di Elisa Guccione

 “Ursino Buskers festival”, il primo festival per gli artisti di strada promosso dalla nostra città è stato un’occasione unica per poter assistere a tante esibizioni di giocolieri, musicisti, teatranti e circensi. Cerchiamo di approfondire questo tipo di arte con il musicista catanese, ma naturalizzato romano, Daniele Chiaramida che ha scelto la strada come palcoscenico delle sue esibizioni.10272714_709036505824350_5033298306518436623_o

– Come si diventa artisti di strada?

“Il mio accostarsi a questo tipo di arte inizia durante gli anni universitari al Dams, perché mosso dallo stress degli esami in un contesto aperto e libero mentalmente come Bologna ho sentito il bisogno di suonare e di esibirmi. Una domenica mattina, di quasi dieci anni fa, mi esibii per la prima volta in piazza. Mi sono trovato gradualmente a far parte di questo mondo. A vent’anni era un’esigenza quasi naturale senza grandi pretese, mentre adesso, a trenta, le mie esibizioni sono più mature e sono mosse da uno sfogo sociale”.

– In che senso?

“La nostra società ha segnato tutti i miei coetanei ad un destino di incertezza e precarietà. Fare questo lavoro oggi, per me, è una sorta di liberazione. Ho preferito scegliere questa strada e disegnare così un percorso lavorativo diverso e forse anche alternativo. Si deve essere bravi a “vendersi”, cioè ad utilizzare una buona strategia di marketing e stimolare l’attenzione del pubblico. Per fare questo lavoro si deve avere lo stesso grado di responsabilità ed attenzione come quando ogni mattina ci si alza per andare in ufficio”.

– Catanese trasferitosi prima a Bologna ed ora a Roma. Ha mai suonato nella sua città d’origine?santago de compostela (erasmus) 2008

“Mai. Catania è più chiusa verso questo tipo d’esperienze, perché non è abituata, anche se penso che reagirebbe bene alla novità. Quando suono ai Fori Imperiali, invece, la gente non si stupisce e il contatto con il pubblico è straordinario. Le persone che si fermano per ascoltarti sono le più esigenti, soprattutto, perché da questo tipo di spettatori arrivano le gratificazioni più importanti e non mi riferisco al solo fatto economico”.

– Nel 2013 incide il suo primo disco, “Daniele Chiaramida”, scaricabile presso la piattaforma digitale “Bandcamp”. C’è molta Sicilia in questo lavoro.

“Questo cd racchiude dieci anni del mio vissuto. Sono raccontate le mie più importanti esperienze di vita da quando avevo diciannove anni. La Sicilia  inevitabilmente fa parte di me. La mia terra per me è Pippo Fava e la lotta alla mafia, ma è anche Rosa Balistrieri con la sua musica. Mi fa rabbia che tanti concetti e molti personaggi importanti della nostra terra non vengano studiati a scuola, ma si è costretti a scoprirli al di fuori del mondo scolastico”.strada

– Cosa sogna di essere fra vent’anni il giovane Daniele Chiaramida?

“Non sono solo un musicista di strada, d’inverno suono nei locali e nei teatri. Da grande vorrei vivere di musica in modo dignitoso riuscendo ad ottenere magari un po’ più di notorietà e fama. Ho partecipato anche ad un concorso molto importante, al Cet, per cantautori, “Musicacontrocorrente” promosso dalla scuola di Mogol”.

– Se durante le sue esibizioni dovesse ascoltarla un manager di qualche casa discografica e le proporrebbe un importante progetto discografico cosa farebbe?

“Accetterei, ma se dovessero propormi troppi compromessi rifiuterei”.

Tipo?

“Non mi piacerebbe essere trattato come un baraccone da circo con le varie ospitate a Buona Domenica o Domenica In, perché vorrei essere ricordato per la mia musica”.

Elisa Guccione

A proposito dell'autore

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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