Assegnato il premio Kineo&Taormina Award alla celebre ballerina Carla Fracci.

di Agnese Maugeri

foto 2-4Taormina- Leggiadra nel suo vestito color avorio ricco di ricami, raffinata nei movimenti, con i capelli raccolti in un morbido chignon, Carla Fracci appare così come una figura eterea quasi surreale.

Nella terrazza dell’hotel Metropole che si affaccia sul magnifico panorama di Taormina, ha incontrato Tiziana Rocca e i giornalisti in occasione dell’assegnazione del premio Kineo&TaoArte Award consegnatole la sera stessa sul palco del Festival.

La celebre ballerina, con la sua voce soave, quasi impercettibile, si è raccontata alla stampa presente, rispondendo a ogni domanda, anche alle più pungenti, con un elegante sorriso. Vederla seduta nei divani della terrazza dell’hotel, ricorda l’immagine di un tempo passato non ben definito, come se su di lei gli anni non portassero quella lentezza e stanchezza che caratterizza l’avanzare dell’età.

Carla Fracci inizia la piacevole chiacchierata parlando del suo rapporto con il cinema e con registri come Visconti, De Sica e Castellani, autorevoli figure che hanno contribuito alla sua consacrazione artistica.

Diventata étoile del Teatro alla Scala di Milano a solo 20 anni, tanti gli straordinari artisti che le furono maestri da cui ha potuto apprendere e imparare il più possibile.

La Fracci ha poi incentrato la sua conversazione proprio sui giovani, oggigiorno la danza è entrata anche nei palinsesti televisivi, questo commenta la ballerina, è un bene perché quest’arte può così accostarsi a un pubblico sempre più vasto.

Riferendosi però al programma “Amici di Maria De Filippi” la Fracci riserva alcune perplessità riguardanti la rapidità dello svolgimento accademico che, dovendo seguire i tempi ristretti della televisione, non impartisce ai giovani delle buone e ferree basi, portandoli ad avere presto un grande successo «è necessario dire ai giovani che non si deve sognare soltanto, la cosa importante è il lavoro e nella danza dev’essere sempre costante».

Carla Fracci svela il suo sogno nel cassetto realizzare un’accademia della danza tutta sua dove poter lavorare con i giovani e tramandargli la sua esperienza e tutto ciò che i grandi maestri le hanno insegnato, per far capire ai ragazzi che la danza è un’arte completa. Vorrebbe cominciare con un piccolo gruppo per poi crescere insieme, poiché non conta la quantità ma la qualità del prodotto che si propone.

«Bisogna difendere il proprio lavoro e ciò che il balletto rappresenta, perché è una professione artistica nobile e non va trascurata, anchefoto 1-4 se purtroppo oggi tutto questo non viene compreso» dice la Fracci durante l’incontro e sottolinea più volte questo concetto, la necessità di un maggior rispetto dell’arte. Parla anche del cinema e delle lamentele che spesso sente a causa dell’assenza di sovvenzioni, e si sofferma sul San Carlo di Napoli oggi sotto commissariamento con una compagnia senza direttrice e sul Balletto dell’Opera di Roma dove ormai sono rimasti in pochi, ciò comporta inevitabilmente l’eliminazione della danza dai teatri.

Insieme a lei c’è il marito Beppe Menegatti, attento ascoltatore prende parola quando una giornalista rivolge alla Fracci una domanda un po’ scomoda sulla famosa critica che il ballerino Roberto Bolle le mosse anni fa, dove affermava che reputava egoistico da parte di un’artista come lei accettare ancora ruoli nei balletti togliendo spazio ai giovani.

Menegatti sottile nella sua ironica risposta, ha commentato dicendo che Bolle a volte dice delle “bischerate” e che dovrebbe ricordare solo che la sua notorietà è anche dipesa  dalla Fracci che lo volle nella compagnia in un viaggio in Giappone. Continuando il marito ha parlato della scuola di danza diretta dalla ballerina Liliana Cosi, un’eccellenza nel mondo dell’arte, ma pochi anni fa il ministero pensò bene di toglierle le sovvenzioni, e da allora presso gli enti lirici che prima erano finanziati dallo stato non si può più accedere per merito ma solo sotto pagamento di laute rette.

foto 4-2Carla Fracci con le sue parole ha motivato il premio Kineo a lei assegnato, nato lo scorso anno in collaborazione con la Biennali di Venezia, in un progetto che intende costruire un ponte tra il cinema e le altre forme artistiche.

In conclusione dell’incontro la ballerina ha ringraziato Tiziana Rocca complimentandosi per aver avuta la volontà, malgrado le problematiche, di andare avanti e di realizzare questa sessantesima edizione del Taormina Film Fest.

L’ultima domanda è proprio la Rocca a farla chiedendole da quanto tempo non veniva a Taormina, e anche in questa occasione è l’energico consorte a prende parola dicendo «eravamo qui in vacanza un anno fa, questo è un rendez-vous preciso, senza Taormina non si può vivere».

Agnese Maugeri

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