IGNAZIO MARINO

Mi chiamo Ignazio, e subito mi scuso
Se qualche cosa mi è riuscita male
Ma non è colpa mia… mi son confuso:
Svizzera ma’, papà di Acireale,

Nato in Liguria… diventai dottore,
Mo’ sò sinnaco della Capitale…
Ma lo faccio però con gran dolore
Perché ho toppato in modo colossale.

Io mi dicevo: “Di certo me la cavo
Tutto sommato non farò più danno
Di chi mi ha preceduto: io son bravo,
Non c’è derby fra me e Alemanno.

Se poi le cose mi sfuggon dalle mani
Nessuno prenderà provvedimenti,
Son medico e conosco ‘sti romani:
Parlano assai ma poi sono… pazienti”.

Come dite? Se ero o no informato
Dei traccheggi in Consiglio Comunale?
Certo che no. Io son troppo educato
Per pensar che qualcuno è un criminale.

E poi, se ci fu qualche mia mancanza
Fu per assenze ben giustificate
Dai miei doveri di rappresentanza:
Perché miei cari, è ben che lo sappiate,

Per vedermi la gente fa le code,
M’invitano, e a nessuno pare strano;
E se sta cosa a Papa Franco rode
M’inviti e ne parliamo in Vaticano.

Nessun sindaco è più corteggiato,
Ditemi chi di me più spesso parte…
Ora che l’acqua sembra ci han trovato
Mi sto organizzando anche per Marte.

imgselt
Par che il viaggio costerà assai
Ma a Roma una colletta è già iniziata,
– L’han voluta chiamar “Basta che vai”-
Per comprarmi il biglietto. Sola andata.

Carlo Barbieri

Scrivi