di Elisa Guccione

CATANIA – È tutto pronto per la nuova stagione teatrale 2015/2016 di Eduardo e Salvo Saitta. Ben sei le commedie che arricchiranno la nuova stagione del “Teatro dei Saitta”, rappresentato anche quest’anno come consuetudine nell’elegante cornice del Teatro Erwin Piscator. Si spazia da Pirandello con “Ma non è una cosa seria” a “L’impresario delle Smirne” di Goldoni nella versione siciliana di Eduardo Saitta, per arrivare a Peppino De Filippo con “Il mio amico Walter” e “Guai in vista” di Eduardo Saitta,  fino alla trasposizione teatrale di due capisaldi del cinema come “Il vizietto” e “La banda degli onesti”.

Incontriamo, subito dopo la conferenza stampa, Eduardo Saitta approfondendo alcuni aspetti della nuova programmazione teatrale.20150521_190738

-Da cosa nasce questa nuova programmazione?

“La scelta di una rassegna teatrale deve seguire i gusti del pubblico. Si cerca sempre di mettere in scena degli spettacoli in cui gli spettatori possano riconoscersi ed identificarsi. È fondamentale seguire gli umori e i rumori di chi assiste e segue le rappresentazioni”.

-In cartellone sono presenti anche “Il vizietto”, tratto dall’omonimo film di Edouard Molinaro, e “La banda degli onesti”, di Camillo Mastrocinque. Non c’è il pericolo dell’immediato e naturale confronto o paragone?

“Cerchiamo sempre di allontanarci e discostarci dall’interpretazione dei mostri sacri come Totò, Peppino o Tognazzi. La trasposizione teatrale viene adattata in base ai protagonisti che abbiamo a disposizione. Saranno dei lavori diversi che non copieranno sicuramente i grandi film”.1899784_10202545303266628_723376618_o

-Il vostro è un teatro di “famiglia”. Cosa significa recitare con il proprio padre? Si riescono a scindere le differenze affettive e professionali in scena?

“È difficile. Gli scontri non sono pochi. Sul palco siamo due persone che lavorano per lo stesso fine: creare un buon prodotto. Vediamo entrambi lo stesso risultato finale, ma ognuno con i suoi tempi e il modo di vivere il teatro. La forza della nostra famiglia da mio zio Vittorio a mia madre fino ai cugini è il talento attraverso il quale si è creata una consolidata tradizione teatrale”.

11155064_10205378063803871_647287806111538561_o -Cosa si aspetta da questa nuova scommessa teatrale?

“Mi aspetto di più di quello che accaduto in questi anni. (ride) In un  momento in cui i teatri chiudono noi siamo riusciti a raddoppiare i turni. Mi  auguro in questa nuova stagione di poterli triplicare” (ride)

Elisa Guccione

 

A proposito dell'autore

Passionale, grintosa ed innamorata del suo lavoro. Abbandona la carriera giuridica per realizzare il suo sogno: scrivere. Testarda e volitiva crede nella forza trascinatrice dei propri sogni e combatte per realizzarli. Sempre pronta con il suo inseparabile registratore a realizzare un’intervista. Si occupa di Teatro e Comunicazione da anni. Non ha paura delle sfide, anzi, la stimolano ad andare avanti.

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