di Agnese Maugeri

La bionda e la bruna come vuole la migliore tradizione, americana versus spagnola in un incontro all’ultimo film.

Melanie Griffith e Paz Vega hanno preso parte a due Tao Class molto diverse.

La prima in un look total black pantaloni, giacca, maglietta, occhiali e sandali bassi, capelli biondi raccolti, notevolmente smagrita, una bellezza un pò sofferente forse a causa del recente divorzio con il marito Antonio Banderas, e proprio sulla sua vita privata la Griffith ha subito voluto precisare che non si facessero domande.

La seconda, la spagnola, in total white, tubino e scarpe modello Chanel, in un look che la illumina facendola sembrare di un’altra epoca, capelli anche lei raccolti ma di un nero corvino, occhi vispi e profondi e una bellezza florida.

Due donne a confronto, perché il festival di Taormina quest’anno ha puntato proprio su di loro, una sessantesima edizione in rosa dove si portano avanti tutte le problematiche e le lotte che coinvolgono le donne, dall’emancipazione alla violenza.

A prima vista la Griffith appare a tratti svampita, non ha molta voglia di dialogare e cerca di essere evasiva nelle risposte, è stato difficile per Mario Sesti trovare le domande giuste; poi però lentamente si lascia andare, forse la prima impressione non era del tutto esatta, il periodo così difficile l’ha solo portata a essere più fragile rispetto alla Melanie che noi ricordiamo.

Paz invece sorridente appare sicura sarà il suo temperamento ispanico a farla sembrare fiera e tranquilla, una donna che conosce bene il suo passato e che ha lo sguardo rivolto verso mire ben precise. Sin da ragazza aveva le idee ben chiare figlia di un torero, cresciuta a Siviglia, decise di andare a studiare all’università di giornalismo, «scelsi la facoltà più vicina alla scuola d’arte drammatica ma capì subito che non era questa la mia strada, dopo due anni lasciai gli studi e parti per Madrid dove ho cominciato la carriera d’attrice».

fotonews1Differente la storia di Melanie figlia della famosa attrice Tippi Hedren, artista che lavorò molto con Alfred Hitchcock, (Gli uccelli e Marnie) sin da bambina era abituata a frequentare set e personaggi famosi «mia madre mi ha sempre dedicato tante attenzioni ma è strano crescere con una madre che era anche una famosa attrice».

Della sua infanzia ricorda due episodi particolari, un Natale in cui Hitchcock le regalò una scatola a forma di bara con dentro una Barbie dalle fattezze di sua madre, un insolito regalo da uno particolare regista, e l’incontro con Sofia Loren. «Quando avevo otto anni mia madre ha girato il film di Charlie Chaplin “La contessa di Hong Kong” in cui recitava anche la Loren, Sofia è stata affettuosissima con me e dopo un paio d’anni mi invito a casa sua. Lei è una donna bellissima e un’attrice fantastica su di me ha avuto un enorme influenza».

Paz Vega fu scoperta da Julio Medem che la volle come protagonista del film “Lucìa y el Sexo” 51a95d7b4a6f0c88d0ff41605752ce24dove apparve senza veli in tutta la sua bellezza, l’attrice ricordando quell’esperienza ha detto «a quel tempo io lavoravo per la tv e Medem non lo conoscevo, fu lui a contattarmi e ha propormi il film perché vedeva in me il volto giusto per la sua protagonista. Quando mi offrirono la parte dissi subito, che grande opportunità ma un attimo dopo pensai oddio mio padre che dirà. E infatti alla prima del film gli bastò intravedere una scena osé per uscire immediatamente dalla sala, a mia mamma invece piacque molto».

Malanie Griffith ha lavorato con tantissimi registi da Arthur Penn con “Bersaglio di notte, a Luis Mandoki in “Nata ieri” ma è stato grazie a Brian De Palma nel film “Una donna in carriera” che conquistò il mondo, una pellicola passata alla storia che le ha fatto vincere un Golden Globe e una nomination agli Oscar. Nel film ha lavorato accanto a Harrison Ford di lui ha detto «è una splendida persona, durante le riprese era troppo bello, sexy e sposato, per quanto io ci abbia ripetutamente provato non è successo nulla».

Anche Paz ha una numerosa lista di registi con i quali ha collaborato, primo fra tutti Almodovar che la volle in “Parla con lei” e in “Amanti passeggeri” a cui è molto legata e lo reputa un genio; poi James Brooks con “Spanglish” che la iniziò a Hollywood, passando dall’Italia con i Fratelli Taviani “La masseria delle allodole” e con Michele Placido in “Vallanzasca”.

Paz Vega parlando del suo mestiere e dell’etichetta da sex symbol che si porta addosso dice «io sono un’attrice e posso interpretare qualsiasi ruolo della suora alla prostituta, il mio scopo è quello di essere vera. Sono un sex symbol solo in pochi film, quest’etichetta può risultare anche un bel complimento ma non ha niente a che vedere con la mia carriera».

La Griffith parla dei set e del suo approccio con i diversi personaggi «io sono me stessa anche se interpreto un ruolo, devi mettere parte di te nel personaggio per essere credibile. Appena mi scritturano entro nella parte, è difficile capire dove finisce la donna e inizia l’attrice è un punto magico che non si può spiegare o pianificare, bisogna avere il cuore aperto e il resto accade da solo».

Paz alla sua prima visita a Taormina ha ricevuto il premio “Taormina Falconeri”.

Melanie invece era venuta anni fa ed era stata premiata con il “Dimond Award” quest’anno ha ricevuto il “Taormina Arte Award” felice di partecipare ad un’edizione così importante per lo più  dedicata alle donne, ed è proprio al pubblico femminile che rivolge queste parole «credo che le donne siano più intelligenti degli uomini e stiamo capendo che il cinema e lo spettacolo sono ottimi mezzi per far sentire la nostra voce».

I progetti futuri di Paz Vega la vedono impegnata nel set del film su Carlo V di Adrien Brody dove vestirà i panni di Maria d’Ungheria, Melanie Griffith invece vuol tornare a occuparsi di commedie lavorando magari con giovani registi.

Agnese Maugeri

 

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