di Martina Strano
Al MF Museum & Fashion è possibile visitare la mostra “Donne, Madonne, Sante e Regine – Omaggio a Sant’Agata”, curata da Marella Ferrera.

CATANIA – Il percorso culturale viene presentato come un libro da sfogliare, con Madonne che sembrano venir fuori dalle grotte, con lo scopo di mostrare un’antica tradizione pagana e cristiana, ovvero la vestizione delle statue con ori e abiti preziosi. Manichini, sculture lignee, ceroplastica databili dal XVI secolo fino alla prima metà del XX, appartenenti a privati, in alcuni casi rivisitate dal maestro Giammona, apprezzato artista coinvolto precedentemente da Marella, per il suo utilizzo di materiali poveri come legno e cotone.

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Sensazionale l’effetto prodotto dall’accostamento di materiali preziosi e materiali poveri: strutture in legno e paglia, filigrana d’oro, gemme preziose e cartone, corallo emulato attraverso il legno colorato, parrucche in filo di seta e paglia, ceramiche di Caltagirone e cera.
Opere cariche di significato che sprigionano storia e tradizioni passate, come La “Madonna Bambina” fasciata e sdraiata su un divanetto dell’800, che viene arricchita dal Maestro con gioielli e con una preziosa fascia in corallo: in epoche passate si pensava che il corallo avesse il potere di tenere lontano il male; da qui il rito, per i ceti sociali più elevati, di far indossare ai bambini dei fili di corallo, mentre i meno facoltosi si limitavano ad indossare un nastrino rosso.
La “Maria tessitrice”, opera del XVIII secolo di produzione siciliana, richiama il ruolo fondamentale della tessitura. L’icona siriana dell’Annunciazione presentava infatti la Madonna intenta a tessere un gomitolo rosso, come per “ricamare” il corpo di Gesù. La tessitura inoltre decretava la fedeltà coniugale, poiché era necessario disporre di parecchio tempo per ultimare un’opera tessuta. Pare inoltre che anche Sant’Agata per allontanare le nozze con Quintiniano, lo avesse convinto ad aspettare che fosse terminata una tela. Ma, esattamente come la Penelope di Ulisse,  tesseva di giorno e scuciva di notte,  cosicchè la tela non fu mai completata.
Le Madonne come le donne vere devono essere bellissime, devono essere adornate come regine. Donne, Madonne, Sante e Regine che si ricoprono di oro e luci sugli altari e che si muovono al ritmo tragico e festoso della Pasqua siciliana.
La mostra sarà visitabile fino al 26 aprile.

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