Days of the dinosaur: “Una mostra per imparare giocando”

di Elisa Guccione

Foto Daniele Cannavacciuolo

CATANIA- Per i catanesi e non solo è possibile poter viaggiare nel tempo grazie alla spettacolare mostra argentina “Days of the dinosaur”, allestita ad Etnapolis e visitabile fino al 28 febbraio, e conoscere il mondo del Mesozoico. Più di trenta gli esemplari costruiti a grandezza naturale in cui il visitatore può imbattersi ed apprendere il loro stile di vita. Tra una folla festante di bambini intenti, nella sala disegno, a dare sfogo alla loro fantasia incontriamo la curatrice della mostra Francesca Matrunola, che ci accompagna in un mondo esistito ben 100 milioni di anni fa.DSC_0120

Com’è nata l’idea di creare una mostra internazionale ed itinerante?

“Il progetto nasce da un gruppo di paleontologi argentini nel 1996, i quali dopo aver scoperto dei fossili hanno pensato di ricostruire in maniera tridimensionale i dinosauri. Lavorando già da tempo nel campo delle mostre e degli spettacoli ho colto al volo quest’opportunità, perché educa imparando. I bambini hanno la possibilità di conoscere la preistoria, la biologia e la vita di questi esseri per loro fantastici”.

Qual è stata la loro reazione?

“Sono molto curiosi e apprendono tutto con estrema facilità. Una bambina durante una visita ha detto ad esempio che s’impara senza studiare, ed è per me e tutto il gruppo di lavoro una grande soddisfazione. I geni dei dinosauri sono stati ereditati dagli uccelli e non dai rettili e basta guardare una gallina per vedere qualcosa degli antenati preistorici. I bambini sono dei veri esperti conoscono quasi tutti gli esemplari e molti non si spaventano neanche del “cattivo” Tyrannosaurus rex”.DSC_0127

Sotto Carnevale ci sono state delle importanti iniziative come un’enorme festa in maschera tra giochi, animazioni, performance di intrattenimento e premi per i costumi più originali e belli. Questo fine settimana ci saranno anche altre novità per intrattenere i piccoli ospiti…

“I paleontologi durante questo carnevale sono stati anche degli animatori. Hanno truccato, ad esempio, i bambini senza maschera e hanno creato dei percorsi specifici per l’occasione. È stata creata una giuria per scegliere il vestito più bello composta da soli bambini. Ci sono stati giochi e quiz a tema dinosauri. C’è un’area ludica di quasi 700 metri quadri in cui tutti i partecipanti della mostra possono scorrazzare a loro piacimento, salire in groppa al dinosauro o fare una foto dentro le fauci di un Tirannosauro. Possono cercare seguiti dai paleontologi gli scheletri dentro una grande vasca di sabbia e sapere così come avviene un ritrovamento o conoscere un fossile. Ci sono anche proiezioni in 3d in cui è possibile apprendere cosa sia il big bang. Non è un vero e proprio museo ma un grande gioco in cui si può realmente imparare divertendosi”.DSC_0155

La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio a Catania, mentre a Napoli si concluderà il 14 febbraio. Quali sono state le differenze di pubblico tra Sicilia e Campania e come mai la decisione di favorire il sud?

“A Napoli siamo ritornati a grande richiesta dopo tre anni. Il calore del sud, inutile negarlo, è immenso. Qui a Catania abbiamo avuto un pubblico proveniente da tutta la Sicilia e numerose scuole hanno portato i bambini in visita per imparare e conoscere con più facilità la realtà del Mesozoico. Siamo più che soddisfatti del risultato ottenuto fin qui”.

Quali saranno le prossime tappe della mostra?

“In estate andremo a Parigi e in Sud America, ma sicuramente andremo anche a Bologna e forse ritorneremo a Milano”.

Elisa Guccione

Foto Daniele Cannavacciuolo

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

A proposito dell'autore

Elisa Guccione

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

Post correlati

Scrivi