di Martina Strano

MILANO – Una donna classica, elegante, capace di rendere unico il suo look con accessori maxi e floreali: questa è la donna Max Mara per la primavera/estate 2015. La collezione curata dal direttore creativo Ian Griffiths ci riporta nel passato, negli anni 70, ispirandosi alle immagini di archivio di Anjelica Huston della campagna del brand al Grand Hotel Et de Milan nel 1971. Abiti leggeri, dai disegni floreali effetto acquerello che richiamano la primavera, che non lasciano quasi mai la pelle scoperta grazie alle sovrapposizioni ad esempio con gli alti stivali sotto gli abiti in georgette. Per la prima volta viene utilizzata l’alcantara per i blouson, i trench e le maxi gonne plissé. I sandali hanno un tacco laccato, i cappelli sono a maxi cloche e richiamano i tessuti utilizzati per gli abiti, borse coordinate e ampi occhiali da sole. Per la ser troviamo il nero sempre sensuale.

Foto milanomodadonna.it

Blue, tantissimo blue, in tutte le tonalità, da quelle calde a quelle fredde, comprese le tinte elettriche, per la collezione Emporio Armani. Il colore blue@, scritto con la chiocciola perché così «sarebbe stato più moderno, è accompagnato dal bianco e dal ghiaccio». Forme intriganti, con inserti in pvc semitrasparente nelle varianti del mimetico e dell’animalier. Gonne lunghe, pantaloni corti, e niente tacchi, per una persona coraggiosa che esce dagli schemi. Le modelle questa volta entrano in coppia o in gruppi da tre per mostrare le diverse varianti del medesimo prodotto, che permette di apprezzarne al meglio i colori, i tagli e le linee. «Niente di esasperato perché è il momento di ricomporsi».

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Righe e quadretti Vichy per la collezione Cristiano Burani. Capi versatili, dalle linee asimmetriche, adatti ad ogni occasione. Cristiano Burani ci propone anche costumi da bagno interi, gilet, gonne svasate, gonne plissé, gonne a ruota anni 50, casacche di ispirazione orientale, pantaloni larghi e lunghi o anche corti alla caviglia, maxi coat e camicie classiche. I colori predominanti sono quelli pastello, abbondanti il bianco e il nero. Non manca ovviamente il denim su salopette e giubbotti.

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Una collezione giovanile e urbana per Fendi. I dettagli e le lavorazioni in pelle fanno la differenza. Grande artigianalità per i capi, disegnati da Silvia Venturini Fendi e Karl Lagerfeld, ricchi di nuovi simboli: l’orchidea sinonimo di leggerezza, bellezza, purezza, e il “Colosseo quadrato”, headquarter della maison Fendi che lo ha preso in affitto per 15 anni. Tutto diventa molto corto o molto lungo, con l’immancabile pelliccia, jeans e pelle verniciata. Inno all’architettura e all’avanguardia per look ricercati: pantaloni alla cavallerizza, gonne con strisce di tessuti, sandali bassi dal plateau sagomato. Pelle traforata e finemente lavorata su minigonne, vestiti e giacche corte alla vita, vestiti lunghi alla caviglia e morbidi che avvolgono il corpo, fantasie floreali e inserti metallici, piume e cristalli. Non poteva mancare l’iconica borsa Baguette, così come i portachiavi di pelliccia e le fur bag nonostante la stagione estiva.

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Acqua, terra, cielo, paesaggi cinesi meravigliosi per le proposte di Uma Wang. Grandi esempi di landart applicata ai landscapes. Abiti a sacchetto, mise leggere e morbide sul corpo.

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Inno all’amore e alla pace con abiti leggeri, fluttuanti, ricchi di scritte significative e micro fantasie, firmati Just Cavalli. Margherite, farfalle, cuori, per una collezione un po’ hippy che nasce da un viaggio a Ibiza che ha ispirato Roberto Cavalli. Colori a contrasto, giallo, verde smeraldo e viola, per gli abiti più leggeri indossati con sandali piatti o con tacco dorati. Non mancano i completi segnati dal gessato, e i pantaloni a zampa anni 70.

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Eccentrica: questa è la donna primavera/ estate 2015 di Dsquared2. Il sipario si apre su un salotto di un appartamento anni 70. Le modelle sfilano su tacchi, altissimi e molto sottili, e sandali che ricordano stivali di pizzo. Tanto colore, molte pellicce sintetiche simili a piume lavorate per i capi dalle fantasie floreali dei gemelli Dean e Dan.

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La donna è rock per Costume National. Ennio Capasa propone un ritorno alla couture anni 70, un misto tra figli dei fiori e look minimal. Abiti in camoscio cioccolato con oblò metallici, pantaloni scampanati, tubini di tecno pizzo, gilet con frange proposte anche sulle borse, topo asimmetrici. Prevalgono il viola intenso, il nero soprattutto per la sera e il blu royal abbinato al nero o ad una tonalità più cupa di blu.

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Scava nel passato la donna Prada. Patchwork di tessuti e intarsi per abiti realizzati all’interno di laboratori che tessono un solo metro di stoffa al giorno. Alte dune di sabbia lilla fanno da scenario a quest’incontro tra moda contemporanea e antica. Gli antichi e preziosi broccati e le sete incontrano materiali poveri, essenziali, come cotone e garza. Cappotti di cotone scuro, calzettoni, soprabiti in pelle nera e broccato, gonna a tubo con una blusa senza maniche e collo montante, tacchi alti in legno e stivali/zoccoli.

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L’ispirazione per Blugirl, la linea giovane del brand Blumarine, nasce dal Coachella di Indio in California o Glastonbury nel Somerset in UK. La sfilata del marchio di Anna Molinari si apre con casacche in raso bianche, e anche qui ritroviamo la stampa floreali sui toni delicati del rosa, e procede con mise arricchite da strass argentati e capi in pizzo come gli shorts, top trasparenti, bracciali sottili di pelle attorno al bicipite e gli zaini da scolaretta. Ai piedi troviamo stivali, pump o espadrillas. Per il gran finale vediamo un maxi gilet super glitterato abbinato a shorts.

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Una sognatrice ma con i piedi per terra per Daniel Gregis che con i suoi abiti vuole raccontarci una favola. Celeste è la protagonista che dà anche il nome alla collezione e che ama perdersi nei suoi sogni, nelle sue fantasie , nella sua ricca immaginazione. Abiti da giorno, ma anche look eleganti; i tessuti sono in cotone, seta, lino, canapa, dunque sia lisci che ruvidi. Tanto bianco, ma anche rosso, blu e azzurro. Tante sciarpe completano i look insieme ai capelli/ turbanti, alle maxi bag e alle scarpe in legno o in corda

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Ports 1961 presenta nei suoi abiti una doppia personalità. Da una parte il gusto e lo stile militare, dall’altra abiti quasi diafani. Ad ispirare la collezione la dea greca Artemide, donna guerriera e coraggiosa ma anche sensuale e femminile.

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Una collezione eccentrica, meravigliosa, dedicata alla più famosa delle bambole che quest’anno compie 55 anni, la Barbie, incarnazione della vita perfetta. Dalla Barbie pattinatrice, a quella in carriera in tailleur, quella sportiva, quella vestita di spugna stampata pronta per il mare. Lo shocking pink fa da protagonista per questa collezione dal gusto pop. Un gold total look ci ricorda Sharon Stone di Casino di Martin Scorsese. Da oggi la capsule collection “Think Pink” composta da 19 pezzi è acquistabile sul sito del brand, nelle boutique e in alcuni multimarca, secondo le regole del nuovo marketing fulmineo dello “sfila e compra”. Ancora una volta Jeremy Scott fa tanto parlare di se, con i suoi abiti eccentrici considerati discutibili, ma al tempo stesso frutto di una vera creatività e di una grande energia. Eppure, nonostante le critiche, la sfilata Moschino è ormai un appuntamento impedibile. Tanti accessori accompagnano le uscite, come il porta telefono a forma di specchio da vera principessa, da vera Barbie girl o Material Girl. Le borse sono gigantesche beatbox, sabot e stivaletti da cow girl, bijoux, bottoni e cinture sovradimensionali. Per la sera gonne- ballon, volant di organza, macro-paillettes e fiocchi. Gli invitati delle prime file ricevono in regalo la Barbie Moschino limited edition.

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Martina Strano

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