Il Cara di Mineo è un ghetto che costa “produce” 50 milioni di euro l’anno. La denuncia di alcune associazioni umanitarie

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L’odierna partita di calcio della “accoglienza”, di cui il Comune di Catania si è fatto principale sponsor, tra la Nazionale attori e la squadra formata dai richiedenti asilo del Cara è un’altra ipocrita operazione di facciata per nascondere all’opinione pubblica che il Cara, oltre a dilapidare circa 50 milioni di euro l’anno, è luogo di sofferenze e di conflitti per migliaia di persone, che hanno già sofferto per fuggire dalle loro terre, sopravvivere ai frequenti naufragi.

Come realtà antirazziste impegnate sul fronte della difesa dei diritti dei migranti abbiamo denunciato anche l’operazione di propaganda messa in atto dai gestori del Cara e e sponsorizzata dall’Ufficio Scolastico Provinciale di far circolare nelle scuole il docu-film “Io sono io e tu sei tu”, un’opera che nasconde la drammatica realtà che quotidianamente vivono i richiedenti asilo e gli eventi drammatici di cui sono protagonisti: il suicidio del ventunenne eritreo Mulue Ghirmay il 14 dicembre scorso, i casi di prostituzione di alcune donne ospiti, le rivolte contro governo e gestori per le lunghe attese burocratiche, la carenza di un’adeguata assistenza sanitaria, il cibo scadente. Per non parlare delle condizioni strutturali: l’enorme capienza tollerata di oltre 4000 “ospiti”, la notevole distanza dal più vicino centro abitato, “qualità” che rendono il CARA un vero e proprio ghetto, distante anni luce dall’idea di reale inserimento sociale propagandata.

Stanno inoltre crescendo le preoccupazioni e le proteste per le annunciate vaccinazioni agli “ospiti” del Cara. La multinazionale francese Sanofi Pasteur, tramite l’Assessore regionale alla Sanità, ha donato alla Croce Rossa 4000 dosi di vaccino antitifo e 1000 test per la tubercolina. Dietro l’ipocrisia dei fini “umanitari” si vuole procedere alla vaccinazione della popolazione del Cara, contro una patologia che in Italia non esiste, diffondendo la paura legata al falso luogo comune che i migranti portano malattie; inoltre abbiamo avuto modo di conoscere i trattamenti antiscabbia a Lampedusa ad opera della Cooperativa Sisifo, ente capofila del Consorzio Cara Mineo, (un’associazione d’imprese di cui fa parte anche la Pizzarotti & C. spa, proprietaria della struttura) e responsabile della gestione del Cara di Mineo.

La storia siciliana ce l’ha insegnato: emigrare non è reato! Il Cara di Mineo non fa accoglienza, ma è un centro di segregazione da chiudere! Diritto d’asilo europeo per non morire!

Promotori: Arci Catania, Arci Sicilia, Borderline Sicilia, Cobas Scuola Catania, Comitato di base NoMuos/NoSigonella,La Città Felice, LILA Catania, Rete Antirazzista Catanese, Qui Mineo, Catania Bene Comune, Rifondazione Comunista Catania, partita dell’accoglienza, nazionale attori, Nazionale rifugiati,

http://www.meltingpot.org/Il-ricatto-di-Mineo.html

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