CATANIA – “Basta con i disservizi per i cittadini! Basta commissariamenti che paralizzano le attività degli Enti! Il governo regionale si esprima con chiarezza e determinazione sulle competenze degli enti intermedi e sul futuro occupazionale del personale. Si assuma ogni responsabilità sul futuro governo degli enti intermedi del territorio e legiferi con celerità”.

È il grido forte e unanime dei dipendenti della Provincia Regionale di Catania che domani, giovedì, 28 maggio, dalle 10 alle 12, terranno un sit-in davanti alla sede della Prefettura di Catania, organizzato dalle segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa. La manifestazione sarà in contemporanea con iniziative analoghe che si svolgeranno nelle altre province siciliane.

I lavoratori e le organizzazioni sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa sono fortemente preoccupati perché messi in condizione di non poter sostenere i numerosi servizi resi alla cittadinanza dei Comuni della provincia di Catania e per il futuro occupazionale dei circa 750 lavoratori dipendenti, causato dal perdurare dell’assenza di una legge regionale che assegni alle Province Regionali competenze e governo, oltre che i relativi trasferimenti regionali e Statali per mantenere i servizi.

Per tale motivo, gli oltre 7000 dipendenti delle Province regionali siciliane e gli oltre 2500 lavoratori delle loro Partecipate hanno deciso di avviare una forte mobilitazione in tutto il territorio regionale. La mobilitazione era già stata avviata il 15 maggio con le assemblee, tenutesi in contemporanea, in tutte le sedi delle Province Regionali per iniziativa unitaria di Cgil, Cisl, Uil e le altre sigle sindacali.

«Dopo la bocciatura all’Ars del disegno di legge sui liberi Consorzi, con enormi responsabilità di tutti gli schieramenti politici, e l’approvazione gattopardiana della Finanziaria 2015 che ha tagliato ulteriori risorse agli enti – affermano i segretari generale provinciali Gaetano Agliozzo (Fp Cgil), Armando Coco (Cisl Fp), Stefano Passarello (Uil Fpl) e Giuseppe Messina (Csa) – è tempo di rompere gli indugi e proclamare, unitariamente, lo stato di agitazione. Faremo partire sit in e volantinaggi per informare i cittadini dei 58 Comuni della provincia sui disservizi e sull’incidenza negativa occupazionale generata da questa condizione, che ormai si trascina da più due anni, per culminare nello sciopero regionale entro la prima decade di giugno».

Prima della mobilitazione generale, saranno attivate, oltre alle procedure previste dalla legge, ogni confronto utile con sindaci e deputati regionali eletti nella circoscrizione provinciale affinché, oltre a denunciare la grave situazione sulla impossibilità di rendere servizi alla collettività, si avvii con le Commissioni competenti dell’Ars un costruttivo dialogo che evidenzi le criticità che stanno attraversando l’Ente e i lavoratori.

«Siamo a favore di una norma che garantisca il funzionamento degli Enti intermedi di governo del territorio – aggiungono Agliozzo, Coco, Passarello e Messina – e perché si arrivi a una riforma compiuta del settore, capace di tenere l’equilibrio tra le funzioni assegnate, le risorse e il mantenimento dei livelli occupazionali».

«La mobilitazione dei lavoratori delle Province regionali siciliane, anche se con peculiarità territoriali e legislative diverse – concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa provinciali – è pienamente inserita nell’ambito di quella nazionale. Già a partire da giovedì 28 maggio, con un sit-in di protesta, chiederemo al Governo e all’Assemblea regionale siciliana che si assumano le proprie responsabilità per non precludere il futuro ai lavoratori e ai servizi che quotidianamente vengono resi ai cittadini».

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