CATANIA – Internazionalizzare e digitalizzare sono le nuove parole d’ordine per le imprese siciliane che vogliono essere davvero competitive sui mercati mondiali, ovvero essere innovativi e pensare glocal!

Sono state 89 le aziende fra Catania, Siracusa e Trapani, dei settori soprattutto turistico-alberghiero ed enogastronomico ad aver aderito al piano formativo IN ALTO, messo a punto dalla società Civita, finanziato da Fondimpresa, il più importante fondo interprofessionale costituito da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, i cui dati sono stati illustrati ieri pomeriggio, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Formazione Bruno Marziano e del direttore Area Formazione di Fondimpresa Amarildo Arzuffi.

Il piano IN ALTO è stato sviluppato su precise aree tematiche: la digitalizzazione dei processi aziendali, il commercio elettronico e l’internazionalizzazione “mettendo in evidenza – ha esordito Antonella Rizza di Civita che ha moderato la tavola rotonda –la rilevanza del lavoro competente, quale vettore di competitività delle imprese”, mentre la responsabile Civita Nanda D’Amore ha illustrato i risultati dell’attività di formazione rivolta i dipendenti delle aziende aderenti al piano. “L’analisi dei fabbisogni ha fatto emergere- ha sottolineato – come uno dei principali fattori di successo di questi progetti e interventi sia la disponibilità di risorse umane”. Il piano formativo ha saputo fornire un apporto significativo – ha aggiunto D’Amore –allo sviluppo delle imprese, promuovendo innovazione, rafforzando la capacità di operare sul mercato internazionale e supportando la crescita dimensionale delle imprese”.

A raccontare la propria storia di impresa e di business, sollecitando anche il ‘sistema Regione’ a mettere in campo strumenti adeguati, sono stati gli imprenditori, e tra i tanti partecipanti, sono intervenuti Luca Trovato, general manager dell’hotel Plaza di Catania e Andrea Graziano, ristoratore dell Sale Art Cafè, e ideatore del progetto Fud.

“La formazione è condizione essenziale per la competitività dell’intero sistema” ha commentato l’assessore regionale Bruno Marziano, che ha annunciato numerose novità nel campo della formazione, siciliana, come il progetto sperimentale sull’alternanza scuola-lavoro per cui la Sicilia è stata scelta assieme ad altre sette Regioni d’Italia, “ma bisogna ribaltare una situazione intollerabile – ha aggiunto l’esponente del Governo regionale – i dati ci dicono che il settore è in arretramento. Il nostro impegno è quello di far uscire la formazione dal cono d’ombra in cui è finita in questi anni”.

A dare il loro contributo ieri sono stati i relatori su cosa significa essere competitivi e su cos’è il lavoro competente. “Il vero sviluppo delle PMI passa da un processo di digitalizzazione che rappresenta ormai la base per ogni attività imprenditoriale – ha spiegato Giovanni Di Stefano, direttore Comunicazione e Marketing Consorzio Etna Hitech – ma il digitale deve essere anche il punto di partenza per la reingegnerizzazione dei processi della pubblica amministrazione, che se non si adeguerà, presto perderà definitivamente la sua funzione nella società”.

Per Roberta Messina, esperta marketing internazionale, “In un mercato come quello di oggi più ‘glocal che global’, diventa fondamentale che le imprese siciliane medie, piccole e perfino micro abbiano una visione del mondo, che prima si stabilizzino sul mercato locale e nazionale e poi guardino all’Estero”. E a spiegare perché guardare alla Cina è stato Fabrizio La Barbera. “I consumatori cinesi sono sempre più attenti, in grado di apprezzare i prodotti siciliani dell’agroalimentare, si documentano su internet e soprattutto, hanno una sempre maggiore capacità di spesa – ha spiegato – perché il loro reddito è in continua crescita e la loro propensione alla spesa e all’investimento saranno ulteriormente accresciuti nei prossimi anni grazie agli incentivi delle politiche governative”.

A concludere i lavori ieri è stato il direttore Area Formazione di Fondimpresa, Amarildo Arzuffi. “Stiamo cercando di sottolineare la centralità della competitività del ‘sistema impresa’, nell’ambito dei processi formativi – ha sottolineato – il Paese ha un’emergenza di arretratezza sul fronte dei processi di fare produzione e sviluppo”. “Le parole d’ordine che abbiamo lanciato, chiedendo di concentrare gli sforzi nelle azioni di sistema sono appunto legate alle nuove frontiere della digitalizzazione e della internalizzazione e penso che nel corso dei prossimi anni ancora questo sarà il cuore della nostra attività”.

 

 

 

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