L’allenatore del Catania, Dario Marcolin, ha confessato alla stampa che, dalla partita vinta con l’Avellino, indossa, su suggerimento del Presidente Pulvirenti, la sciarpa che fu di Sinisa Mihajlovic, quando questi, di cui lui era il vice, salvò gli etnei da una retrocessione che sembrava ormai certa.

Sinisa Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic

Era la stagione 2009/10 e all’attuale allenatore doriano, chiamato al posto di Gianluca Atzori, fu affidata una missione impossibile: la salvezza.  Infatti, la squadra occupava l’ultimo posto in serie A, con uno score di solo 9 punti in 15 partite.

 

Del Catania targato Mihajlovic, restano indimenticabili la vittoria a Torino per 2 a 1 e quella in casa per 3 a 1 contro l’Inter del triplete di José Mourinho .

 

Ma anche la sciarpa rossazzurra  che Mihajlovic  indossava durante tutte le partite è indelebile nei ricordi dei tifosi etnei e acquisì l’aura di una misteriosa leggenda. Il serbo, visto i successi conseguiti, non sé ne staccava neanche sotto la canicola estiva e si dice la portasse con sé pure a letto. A quella sciarpa si attribuirono poteri magici, diventò un amuleto, un gesto apotropaico che allontanava gli influssi maligni favorendo le sorti del Catania.

Con l’amuleto di Sinisa il Catania ieri si è ripetuto, sfatando pure il tabù trasferta. Gli etnei hanno violato con un secco 3 a 0 lo Stadio Franco Ossola di Varese, in uno spareggio retrocessione mors tua vita mea. Lasciando i lombardi ultimi in classifica, distanti di 10 punti e destinandoli a una retrocessione ormai inevitabile.

Il Catania era rimasto l’unico sodalizio, dalla Serie A alla Lega Pro, a non aver vinto mai in trasferta, l’ultimo successo degli etnei risaliva all’11 maggio 2014, quando batté il Bologna per 2 a 1 in una partita che fu un abbraccio mortale per entrambe le compagini che retrocessero in serie B.

Speriamo che anche con l’aiuto della sciarpa, il Catania possa definitivamente cambiare passo e salvare la categoria, in una stagione dove le cose più facili sono diventate incredibilmente impossibili.  

A questo punto tra il serio e il faceto una domanda ci sorge spontanea: non ci si poteva pensare prima ai poteri taumaturgici della sciarpa di Sinisa, invece di cambiare tre allenatori, un preparatore atletico e 9/11 della squadra?

Salvo Grasso

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