di Agnese Maugeri

CATANIA – Era il 1971 quando Edoardo De Angelis vinse il Cantagiro (Cantamondo) sezione Giovani con la sua famosa canzone “Lella”, il primo passo di una lunga e copiosa carriera che lo ha visto prender parte a noti progetti musicali dal Folkstudio alla Schola Cantorum.

IMG_0725Cantautore, arrangiatore, paroliere e anche produttore, De Angelis ha collaborato con molti artisti e colleghi, Giorgio Albertazzi, Franco Battiato, Angelo Branduardi, Andrea Cammilleri, Mina, Riccardo Cocciante, Antonello Venditti, Amedeo Minghi, Ron, Sergio Endrigo, Fabrizio De Andre e tanti altri, scrisse per Lucio Dalla il testo di alcune canzoni del suo primo disco, ha aiutato l’amico Francesco De Gregori nella produzione dei suoi primi due dischi “Alice non lo sa” e “Francesco De Gregori”, con un giovane Baglioni ha collaborato nella realizzazione dell’album “Sabato Pomeriggio”.

Un artista impegnato, l’abbiamo incontrato all’evento “Contro il vento della violenza” tenutosi al Teatro Massimo Bellini e organizzato dell’Associazione Demetra Onlus in difesa delle donne. De Angelis ha presentato il suo ultimo lavoro “ Non ammazzate Anna”, un progetto delicato nato dall’esigenza di dire basta alle tante violenze che le donne subiscono quotidianamente.

Dopo l’esibizione De Angelis ha risposto alle nostre domande, un incontro emozionante segnato dall’umiltà e dalla gentilezza di un uomo, un cantautore.

Quale responsabilità ha la musica nel promulgare messaggi d’impegno sociale?

Io di mestiere faccio il cantautore e il mio fine è proprio quello d’interpretare la vita e restituirla alle persone in una forma più universale, chi fa questo lavoro ha una grande responsabilità per quello che scrive e che dice, le parole di chi canta sono ascoltate da molte persone, in un breve spazio di tempo, quindi il messaggio che si vuol dare viene amplificato, bisogna stare attenti e dare comunicazioni positive, reali e non riprendere concetti già conosciuti, ma cercare di informare in modo corretto.

Che differenza c’è tra voi cantautori degli anni ’70 e i giovani d’oggi?

Dipende da chi tu intendi per “cantautori d’oggi” se parli di Silvestri, Gazzè e Fabi i loro messaggi sono forti e ben concepiti, se invece prendiamo Cremonini o Tiziano Ferro hanno un altro stile più paragonabile a Cocciante o a Battisti, sono atipici, raccontano la vita delle canzoni non mandano messaggi particolari, a me piace ascoltarli anche se scrivono testi in maniera personale e abbastanza originale. Il cantautore vero per me è colui che si avvicina a tematiche più importanti da restituire agli altri dopo un’elaborazione personale.

Una delle sue canzoni più celebri è “Lella” diventata un’evergreen della canzone d’autore italiana, che racconta l’assassinio di questa donna. Il suo ultimo album s’intitola “Non ammazzate Anna” un delicato omaggio alle donne, contro la violenza. Da cos’è dipesa la sua scelta di concentrarsi sull’universo femminile?

Sto studiando la donna, nel senso che ho sempre guardato con attenzione il vostro universo con un pò d’invidia, perché secondo me le donne hanno nel Dna delle caratteristiche positive, molto importanti, contrariamente a quello che pensano molti uomini. Per esempio se io fossi il presidente della repubblica nei posti di comando del governo metterei solo donne, perché sono mediamente più oneste e responsabili. Credo di aver scritto nella mia carriera sostanzialmente due tipologie di canzoni, ho raccontato delle storie e ho parlato dei sentimenti cercando di fare entrambe con originalità e con uno sguardo sulla vita, ogni canzone dovrebbe parlare della vita dell’uomo, e quando dico uomo intendo anche e soprattutto la donna.

Cosa ricorda dei miti anni ’70, del “Folkstudio” e di tutte le prestigiose collaborazioni e amicizie come De Gregori, Dalla, Mina, Baglioni solo per citarne alcuni ?!

Che bello! E’ un ricordo vivissimo e stupendo era una grande “Boheme”, eravamo tutti quanti squattrinati, c’era bisogno e voglia di creare e scambiare idee, passavamo le notti insieme con una bottiglia di vino a scrivere canzoni e respiravamo un fermento culturale diverso da ora.

 “… perché un uomo non è niente se non porta nel suo cuore la ricchezza degli amici e le ragioni dell’amore…” Edoardo de Angelis.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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