Carmelinda Comandatore

CATANIA – Torna la GDG Devfest Mediterranean. Parliamo del più importante evento annuale organizzato da più di 600 Google Developer Group (GDG) nel mondo. Dall’Europa, all’America per arrivare fino in India, ogni anno sviluppatori di tutto il mondo si incontrano, discutono e si confrontano sulle ultime novità di casa Google. È un’occasione per ritrovare la community e guardare all’anno appena trascorso, ai progetti realizzati grazie all’utilizzo delle tecnologie e dei programmi educativi messi a disposizione da Google.

I GDG di Sicilia e Calabria si incontreranno il 5 e 6 novembre presso il Four Point Sheraton di Aci Castello. Saranno due giornate ricche di speech di alto livello: da Luca Naso, astrofisico originario di Caltagirone che ha conquistato l’Oriente, fino a Davide Bennato, docente di Sociologia dei Media Digitali presso l’Università degli Studi di Catania, che negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra Big Data e le Scienze Sociali. Non mancherà la padrona di casa, Ornella Laneri, presidente e CEO di Sheraton Catania Hotel, che illustrerà ai presenti HortoinHotel, il programma d’incubazione rivolto a progetti imprenditoriali in fase pre-startup, finanziato da Sheraton.

Ne parliamo con Fabio Arceri, Software Developer e manager del GDG Catania, che anche quest’anno aprirà la conferenza.

Fabio, quali sono i risultati raggiunti nell’ultimo anno?

«L’ultimo anno è stato un crescendo continuo, che ha avuto il suo punto di inizio con la DevFest 2015, la prima DevFest catanese in assoluto, che ha permesso al GDG Catania di affermare la sua presenza e capacità organizzativa, acquisendo in tal modo maggior credito a livello locale, soprattutto da parte delle aziende IT del territorio, cosa che ci ha permesso di avviare nei mesi successivi il progetto dei GDG Garages. Tra i maggiori risultati della stagione appena trascorsa vi sono proprio questi garages, attività “interne” al GDG, solitamente sotto forma di incontri fisici tra persone, finalizzate a dare continuità e autonomia alla “vita” di community attraverso attività di studio/approfondimento di tecnologie e metodologie di sviluppo e design (made in Google ma anche no), ma anche di progettazione e implementazione di progetti open source. Un altro importante risultato è stato certamente l’assegnazione del grant da 15.000 dollari offerto dal programma Google for Education in occasione di una nostra applicazione al bando Computer Science for High School insieme a partner d’eccezione quali il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica dell’università di Catania, l’Associazione “Palestra Per La Mente“, il gruppo CoderDojo Etneo e varie scuole della provincia di Catania, tra cui l‘istituto Vaccarini di Catania e l’istituto Fermi-Guttuso di Giarre. Grazie alla vittoria di questo bando siamo stati in grado di erogare dei corsi e delle attività di progettazione volti alla diffusione del “computational thinking” all’interno delle scuole superiori. Un’iniziativa di grande valore ed impatto, che ha visto la partecipazione di più di 150 studenti e decine di docenti delle superiori nell’arco di un intero anno di attività. Altri eventi si sono susseguiti durante la stagione passata, ma il più importante è probabilmente la Google I/O Extended 2016, conferenza incentrata sui nuovi prodotti Google che ha visto la partecipazione di più di 200 tra studenti e professionisti del settore IT. L’evento ha permesso di rinfoltire il gruppo sul piano organizzativo, creando un vero e proprio staff di specialisti tecnici e di comunicazione che oggi mandano avanti il GDG Catania in modo fantastico con grande impegno, dedizione e, soprattutto, passione».

Quali sono le principali attività previste durante le due giornate?

«Le due giornate di quest’anno prevedono delle attività molto interessanti, tra cui alcuni workshop davvero imperdibili. Uno di questi sarà dedicato al mettere in raffronto due tecniche di sviluppo: lo sviluppo nativo e quello cross-platform. Il primo si lega intimamente alla piattaforma (e.g. Android ed iOS) per la quale l’applicazione è pensata, e consente pertanto la realizzazione di applicazioni più veloci e stabili su una determinata piattaforma. Tuttavia, dato che l’applicazione creata con questa tecnologia non è  eseguibile su una piattaforma diversa da quella per cui è stata realizzata, bisogna sostanzialmente riscriverla da zero (o quasi) ogni volta che si decide di “portarla” su un sistema differente (e.g. da Android ad iOS). Per contro, lo sviluppo cross-platform fa uso di tecnologie di terze parti che consentono di superare queste problematiche scrivendo le applicazioni una volta sola e in modo tale che queste siano eseguibili su più piattaforme senza (in genere) alcuna modifica o adattamento. Grazie a questo workshop i partecipanti impareranno a distinguere le due tecniche sperimentandovi su sotto la guida degli ottimi Andrea Battaglia, Carmelo Ruota e Marco Rinaldi.

Ci sarà anche un workshop su JavaScript, tenuto da Francesco Di Franco, che è anche il master del nostro primo GDG Garage in assoluto, incentrato su JavaScript e Node.js e attualmente in corso d’erogazione presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’università di Catania (il garage, grazie ad una convenzione con il DMI, rilascerà dei crediti formativi agli studenti del CdL in informatica).

Alla DevFest ci sarà tutto questo, ma non solo. Abbiamo pensato anche a tante altre attività, tra cui un’hackathon organizzata dalle Women Techmakers italiane, una track interamente incentrata sui Big Data, con speaker d’eccezione quali Luca Naso e Davide Bennato, e un intervento in remoto del Google Developer Expert italiano Marco Casario, che ci introdurrà nel mondo delle applicazioni web ad alte prestazioni».

La community catanese è molto numerosa e attiva, tanto che, se parliamo di Google Developers, è diventato uno dei punti nevralgici del sud Italia. Come spiega questo successo?

fabio-arceri

Fabio Arceri

«Quando persone diverse che condividono il concetto di ‘condivisione’, scusate il gioco di parole, come  principio di vita si incontrano, succede questo ed altro. Il GDG Catania ha avuto la grande fortuna di nascere in un territorio in cui l’ecosistema startup è fortemente radicato, e con esso la filosofia della condivisione, che è ormai entrata a far parte del modo di pensare delle nuove generazioni, le quali, a poco a poco, anno dopo anno, si affacciano sempre più frequentemente su questo mondo. Non tutti riescono ad accogliere questa filosofia di pensiero, è chiaro, ma chi lo fa finisce con l’essere letteralmente rapito dalla spinta etica alla base di tale filosofia, una spinta che può essere riassunta con un detto dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone, un’espressione in lingua bantu basata sulla compassione e che indica benevolenza verso il prossimo. Questa espressione recita “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo“. L’ubuntu esorta dunque a sostenersi ed aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti ma anche dei propri doveri, poiché rappresenta una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace. Ecco, i membri più attivi del GDG Catania condividono appieno questa filosofia. Se di successo si può parlare, probabilmente la sua matrice è da ricercare in questa etica condivisa».

Catania è anche l’esempio tangibile di un’importante presenza femminile all’interno di una community solitamente ‘maschile’.

«Decisamente. L’entrata di Federica Greco come manager GDG “al femminile” è stata ed è tuttora determinante per la messa in opera di attività legate al programma Women Techmakers. Detto in poche parole, WTM è un programma ufficiale di Google volto a sensibilizzare l’opinione pubblica attorno ai temi del gender gap e dell’inclusione femminile nel mondo della tecnologia, al fine di creare consapevolezza sulle problematiche associate a questo fenomeno. Si tratta di un tema molto delicato, spesso sottovalutato. Il presupposto alla base del programma WTM è infatti che, se le donne non vengono rappresentate, le loro idee e le loro specifiche necessità non potranno essere incluse nelle tecnologie del domani. WTM promuove questo progetto tramite l’organizzazione di eventi e all’interno di scuole e università. Ci tengo a precisare che, sebbene gli eventi WTM mirino a sottolineare l’inclusione sociale delle donne, tali eventi non sono destinati solo a queste ultime ma anche agli uomini, i quali sono fortemente invitati a prenderne parte in virtù dell’obiettivo fondamentale di WTM, ovvero di creare un ambiente eterogeneo attorno alla tecnologia e non un gruppo di sole donne».


-- SCARICA IL PDF DI: DevFestMed16, Fabio Arceri: "I Google Developers risorse importanti per la Sicilia che vuole crescere" --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata