di Emanuele Strano

L’assegnazione dei figli ad uno dei genitori in caso di separazione dei coniugi è già di per sé un argomento spinoso e delicato, ma lo diventa ancora di più se con poca accortezza, mascherata da ricerca di bene supremo per i bambini, si arriva a battagliare in sedi legali piuttosto che cercare la soluzione migliore per le uniche vittime della situazione, la progenie appunto.

Quello che vi raccontiamo è proprio uno di questi casi, in cui una donna di origini tedesche, C.C. le sue iniziali, dopo circa 7 anni di matrimonio ha richiesto la separazione giudiziale dal coniuge, V.C., aggiungendo però il desiderio improvviso di portare con sé i figli in Germania.

In un primo tempo il Tribunale di Catania, nella persona del giudice Cristiana Delfa, aveva disposto l’affidamento condiviso dei due figli ad entrambi i genitori, avendo accertato tramite una consulente tecnica che i due coniugi erano entrambi in grado di accudire i minori. Tramite la stessa esperta però è venuto fuori quello che poi potrebbe essere la causa scatenante del desiderio di espatrio dei figli da parte della donna, la quale “appare molto legata alla famiglia d’origine – dichiara la dott.essa Badalà – dalla quale sembra avere ancora difficoltà a svincolarsi“. Il forte legame tra la donna e il padre residente in Germania, persona molto autoritaria e influente sulla figlia, potrebbe quindi essere una delle cause scatenanti della richiesta di trasferire i figli all’estero.

Ovviamente in disaccordo, il padre ha negato il consenso all’espatrio dei figli, nati e cresciuti a Catania dove coltivano tutti i loro affetti. Opinione però non condivisa dal Giudice istruttore Cristiana Delfa che lo scorso luglio ha disposto il cambio di residenza in Germania dei minori, con la possibilità per il padre di vedere e tenere con sé i figli, compatibilmente con le esigenze degli stessi, “per due week-end al mese; per cinque settimane nel periodo estivo; per 7 giorni nelle festività natalizie; per 7 giorni durante le vacanze pasquali e per 7 giorni durante le vacanze d’autunno, con possibilità di contatti quotidiani telefonici o via Skype“.

avvocato Lipera

             L’avvocato Giuseppe Lipera

Un provvedimento che ha lasciato comprensibilmente attonito il padre dei bambini il quale si è subito rivolto al suo legale, l’avvocato Lipera, per protestare contro il reato di sottrazione e trattenimento dei figli all’estero: “L’articolo 574 bis afferma che chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale – spiega l’avvocato Lipera – conducendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore, impedendo anche solo in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Si tratta quindi di un provvedimento “contra legem”!

Sia sotto il profilo giuridico che umano – continua Lipera – considero il provvedimento assolutamente abnorme ed ingiusto. In ogni sede cercheremo di tutelare l’interesse di questi bambini e il loro diritto naturale a godere di un padre, e ci preme inoltre che non abbiano a ripetersi simili provvedimenti. Ci conforta sapere che in passato in situazioni simili le sentenze abbiano dato ragione al genitore che vedeva leso il diritto alla cogenitorialità“.

Disperato e comprensibile l’appello del padre, che stando alla situazione dovrà il 5 Settembre salutare i figli, attualmente con lui: “Vengo privato dei miei figli per una scelta assurda del giudice, è un’ingiustizia! Tra pochi giorni dovrò riconsegnare i miei figli per l’espatrio, ma è chiaro che non vorrei e aspetto in tal senso determinazioni dal giudice e dalle autorità competenti. I bambini devono andare a scuola, e devono farlo qui in Italia dove sono cresciuti secondo cultura e tradizioni italiane. E’ importante considerare anche che uno dei miei piccoli è affetto da disturbo specifico del linguaggio, e sta seguendo un percorso riabilitativo. Cambiare drasticamente idioma potrebbe avere profonde refluenze psicologiche negative su di lui. Inoltre il mio lavoro non mi permetterà di vedere i bambini in Germania nelle date che mi hanno concesso, mi stanno mettendo alle strette e tutto ciò è profondamente ingiusto. Voglio tutelare a tutti i costi il futuro dei miei figli“.

Insomma, una vicenda estremamente delicata che vedrà nei prossimi giorni il momento più significativo, quando il 5 Settembre dovrà essere presa una decisione relativa al futuro di questi bambini che, in questo clima di assoluta incertezza e guerre legali, si ritrovano ad essere le uniche vittime di decisioni forse troppo avventate.

A proposito dell'autore

Appassionato di sport, calcio, fantacalcio e di social media marketing. Coordinatore e caporedattore per Fantamagazine.com, collaboratore nel settore cronaca per SiciliaJournal. Si occupa di moda e stile per il portale Thegentleman.me

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