MINEO – All’inizio erano solo in tre in quella stesura di un atto notarile. Era nata la prima cooperativa, registrata alla Camera di commercio di Catania. Non si sa se ci fu un cin cin beneaugurante, di certo gli altri due rimasero a bocca aperta quando sentirono le parole di Paolo Ragusa sulle sue idee future. Nel giro di quasi un decennio altri atti notarili sono stati sottoscritti con altri nomi per altre cooperative e oggi pare che si contino circa 357 persone sotto contratto con Sol Calatino grazie anche alle agevolazioni dello Stato in materia contributiva. Nessun altro ha saputo far meglio. Anni passati a fare i lavori più disparati con gli operai che attendono mesi e mesi per avere il proprio salario. La colpa dei ritardi è degli enti pubblici che ritardano a pagare le fatture dopo aver ricevuto gli ordini di servizi dei funzionari comunali. Ragusa crede nella sua impresa e come i venditori americani degli anni sessanta, bussa ad ogni porta, nei piani alti dei palazzi di città del comprensorio calatino. Sin da piccolo si appassiona alla politica, nel Pds qualcuno lo chiama agli inizi del 1990 e lo candida pure alle elezioni provinciali nel collegio Calatino. In lista c’era pure Franco Zappalà, sono compagni di partito ed ora con l’attuale sindaco di Ramacca di certo non se le mandano a dire. Bisogna dare atto che ha talento e sa relazionarsi con gli altri. Inoltre, affermano anche i suoi avversari, Ragusa passa le sue giornate dietro un tavolo da lavoro, sempre alla ricerca di contratti che possano offrire possibilità di lavoro. Negli ultimi sette anni sono davvero pochi i Comuni che non hanno firmato un accordo, un contratto con Sol Calatino. Sono anni in cui la crisi economica morde, sopratutto qui al Sud e i sindaci non possono dare risposte a tutti coloro che bussano alle loro porte in cerca di un lavoro anche precario e molto umile. Si rivolgono sempre a lui, “perché lui può”, parafrasando il compianto presidente Angelo Massimino. Amato e odiato allo stesso tempo, si presentano al suo cospetto con un solo appello: “Facci lavorare anche per poche ore alla settimana e ci paghi quando puoi”. Qualcosa riesce sempre ad offrirla, Si coglie del buone nelle sue opere che per i suoi detrattori è solo propaganda di bassa lega. Il grande salto arriva con l’apertura del Cara di Mineo. In un mattino di febbraio del 2011, Berlusconi e Maroni sono nella Piana di Mineo e varcano il cancello dell’ex Residence degli Aranci da poco svuotato dalle famiglie dei marine di stanza nella US Navy di Sigonella perché Barak Obana non aveva rinnovato la seconda convenzione decennale con i proprietari. E così in quel giorno di quasi fine inverno sul cielo di quella parte della Piana di Catania standosene accanto all’ex premier e al ministro degli Interni,l’imprenditore Pizzarotti stampa la famosa frase:”Presidente – dice con la mano che cattura lo sguardo dei due – qui si possono ospitare sino a 7.000 persone”. La primavera araba scuoteva l’altra sponda del Mediterraneo e le carrette sembravano messe in fila per scappare da quell’infermo. L’emergenza poteva essere fronteggiata in quella struttura con 101 villette a schiera e i giardini ben rasati a fare da cornice. A Mineo e nel Comprensorio scoppia la paura. nessuno li vuole. Sol Calatino è, invece, l’unica voce contro quel coro. Paolo Ragusa intuisce prima di tutti:”E’ una grande opportunità per questo territorio. Dobbiamo coglierla”. Lo ribadisce nei mesi avvenire, lo ripete ogni volta che viene chiamato. Basta rileggersi la rassegna stampa con i suoi interventi. Nel paese di Luigi Capuana nel 2013 i suoi abitanti sono chiamati a rinnovare le cariche comunali. Il gruppo locale che fa riferimento a Ragusa sta con un piede fuori della maggioranza che guida la municipalità nel giro di qualche settimana toglie anche l’altro e si mette in proprio. Lungimirante, di certo non gli manca coraggio. Cerca un nome da presentare agli elettori e sembra averlo già in casa. E’ quello di una (sua ) consulente di Sol Calatino: Anna Aloisi. Avvocato e insegnante, scende nell’agone politico locale per la prima volta. Sul Palco sono chiari: “il governo ci ha imposto il Cara, cerchiamo allora di sfruttare al meglio questa opportunità per dare lavoro alla gente”. Sono in tre a contendersi la poltrona di primo cittadino: lei taglia il traguardo da vincente e per la prima volta nella storia locale del paesino di Luigi Capuana lo scranno più alto si tinge di rosa. L’accusa che ancora oggi si ripete dal giorno dello spoglio è che quell’asse Ragusa – Aloisi si sia avvantaggiata oltre modo dalla posizione dominante di quella potente macchina organizzatrice manovrata dal primo finita sotto la lente di ingrandimento dei magistrati.

R.S.

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