L’elezione di Mattarella spacca il Nuovo Centrodestra, dopo le dimissioni di Sacconi  lasciano Barbara Saltamartini, Giuliano Cazzola e Filippo Berselli.  Segnali di malcontento da Maurizio Lupi e Nunzia de Girolamo. Renzi gli dà del “partitino”. Riforme e maggioranza a rischio.

L’elezione al Quirinale di Sergio Mattarella, personaggio d’indubbio valore politico e morale ma uomo del Pd, che Angelino Alfano ha deciso di appoggiare dopo qualche tentennamento, sta provocando effetti a cascata nel Nuovo Centrodestra.

Dopo le dimissioni di Maurizio Sacconi da capo gruppo del Senato, in aperto dissenso con la linea decisa da Alfano di votare Mattarella, ecco che Barbara Saltamartini lascia il Ncd, dopo un burrascoso confronto con il Ministro dell’Interno.

Ma l’effetto domino non sembra fermarsi qui: in Emilia lasciano sia Giuliano Cazzola che Filippo Berselli. Oltre alle defezioni ci sono pure dei forti mal di pancia che sono dei precisi segnali per Alfano di probabili abbandoni. Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in quota Ncd, si scaglia direttamente contro Renzi, il messaggio, però, è evidentemente diretto al segretario del suo partito: “Al Premier diciamo che non siamo abituati a fare né siamo nati per fare i cespugli. Non siamo attaccati alle poltrone – ha aggiunto riferendosi al ruolo svolto da Ncd nella quarta votazione pro Mattarella – ma neanche abituati a fare i tappetini. I ‘cespugli’ hanno permesso con responsabilità la nascita dei governi Letta e Renzi”.

 Anche Nunzia de Girolamo fa sentire il suo malcontento su facebook: “Si avvicinano le regionali in Campania. Sarò chiara: non è possibile fare alleanze a macchia di leopardo, avere mille comportamenti diversi”. E poi: “Sono sempre stata favorevole a una ricostruzione del centrodestra, ora, però chiedo anche dignità per il centrodestra. Occorre un serio confronto nel partito e dobbiamo dirci tutto guardandoci negli occhi senza paure, ma neanche senza falsità. Poi un confronto immediato con Renzi, non possiamo fare gli alleati a comando”.

Ma la mortificazione maggiore per Alfano arriva direttamente da Renzi che in un suo intervento a Rtl 102.5 gli dà del “partitino”: “Non c’è bisogno di polemiche da nessuna parte, chi ha da leccarsi le ferite lo faccia, ma abbiamo eletto una persona per bene. Siamo qui per gli italiani, non sprecherò tempo per i partitini”.

E infine la profezia funesta di Salvini: “Non faremo alcuna alleanza con il Ncd alle elezioni regionali. Penso che Ncd sparirà di qui a breve – ha detto al GrRai – perché ha preferito le poltrone alla coerenza”.

Enrico IV pur di essere incoronato re di Francia abiurò al protestantesimo convertendosi al cattolicesimo, e in quell’occasione pronunciò la famosa frase: “Parigi val bene una messa”.

Alfano imponendo ai suoi, obtorto collo, Mattarella, quale Capo dello Stato, ha sposato, in qualche modo, il pensiero di Enrico IV, preferendo conservare la poltrona da ministro piuttosto che privilegiare gli interessi del suo partito. Non calcolando, però, che senza un partito non avrà più neanche la poltrona….

Quindi dopo il Patto del Nazareno è a serio rischio anche la maggioranza formale del governo. Renzi sarà in grado di raccapezzarne una in grado di mandare avanti gli obiettivi dell’esecutivo?

Insomma,  il paradosso  è che adesso abbiamo un Presidente della Repubblica, la cui condivisione coatta potrebbe, però, farci ritrovare senza un governo.

Auguri a Mattarella, dunque, cui non mancherà, come sembra, il lavoro!

Salvo Grasso

Scrivi