Davide Di Bernardo

E’ da un po’ che questo pezzo mi gira in testa, ma mancava quel quid che mi spingesse a metterlo su carta.
Beh, in realtà, più che su carta, oramai, si dovrebbe scrivere su internet, ma certe abitudini sono dure da lasciare. Eppure tutto cambia, tutto si volve.
Lo ha fatto il telefono che da semplice trasmettitore di suoni è diventato un computer ancora più evoluto di quelli fissi che usavamo in casa, cambiano continuamente le auto che sembrano sempre più robot a quattro ruote ed a mutare c’è anche il doppiaggio italiano.


ferruccio e slyRicordo, se pur piccolo all’epoca, i complimenti fatti da Silvester Stallone al mitico ed inimitabile Ferruccio Amendola che rese i personaggi di Sly veramente cool e machio, ancor più che nella versione originale.
Penso alle giornate passate ad ascoltare i folli consigli di Homer Simpson che con a bordo, anzi in gola, il compianto Tonino Accolla, ha fatto ridere grandi e piccini e soprattutto reso Eddie Murphy un signor attore con quella sua risata inconfondibile.

Ma questi bei tempi sono passati da anni ed a rendere concreto questo mio commento è stato un episodio del sempreverde Doctor Who.
Per molti di voi il personaggio sarà sconosciuto o “sentito dire” da qualche nerd panciuto, ma il personaggio, inglese di creazione, di Gallifrey nell’universo interpretativo del telefilm, è il personaggio più longevo della tv britannica e non solo.
La storia ripercorre le gesta di un “Signore del Tempo” che viaggia a bordo di una cabina blu della polizia, come le più conosciute cabine telefoniche rosse, ma blu!, e con accanto spesso belle ragazze che, invece di morire, si rigenera, cambiando attore, rendendo così il personaggio immortale nel tempo.

DW
Le sue apparizioni risalgono agli anni ’60 e dopo alcuni anni di oblio, il personaggio è tornato in auge nei primi del 2000 grazie ad alcuni dei più grandi autori anglosassoni di sempre.
La mia passione per “il Dottore” risale agli anni’90, quando in un “B movie” per la televisione si vedeva una reincarnazione del Dottore lottare contro un “compaesano” interpretato dal fratello meno famoso di Julia Roberts.
Per l’epoca non era proprio malaccio, ma quello che mi colpì di più, in un’epoca priva di Google, fu il coinvolgimento che creai con un personaggio che nemmeno conoscevo e che aveva dei trascorsi di cui non sapevo nulla.
Dovetti aspettare la nascita del motore di ricerca più famoso e la decisione della BBC di ripuntare sul personaggio per scoprirne il passato e seguire i nuovi episodi.
Ma torniamo a noi.
Gli episodi della serie, come sempre più spesso accade se non ti chiami “The Walking dead”, vengono trasmessi in Italia mesi dopo, se non anni, eccetto per gli episodi speciali che vanno in contemporanea mondiale.
E secondo voi può un fan aspettare così tanto?
Certo che no!, ed ecco arrivare in aiuto quel mondo “pirata” che è lo streaming online che fa perdere centinaia di milioni alle case produttrici, ma rende possibile la visione di programmi che spesso nemmeno arrivano sulla nostra pigra tv.
Seguendo oramai da anni il Dottore in lingua originale, ogni qualvolta vedo un episodio doppiato in italiano, mi ci vuole qualche minuto per adattarmi alla diversa voce.
Se a questo aggiungiamo il fatto che l’accento e la cadenza originale è studiata ad hoc per ogni personaggio e reincarnazione del protagonista, si evince l’importanza della traduzione.
Eppure stamattina, mentre per colazione mangiavo una pesca sciroppata bevendo del latte di mandorla macchiato, non fa schifo fidatevi, mi blocco a bocca aperta, non appena ascolto parlare l’ultimo dottore in italiano.
Oddio, mi hanno fatto il Dottore Gay!
Non che ci sia nulla di male, ma immaginate di vedere vostro nonno che all’età di settant’anni, dopo una vita di sigarette e non solo, parli come se fosse un ragazzetto appena uscito dalle medie!
Non voglio diffondere alcun tipo di cultura o muovere critiche di doppiaggio linguistico-artistico a nessun top-manager della tv italiana, ma lo scempio non si ferma al poco, in Italia, conosciuto Dottore.

Homer-Simpson
“Ridateci la voce di Homer!” scrivevano online i blogger di “The Simpson Italia”, chiedendo a gran voce di trovare qualcuno con una voce più simile al defunto Tonino Accolla per risentire quel “Doh!” che tanto amiamo e che il nuovo doppiatore, Massimo Lopes, sta storpiando a modo suo.
L’aumento dell’audience sui siti “pirata” di cui sopra, dove la maggior parte degli episodi vengono fruiti con i sottotitoli in lingua originale, dovrebbe far riflettere i media nazionali, soprattutto quelli in chiaro, che stanno vedendo abbassare su molte serie tv gli indici di ascolto proprio perché il pubblico giovane, che più facilmente comprende l’inglese ed usa i sottotitoli come semplice riferimento, preferisce di gran lunga l’audio originale alle pessime traduzioni contemporanee.
In Italia, proprio per via del pessimo doppiaggio, diverse serie non trovano il giusto pubblico riservandosi spaziati anonimi ad orari improponibili, anche su emittenti, come RAI4, nate proprio per dar spazio ad esse.
Che nascano altri Amendola o Accolla sembra improbabile in una società orientata verso un sistema anglofono, ma siamo davvero pronti ad emulare nazioni come la Francia dove il sottotitolo è lo status quo da anni?

Davide Di Bernardo

Scrivi