di Elisa Guccione

CATANIA – Grande successo per il debutto de “La Confessione” di Walter Manfrè al Ma. Uno spettacolo provocatorio e innovativo incentrato sulla curiosità di conoscere i peccati degli altri. Una messa in scena nata nel 1993 al Festival di Taormina e che da allora gira il mondo.  Il nuovo allestimento approda a Catania arricchendosi di altre storie e di altri peccati come “La confessione di una pornostar” dello scrittore Domenico Trischitta. Poco prima di essere travolti dai peccati di sesso e passionalità della protagonista approfondiamo con l’autore catanese alcuni elementi salienti dello spettacolo.10421365_832142810156378_8637543040998689624_n

-Qual è, secondo lei, la forza attrattiva di questo rappresentazione teatrale?

“Si racconta il cambiamento della società attraverso i peccati. La formula è molto particolare. Entreranno solo dieci spettatori maschi e dieci femmine. Gli uomini confesseranno le dieci peccatrici attrici donne, che a sua volta ascolteranno le confessioni dei peccatori maschi.  C’è un contatto molto stretto, quasi intimo, tra attore e spettatore. Questa è una grande occasione, oltre che un gradito ritorno, per Catania”.

-“La confessione di una pornostar” è stato già messo in scena, sempre nell’ambito dello stesso spettacolo, a Ragusa Ibla. Questo debutto catanese che effetto fa?

“Riproporlo a Catania è una soddisfazione particolare, perché è la mia città. Ci saranno altre repliche, ma il fascino della prima resta sempre immortale. L’interprete femminile, in questa storia, è Gisella Calì, mentre il prete folle è Emanuele Puglia”.11218523_10206107511868911_5924669314315334938_n

-Lei ha fatto della parola la sua missione di vita ma, secondo lei, quando peccano gli scrittori?

“Quando tradiscono il pubblico e non sono autentici. Questo è il peccato più grande per uno scrittore”.

-Lei ha mai commesso questo peccato?

“Vivo la scrittura e il mio essere artista della parola come una condizione naturale e difficilmente posso tradire il pubblico. Non riesco a scindere Domenico Trischitta scrittore dall’uomo. Tutti i miei lavori teatrali e letterari sono sinceri e scrivo solo quando ho l’esigenza di raccontare qualcosa in modo da poter emozionare il lettore e arrivare diritto al cuore della gente”.

Elisa Guccione

Scrivi