve a credere, ricredere, riproporre il concetto della sacralità della persona».

– Si legge poco in questo Paese e si scrive troppo”. Cosa direbbe a un non lettore per allontanare la propria attenzione dai social e dedicarsi alla lettura?

 «Si pubblica troppo e si legge poco, è vero.
Bisognerebbe familiarizzare con i classici, perché leggendoli impariamo a leggere, altrimenti si finisce nella mano del mercato, di ciò che propongono e spesso sono proposte commerciali».

– I classici, un percorso di lettura consigliata per evolversi culturalmente?

«Sì, la lettura dei classici incide tantissimo nella sfera culturale, è come se si volesse comporre della musica classica senza conoscere Bach o Rossini».

– L’informazione autentica, leale e senza filtri, esiste ancora?

«È molto difficile, molto dipende dall’economia, ma finché c’è la libertà di pensiero e di parola – e in tantissimi paesi del mondo non c’è – possiamo considerarci un Paese libero».

– Il giornalismo oggi…

«Si può fare, bisogna avere coraggio, non bisogna seguire i conformismi. Si rischia qualcosa, ma si può fare!».

 

Katya Maugeri

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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