di Elisa Guccione

CATANIA – “Non si può immaginare una vita ed un mondo senza il Teatro”. Questo l’incipit iniziale del nostro incontro Edoardo Siravo. Il pubblico è già dietro i cancelli del Cortile Platamone, in attesa di prendere posto ed assistere alla messa in scena de “Il Vantone” di Pier Paolo Pasolini, promossa dalla rassegna “I Art” del Comune di Catania. Comodamente seduti in prima fila, tra tecnici ed assistenti che controllano la scena prima dell’esibizione, cerchiamo di scoprire i prossimi impegni dell’attore molisano ma romano d’adozione.Edoardo_Siravo

-Dopo “Aspettando Godot” al Teatro Verga ritorna nella nostra città con “Il Vantone”. Quali sono le innovazioni apportate a questo spettacolo?

“In questo testo si sente fortemente il graffio di Pasolini. È stato rispettato in pieno il volere dell’autore. Non ci sono stravolgimenti particolari. Sono molto legato alla Sicilia, torno spesso e volentieri. Mi sento un po’ siciliano”.

-È stato per molti anni docente all’Accademia di Arte drammatica della Calabria e del Conservatorio teatrale di Roma. Cos’ha insegnato ai suoi allievi?

“Sono convinto che bisogna insegnare rispettando certi canoni, cercando di essere, soprattutto, onesti con chi ti ascolta. Oggi ci sono troppe scuole e troppi attori. Ho sempre consigliato di capire se effettivamente esistono le capacità  per poter fare questo mestiere. Si deve capire che non è un lavoro che s’inventa. Ripeto sempre che fare l’attore prima di essere un’arte è un mestiere e se non c’è l’unione tra preparazione e talento è meglio lasciar stare”.milano 21 giugno 2006- edoardo siravo©taddei/fotostore

 

-Edoardo Siravo non solo attore di cinema, teatro e televisione ma anche ottimo doppiatore. Ha prestato, fra i tanti, la voce a Gerard Depardieu, Jeremy Irons, Cristopher Reeve. Ci spiega qual è la differenza tra doppiaggio ed interpretazione teatrale o cinematografica?

“Non mi piace il doppiaggio fatto da doppiatori puri e, secondo me, va fatto solo da chi ha le qualità necessarie per rendere al meglio un personaggio. Non nascondo che mi diverte molto lavorare come doppiatore, ovviamente si deve essere padroni della tecnica per rendere quell’attore o quel film credibile. È un lavoro molto difficile che richiede molta cura ed attenzione, perché sbagliare è estremamente facile”.

255534-So che ci sono molte novità per la prossima stagione. Ci accenna qualcosa?

(ride)

“Da martedì doppierò Kevin Costner nel prossimo film. Per il “Teatro dei due Mari” sarò in scena con Edipo e ritornerò di nuovo in Sicilia”.

Elisa Guccione

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