di Salvo Reitano

PALERMO – Non sappiamo cosa, con esattezza, abbia determinato, dietro le quinte, il brusco precipitare della crisi alla Regione, con l’azzeramento della giunta di queste ultime ore e L’annuncio della nuova compagine di governo..
Che si sia arrivati a questo punto non saremo certo noi a sorprenderci. Come certamente i lettori ricorderanno, quando le prime ombre cominciarono a lambire il governatore e i mal di pancia all’interno della maggioranza si facevano sempre più insistenti fummo fra i primi a prospettare l’opportunità delle sue dimissioni. E quando il leder dell’opposizione, Nello Musumeci, dette il via alla procedura per la mozione di sfiducia non esitammo a sostenerla convinti che ormai erano maturi i tempi per ridare la parola agli elettori.
Se Crocetta è convinto di avere bene amministrato, se ha veramente ridato lustro alla Regione, rilanciato l’economia, favorito gli investimenti, speso al meglio il soldi dell’Unione Europea, sostenuto l’occupazione, bene, egli non ha che un modo per provarlo: rinunciare alla sua carica e sottomettersi al giudizio dei  siciliani. Altrimenti, anche se  da qualche ora ha presentato la sua nuova squadra di assessori, rimarrà bersaglio di sospetti sempre più gravi e pesanti sul suo operato e ostaggio dei partiti che compongono la sua eterogenea maggioranza.
Quando parliamo di governo inefficiente lo facciamo con cognizione di causa. Ci sono notizie che passano inosservate e che invece, sommate le une alle altre, confermano quanto stiamo dicendo.
Una di queste è l’accusa lanciata dalla provincia di Palermo alla regione: non ci sono più soldi per i disabili.
La nota inviata alla Regione del commissario Domenico Tucci con cui si denuncia il fatto che non ci siano più soldi in cassa e che, quindi, dal primo novembre verranno interrotti i servizi destinati ai ragazzi disabili di tutto il Palermitano, ma immaginiamo riguardi tutta la Sicilia.
“Ciò rende benissimo, purtroppo, l’incapacità del governo regionale a occuparsi delle fasce deboli – a scriverlo è Luca Lecardane coordinatore regionale dell’associazione Net Left  che aggiunge – i tagli dei trasferimenti statali e regionali alle province impediranno l’espletarsi dei servizi destinati alle scuole superiori come il trasporto, l’assistenza igienico-personale, l’assistenza alla comunicazione ed inoltre il convitto, semiconvitto e le attività extrascolastiche integrative per i disabili sensoriali saranno interrotte”. “Chiediamo al presidente della Regione Crocetta – conclude – di trovare un poco di tempo per espletare in fretta la questione dei fondi alle province per i disabili, crediamo che possa riuscirci tranquillamente a trovare qualche minuto fra i suoi mille impegni per rifare il governo regionale e andare in tv”.
Pur nella modesta opinione che abbiamo di lui, ci riesce difficile pensare che voglia continuare a governare la Sicilia in questo modo. Ci riesce difficile pensare che è così attaccato alla poltrona da non rendersi conto che ha contribuito a portare l’isola alla paralisi e all’avvilimento totale.
Ecco perchè continuiamo a sostenere senza riserve la mozione di sfiducia proposta da Musumeci. Perchè vorremmo che al più presto si restituisse a Palazzo d’Orleans una faccia nuova, e quindi anche un credito e un prestigio.
I siciliani sono stanchi di queste chiacchiere delle comari, di questi sotterfugi, di queste arlecchinate, di queste soluzioni concordate sotto banco per conservare le poltrone.
Anche perchè un governo messo insieme per vie così oblique sarebbe incompatibile  con la figura di gentiluomo che i siciliani auspicano di vedere.

S.R.

A proposito dell'autore

Catanese, classe 1957, si definisce semplicemente un giornalista. Ha collaborato a quotidiani e periodici con esperienze alla radio e in televisione. Negli ultimi anni ha ricoperto l'incarico di addetto stampa in enti e istituzioni. Scrive di politica, attualità, costume e cultura. Cerca sempre di scoprire il lato umano delle cose anche quando è costretto a raccontare avvenimenti poco piacevoli. Ama Roma e sogna di abitare in un attico a Piazza Navona.

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