CATANIA – Promuovere la cultura e i prodotti siciliani durante Expo 2015, attirando investitori stranieri direttamente sull’isola per stipulare accordi con le realtà imprenditoriali locali. E’ stato questo l’obiettivo, raggiunto, della Camera di Commercio durante la vetrina di questi mesi a Milano.

Roberto Rizzo

Il commissario Roberto Rizzo

Attualmente senza presidente, la Camera è stata rappresentata ad Expo dal commissario Roberto Rizzo. “L’obiettivo non è stato solo quello puramente espositivo dei prodotti siciliani – spiega Rizzo – ma soprattutto quello di far conoscere le nostre realtà a delegazioni straniere. Queste hanno partecipato con entusiasmo alle nostre iniziative, rimanendo affascinate dalle bellezze agronomiche e culturali della nostra terra“.

Pagliaro e Rizzo

Pagliaro e Rizzo in conferenza

Sfruttando questo interesse, la Camera di Commercio è stata individuata come sede di accoglienza di una delegazione di buyers cinesi: “E’ stata organizzata un’adeguata accoglienza nei confronti dei delegati – continua Rizzo – , ospitati presso la nostra sede e invitati a degustazioni dei prodotti e incontri presso le aziende individuate, portando a termine accordi con le nostre realtà imprenditoriali. Orgogliosi di questo, riproporremo questo iter portando qui in Sicilia altre delegazioni per creare sinergie internazionali“.

La necessità di abbattere i costi delle Camere ha portato a un’importante novità, annunciata dallo stesso commissario Rizzo: “Le Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa sono vicine sia territorialmente che come modus operandi, per questo motivo abbiamo deciso di effettuare una fusione tra le tre Camere, unite con un sistema di fondi comunitario“.

Alfio Pagliaro

Il segretario generale Alfio Pagliaro

Il segretario generale Alfio Pagliaro ha infine informato sullo stato di salute delle imprese catanesi, attraverso i dati elaborati dalla Camera di Commercio: “Considerando le sole imprese attive, la concentrazione migliore si ha nel settore del commercio con il 36%, a seguire agricoltura (17%), costruzioni (13%), attività manifatturiere (9%), servizi alle imprese (8%) e turismo (5%). L’attività che ha subito la maggiore contrazione è stata quella dell’ agricoltura, con -2,5%, segno che questo settore perde sempre più il suo appeal, similmente al settore costruzioni. Infonde invece un cauto ottimismo il -0,4% del settore commercio, poichè lo stock di imprese stabile fa capire che il crollo dei consumi interni si è arrestato e che quindi come prospettive future possiamo aspettarci un miglioramento. In netta crescita il turismo, con un 3,5% che lascia intendere finalmente un positivo apporto delle politiche di promozione turistica del territorio“.

Emanuele Strano

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