CATANIA – A cinque mesi dalla sentenza della Cassazione che ha ritenuto illegittimi i nostri licenziamenti siamo costretti, ancora una volta, a rivolgerci alla magistratura per vedere riconosciuti i nostri diritti. Abbiamo infatti dato l’’incarico ai nostri legali di depositare l’’istanza di fallimento nei confronti della società Telecolor Srl.

La famiglia Ciancio ha palesemente dimostrato di essere un cattivo pagatore, non rispettando la sentenza della Cassazione che la condanna al pagamento di quanto dovuto per un licenziamento illegittimo che risale a ben 9 anni fa. Con pervicacia ed arroganza la proprietà di Telecolor ha messo in atto una tattica meramente dilatoria rigettando, di fatto, qualunque proposta di transazione. Un atteggiamento scandaloso se solo si considera che, sempre la famiglia Ciancio, deve difendersi in altre inchieste dall’accusa di aver depositato all’estero capitali per oltre 52 milioni di euro.

Ricordiamo che il 29 maggio scorso sono stati licenziati altri 17 dipendenti di Telecolor, ai quali va tutta la nostra solidarietà. Questo è avvenuto prima della nostra istanza di fallimento. Nessuno provi quindi ad imputare alle nostre rivendicazioni altri tagli che dovessero ricadere sui pochi dipendenti rimasti.

Abbiamo piuttosto il sospetto che Telecolor possa essere stata progressivamente svuotata di molti cespiti patrimoniali in favore di altre società sempre della famiglia Ciancio, come nel caso della vendita della sede storica di Via Francesco Crispi. Riteniamo dunque che possano emergere profili penalmente rilevanti nella gestione societaria. Per questo, oltre all’istanza di fallimento, presenteremo anche un esposto alla Procura della Repubblica di Catania affinché si valuti il comportamento degli amministratori che si sono alternati alla guida della società.

Gli ex dipendenti di Telecolor: Alfio Sciacca, Fabio Albanese, Nicola Savoca, Walter Rizzo, Katia Scapellato, Giuseppe La Venia

 

Scrivi