<< Il Dragon Boat è una disciplina appartenente al gruppo della canoa, è di origine cinese ed è lo sport nazionale della Cina. Si pratica su una barca di 12 metri, su cui 20 persone, 12 uomini e 8 donne, pagaiano all’unisono su panche in cui sono seduti due per volta. >>

Con queste parole il “dragonboattista” Marco Marchese ci descrive quello che è lo sport che pratica oramai da anni e per il quale, insieme a tutto il suo team, è stato premiato lo scorso dicembre durante la seconda edizione de “I Nostri Campioni” di Catania al Vertice, manifestazione che premia quei tantissimi sportivi catanesi che eccellono in vari sport definiti “minori”, serata presentata dal grande Giacomo Cagnes, presidente della sezione catanese dell’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana).

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A breve, con la bella stagione, riprenderanno le gare e le competizioni che, speriamo, le nostre emittenti inizino a seguire assiduamente, ma già nel dicembre scorso era lunga la lista degli sportivi premiati ed i primi a salire sul palco furono proprio i Dragon Boat del Circolo Canoa di Catania, attuali campioni italiani, che rappresentano una vera eccellenza per la città etnea e per la Sicilia tutta.

<< Il nostro è l’unico sport, tra l’altro, discriminatorio verso gli uomini! visto che i tipi di accoppiamento dell’equipaggio prevedono un team formato di sole donne, ma non di soli maschietti, che in qualunque combinazione prevista devono essere sempre accompagnati dal gentil sesso >> – continua l’atleta etneo.

Cagnes

Grandi atleti, quelli del Dragon Boat che spesso rimangono semisconosciuti, ma che vivono un grande percorso formativo che unisce i componenti del team mentalmente e fisicamente. 

<< Il Dragon Boat non è ancora uno sport olimpico per questione di numeri: ogni imbarcazione conta 20 atleti, e, per una questione logistica, con un solo team a nazione supereremmo il numero possibile di sportivi e a rinunciare dovrebbero essere atleti di piccole discipline esclusi così dalle competizioni olimpiche. Senza contare che per le imbarcazioni open si supererebbero i 60 atleti! Per ovviare, negli ultimi anni, si sta sviluppando lo Small Boat che è un dieci posti, dove, tra l’altro, gli atleti catanesi rappresentano anche qui il top italiano, che prevede molti meno atleti partecipanti. >>

Marchese

<< Come un’orchestra bisogna guardare tutti nelle stessa direzione, anche quando ci sono bravi solisti. Lo pratico dal 2009, da quando arrivò a Catania e si pratica in Italia da circa trent’anni. Siamo l’unica imbarcazione presente da Roma in giù. La FIDB organizza un campionato assoluto e si svolge a Roma a giugno, naturalmente vinto da noi.

La mia passione nasce casualmente dopo un servizio in tv e non provengo dal mondo della canoa>>.

Marchese tiene anche a farci conoscere un’altra eccellenza siciliana, Salvo Ravalli, di Augusta, atleta di ParaCanoa, campione italiano che in estate rappresenterà l’Italia alle ParaOlimpiadi a Rio nella disciplina di Canoa Sprint Olimpica.

Cavalli

Oggi uno sport come il calcio vive un momento di forte visibilità che porta al disconoscimento dei valori base che servivano per formare carattere e spirito dei partecipanti. Uno sport come questo, ed il canottaggio in gruppo in generale, potrebbe essere una buona attività per coloro che cercano d’insegnare i valori di sacrificio, rispetto delle regole e collaborazione ai propri figli.

Davide Di Bernardo.

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