Ei fu. Sull’automobile

Che parcheggiava in giro

Alfin vinte le remore

Tirando un gran sospiro

Lasciò la sua poltrona

E disse: “Mi ritiro.

Basta con quelle accuse

Di multe non pagate

E le altre brutte cose

Con cui mi infangavate:

Dal funeral di quello,

Al mio viaggio in USA,

Per far di me macello

Buona era ogni scusa,

E pur’anco la Chiesa

Che apre la porta a tutti

A me la tenne chiusa,

che manco ai farabutti…”

Lui assiso in Campidoglio

Vide Alema’, e sconfitto

Nascose il gran cordoglio

Da cui veniva afflitto;

Mentre l’eterna Roma

Sepolta di monnezza

Avea i trasporti in coma,

Le strade una schifezza.

Ora percossa, attonita

L’Italia al nunzio sta

Muta, pensando all’ultima

Ora dell’uom fatale

Né sa se un giorno un sindaco

Della sua Capitale

Più di così, da solo

Saprà farsi più male.

Perché è finita. Pure

Il PD l’ha scaricato.

Si sa, non ci son cure imgselt

Per uno che è appestato.

E delle dimissioni

Tardive e poco belle

Godranno i ragazzoni

Di Casa Cinque Stelle.

 

Carlo Barbieri

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