Davide Di Bernardo

Intervistata da Mattino cinque, la signora Rosita Solano, figlia delle vittime di Palagonia, parla del suo lutto, ma con tantissima forza riesce anche a effettuare una critica diretta e costruttiva sull’accaduto e il “Caos C.A.R.A.”.

renzi solano<< Ho sentito mia madre il giorno prima, mio padre due. Ripenso ancora alle telefonate e non mi sembra vero. La domenica, quando possibile, si mangia tutti insieme e – aggiunge straziata – la bambina mi chiede ancora della nonna >>.
Le prime parole di Rosita sono le più intime, le più personali.
Il momento è difficile. I genitori avevano creato un’oasi felice ed erano un macigno a cui aggrapparsi per familiari e amici.
Tutti al paese conoscevano “la bella coppia” che aveva scelto di abitare sulla strada principale del paese e la loro casa sembrava la cartolina di ciò che Palagonia poteva essere.

Se si entra in paese, infatti, si evince immediatamente di come un forte “menefreghismo estetico” e mancanza totale di cura per l’essenzialità, faccia sembrare il paese un luogo post-apocalittico.
Palagonia

palagonia

“Cento bar e una libreria” – canterebbe il mito Max Pezzali, per un luogo in cui le facciate delle case sono lasciate incomplete, con mattoni forati per i piani alti e blocchi in terra per i più bassi. Le strade risentono ancora di cambi continui di “ideologie dell’illuminazione” che vanno da pali puramente anni ’80 ad “applique” più moderne.
Basta poi uscire dalle strade principali per vedere come il paese, nel suo cuore, sia ancora fermo agli anni ’70 e ’80, se non prima, con le donne che presto si riuniranno davanti le porte o le uscite degli innumerevoli garage per preparare la salsa per la stagione fredda.
Un excursus del paese è possibile averlo guardando il video in slow-motion di un utente youtube a questo link, dove si evince rapidamente, passando dalla parte centrale del paese a quella più bucolica, sino all’uscita dalla cittadina segnata dall’altarino della Santa protettrice, di come l’abbandono sia il vero autore della continua tragedia del calatino.
Anni di mala politica, sindaci indagati per mafia, tra cui Fausto Fagone processato durante l’Operazione Iblis, portano ad essere un arduo compito quello del sindaco attuale, Valerio Marletta.

lucarelli - solanoLa Solano, aspramente accusata dalla show-blogger Selvaggia Lucarelli per aver parlato alle telecamera subito dopo l’omicidio dei genitori, si fa più scura in viso e, con la forza che spesso manca ad un leader politico, afferma: << La sicurezza non deve esserci soltanto questa settimana, le forze dell’ordine devono esserci anche dopo! >>.
Proprio il tema dell’abbandono, ripreso da Rosita, diviene la paura comune in un paese che per troppe volte si è sentito lasciato a se stesso.
Proprio questo malessere è stato il più denunciato tra i palagonesi che temono di tornare nel dimenticatoio non appena anche l’ultimo giornalista avrà ripreso la strada di casa.
Proprio l’assenza è uno degli spettri che preme più ferocemente sulla burocrazia italiana, quella “macchia scura” che in tantissimi sfruttano per insinuarsi tra la mala gestione italiana di cui anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha spesso parlato.

Di frequente, le zone d’ombra sono il motivo per cui tanti immigrati clandestini scelgono il nostro paese.
Per “zona d’ombra” non s’intende solo la mancanza di forze armate sul territorio, cosa che avviene spesso dopo momenti di forte controllo dovuti a sciagure, ma anche di assenza di basi culturali, scolarizzazione media bassissima e poca propensione alla socializzazione intellettuale, veri “mostri” che creano territori fertili per tutti i delinquenti che vogliono approfittarne, politica nazionale e locale compresa.
Non è un caso che il C.A.R.A. sia stato aperto in un territorio di fortissima disoccupazione giovanile, basso livello di scolarizzazione e altrettanto forte crisi economica dovuta alla gestione sconsiderata dei fondi europei per l’agricoltura.

deputata pd

Ma a lanciare un appello chiaro e deciso è ancora una volta la fortissima donna che sembra scacciare l’iconografica figura della siciliana succube dell’uomo, in rivalsa alle “donne in carriera del nord” brave a nobilitare le gesta di leader col cerone, la sicilianissima Rosita ci lascia con un importantissimo monito: << L’accoglienza va fatta con criteri e scelte giuste. I profughi vanno accolti quando è corretto farlo, non anche quando nei loro paesi non c’è guerra ed il viaggio è fatto per speranza e non per paura, oggi non possiamo permettercelo! >>.

Davide Di Bernardo

Scrivi