di Graziella Nicolosi

1CATANIA – È un Giuseppe Castiglia inedito, quello che è emerso ieri pomeriggio a Catania, nel corso di un incontro organizzato nella sala conferenze del Castello di Leucatia dalla Biblioteca Centro culturale “Rosario Livatino” e dall’agenzia creativa e di editing “Scritturiamo”.

Il popolare cabarettista, attore e cantante (è suo l’inno alla catanesità intitolato “Catania figghiozza d’o Patri eternu”), sottoposto al “fuoco di fila” di domande di Silvia Ventimiglia e Gabriella Magistro, ha raccontato con grande umanità la sua vita e la sua attività artistica, dagli esordi fino ai giorni nostri. “Profondo conoscitore di Catania”, come lo ha definito Alessandro Russo, Castiglia ha parlato di sé sullo sfondo di una ricca carrellata fotografica, raccolta con perizia da Santo Privitera. A ravvivare l’incontro hanno contribuito gli intermezzi musicali del Duo da barba, composto da Torquato Tricomi alla chitarra e Turi Pappalardo al mandolino.

Nato nel 1972 nel quartiere di San Nullo, Castiglia è cresciuto a San Cristoforo, quartiere di cui si porta dietro in maniera indelebile ricordi e sapori. Tra le sue memorie però c’è anche quella della faida di mafia in corso in quegli anni nella città etnea, “quando per i bambini come me – dice – era normale vedere morti ammazzati lungo le strade”.

La passione per l’intrattenimento nasce da piccolissimo, assecondata dal nonno che gli insegnava poesie e barzellette. Inizia a lavorare presto per non gravare sulla famiglia, e nel frattempo, per volere del padre, studia ragioneria. Il teatro però rimane il suo chiodo fisso, sin dai tempi dell’oratorio salesiano: recita in compagnie amatoriali e poi professionali, fino a calcare palcoscenici importanti come i teatri greci di Siracusa e Taormina. “Dall’arte drammatica – osserva – ho appreso la capacità di improvvisare”; caratteristica preziosa che ha mantenuto come cabarettista e conduttore radiofonico.

L’exploit arriva con la trasmissione “La sai l’ultima” di Canale 5, che gli offre la ribalta nazionale. È proprio dopo quest’esperienza – ha rivelato ieri pomeriggio – che gli viene chiesto di far parte del gruppo di autori di Striscia la notizia. “Avevo appena 21 anni. Se avessi accettato, forse la mia vita sarebbe stata diversa, ma va bene così. Il successo non è legato necessariamente ad una platea più vasta”. Del resto, la trasmissione “Insieme” condotta su Antenna Sicilia da Salvo La Rosa gli ha regalato una straordinaria popolarità. “Sono legatissimo alla mia terra e, anche se viaggio molto, poi mi piace sempre ritornare per mettere a confronto ciò che ho visto con la realtà in cui vivo”.2

Da qui nasce una riflessione amara sul carattere profondamente isolano dei siciliani, “che vorrebbero, sì, il ponte sullo Stretto, ma solo a patto che fosse un ponte levatoio, per toglierlo quando non conviene!”.

Tra le soddisfazioni più grandi della sua carriera c’è quella di essere stato chiamato – unico italiano – a Liegi per un incontro dei cabarettisti di tutto il mondo. E poi ovviamente c’è la gioia della famiglia, di cui ha ripercorso le vicende: dal lavoro instancabile del padre, che ha alternato periodi di benessere a serie difficoltà economiche, fino all’arrivo delle tre figlie (di cui due gemelle), a cui è legatissimo.

Brioso e divertente, maestro nell’improvvisare battute, Castiglia nasconde però un carattere inquadrato e un amore inusuale per la matematica: “adoro i numeri”, confessa fra lo stupore generale. Chi l’avrebbe mai detto, che tra i suoi giochi preferiti ci fosse il cubo di Rubik.

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