BRONTE – Intervista al candidato sindaco Graziano Calanna (avvocato 44enne, per due mandati consigliere comunale. Sostenuto dalla lista PD- UDC- “Futuro e tradizione insieme”, da Sicilia Democratica – “Protagonista sei tu Leanza”, “ Megafono lista Crocetta” e la lista civica “Guardiamo avanti insieme”; candidato che ha designato tra i suoi assessori Antonio Leanza, figlio di Turi Leanza, ex sindaco di Bronte ed ex vice presidente della Regione) .
-Il suo programma amministrativo?
“Le chiamo linee programmatiche, perché nel programma si dice cosa si realizzerà, io preferisco stabilire i principi che guideranno la mia linea amministrativa se dovessi essere eletto sindaco. Linee che sono poi la sintesi della mia attività di consigliere comunale e che per quanto banali e ovvi sono: legalità e trasparenza, etica comportamentale pubblica. Questi sono principi sostanziali perché credo che soprattutto legalità e trasparenza portino a quel sistema amministrativo che vorrei instaurare a Bronte dato che mi sono sempre lamentato di un’ amministrazione eccessivamente autoritaria ed accentratrice, pensi che da consigliere comunale spesso non ero messo a conoscenza di quanto accadeva e la stessa cosa succedeva ai colleghi di maggioranza. Ritengo che l’amministrazione non abbia dialogato con la gente contribuendo allo scollamento tra il Palazzo e la città. Nelle mie linee è fondamentale la partecipazione dei cittadini, chi amministra ha la responsabilità di prendere decisioni ma anche il dovere di ascoltare prima tutti, per questo prima di intervenire in qualsiasi ambito chiederò ai miei cittadini le loro idee e proposte. Amministrerei insieme alla gente. Poi vorrei che tutti siano partecipi anche ai Consigli comunali e per questo si potrebbe creare un canale You Tube, gratuito, per vedere chi è proficuo in Assise o si limita a scaldare la sedia e oggi ha il barbaro coraggio di riproporsi alla città per andare a riscaldare altri cinque anni lo scranno. Il mio intento è riavvicinare la città al Palazzo. Poi c’è il punto dedicato al sociale, ovvero potenziare i servizi socio sanitari in accordo con i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale; non possiamo permetterci di avere a Bronte un ospedale in queste condizioni e con tanti disservizi. Migliorare l assistenza domiciliare e potenziare i servizi per gli anziani senza rilegarli in qualche circolo. Vorrei che la grande esperienza degli anziani si fonda alla grande energia dei giovani. Il nostro progetto coinvolge tanti giovani che sono attenti al mondo degli anziani a cui vorrebbero trasmettere le proprie competenze ma anche ricevere quelle degli anziani. Siamo convinti che i pilastri della società futura siano i giovani che vanno veloce, ma sono gli anziani che conoscono la strada, i due mondi devono quindi armonizzarsi, svilupparsi e collaborare. Un altro punto è relativo all’immigrazione perché non c’è feeling tra la nostra gente e gli immigrati, c’è diffidenza e vanno promosse politiche di integrazione. Pensiamo alla famiglia, alla scuola e all’istruzione (abbiamo progetti per l’edilizia scolastica). Tra le nostre linee programmatiche c’è poi il principio del rifiuto dello spreco del denaro pubblico. Importante tra le mie linee è anche lo sviluppo economico del territorio, quindi l’agricoltura e il piano regolatore generale che è stato approvato ma che deve diventare una cosa concreta per produrre sviluppo e non rimanere sulla carta, per questo in programma abbiamo un apposito ufficio per l’attuazione del piano regolatore per sbloccare ad esempio delle aree edificabili. Andrebbero poi riorganizzati gli uffici e motivato il personale che vedo demotivato se pur molto preparato. C’è poi la zona artigianale che sta morendo e la gente inizia a pensare di lasciare la città e non si può rischiare la chiusura dei capannoni della zona, sarebbe un colpo pesante per la città; pensi che due anni fa quando la crisi ha colpito anche Bronte l’amministrazione anziché aiutare gli artigiani, gli aveva imposto di comprare i capannoni di proprietà del Comune ed io in Assise mi sono fermamente opposto; alla fine dopo una mediazione si è deciso di raddoppiare il canone di locazione. Come ritornare alla normalità a Bronte? Bisogna dare servizi minimi alla gente ma darli di qualità e so che i soldi li recupereremo soprattutto dal denaro pubblico che sin ora si è sprecato, dalle consulenze alle opere inutili, cose che si sarebbero potute evitare e che avrebbero portato beneficio alla città e questo lo so perché da consigliere comunale il bilancio l’ho esaminato ogni anno. Insomma va bene le grandi opere ma occorrono quelle piccole cose che migliorano la qualità della vita. C’è una nuova classe dirigente giovane che si propone alla città e la politica ha bisogno di giovani. Giovani che si allontanano dalla politica perché non hanno avuto buoni esempi dai politici che sin oggi ci sono stati e se li portiamo in Consiglio comunale sarà vinta la scommessa. Sono i giovani a trascurare o disinteressarsi alla politica o la politica ad aver trascurato loro? io penso che è stata la politica a disinteressarsi dei giovani, tanto è vero che oggi si sono riuniti davanti al nostro progetto e sono entusiasti”.
-Non è che più che altro si dovrebbe parlare di giovani in politica che vengono manovrati da vecchi politici? Il cane che si morde la coda più che politica disinteressata ai giovani.
“Guardi i giovani che partecipano al nostro progetto non hanno esperienza alle spalle, hanno solo dei comportamenti negativi che hanno visto in questi anni ma non hanno esperienze e si stanno spendendo per la prima volta”
-Perché candidarsi? Cioè se si viene eletti si ha a che fare con mille problematiche: la necessità di reperire finanziamenti o anche ad esempio il rischio personale che si corre, se non si dice di si a tutto e tutti, veda gli atti intimidatori ai sindaci di Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia o Acireale.
“Io ho scelto di stare a Bronte, dopo aver vissuto per un periodo della mia vita fuori, ho scelto di stare qui anche con la mia professione. Bronte è il centro dei miei interessi, dei miei affari, del mio cuore e devo dare un contributo affinché questa città possa essere quanto meno una realtà più vivibile. Lo so che ci sono un milione di difficoltà però in questi giorni la gente mi ha dimostrato, ma io già lo sapevo, che oggi non si chiedono più le grandi opere, la gente chiede le cose minime ed indispensabili per avere un tenore di vita almeno dignitoso. Quando c’è da prendere decisioni impopolari credo che vadano spiegate alla gente, i cittadini i sacrifici li fanno a patto di veder stringere la cinghia anche a chi amministra. Se chiedi sacrifici alla gente e poi sprechi denaro pubblico non ti capiscono più e si allontanano da te e lì si provoca quello scollamento di cui parlavo prima. Invece bisogna dare l esempio e rendere trasparente la situazione economica dell’Ente, ascoltare le proposte dei cittadini quando si deve realizzare qualcosa ed i soldi sono pochi, senza sprecare denaro pubblico. Questo sarà il segreto della mia amministrazione se Bronte mi darà l’opportunità. Vedremo come giostrare la ricerca di finanziamenti che ad oggi non c’è stata, ad oggi non si sono assolutamente ricercati fondi comunitari, l’Europa mette a disposizione tanti fondi e ogni anno pur avendo bisogno di infrastrutture, i fondi in gran parte ritornano al mittente. Ad ogni modo ci sarà un ufficio che si occuperà di questo ”.
-E lei crede che per affrontare questa montagna di problematiche basti l’amore per la città? Poi lei parla di cambiamento ma non le sembra che questa parola, cambiamento, sia diventata una sorta di motto elettorale? Insomma solitamente tante parole durante la compagna elettorale e pochi fatti nel momento in cui si viene eletti.
“Questa città ha tantissimo bisogno di cambiamento e consisterà nella partecipazione della gente perché qui il problema principale è che la gente non riconosce e non si fida dei propri governanti per via dello scollamento tra le parti. Scollamento che se definissi insanabile mi porterebbe a fermare la mia candidatura invece ritengo che si possa ancora ricucire tutto. Poi c’è da dire che per me il cambiamento è il rinnovamento ed il ricambio generazionale che però deve andare di pari passo con la qualificazione. Il mio sogno è che in Consiglio vi siano un numero consistente di giovani preparati che mettano le loro idee a disposizione del paese. Non si fa per soldi la politica”.
-Cosa mi dice sulla scomparsa dei partiti tradizionali. La gente oggi non ha più fiducia in questi partiti attuali che cercano di rinnovarsi e riciclarsi in continuazione per sopravvivere. Nelle liste stesse a suo sostegno figurano tanto il PD quanto l’Udc, quindi anche in questo caso riciclo e ricerca di voto. Ma per lo meno tra le vostre liste li avete espressi i partiti mentre sempre più spesso si usa nascondersi dietro le liste civiche.
“In occasione delle comunali si creano partiti per la città, delle liste in cui confluiscono persone che in passato hanno avuto ideologie diverse e questo perché, ad esempio a Bronte, ci sono in questo momento esigenze primarie come la sicurezza e maggiore sinergia con le Forze dell’Ordine. Altra esigenza è lo sviluppo economico, attenzione alle fasce sociali deboli. Sono principi che non sono né di destra, né di sinistra, né di centro. Ammesso che oggi, dopo la caduta del muro di Berlino, questa distinzione abbia una rilevanza. Io ero appassionato alla politica già quando c’erano i partiti ed io che sono del PD i partiti li intendo come un organismo nobile che dovrebbe interporsi tra la città e chi amministra. Le dico che è proprio la mancanza dei partiti che ha permesso lo scollamento tra la gente e il Palazzo perché manca quel partito che fa tradizionalmente e storicamente da mediazione tra chi è governato e chi governa. Io non sono contro i partiti. I partiti trovano difficoltà nel rinnovarsi perché si rinnovano con le stesse vecchie persone di trenta quaranta anni prima e il rinnovamento così è solo di facciata, ma se i partiti si aprono ai giovani ed al mondo potranno rinnovarsi. Io sono fiero di avere i partiti dalla mia e due aggregazioni civiche, che chiamo partiti della città, con all’interno persone che hanno militato in diverse aree ma che oggi si riconoscono in un progetto unitario per la città”
-Città metropolitane e liberi Consorzi tra Comuni, cosa ne pensa?.
“Sono sicuramente favorevole. Il principio che hanno capito tante città del nord è che l’unione fa la forza, anche ai fini della distribuzione delle risorse comunitarie i Comuni aggregati riescono ad ottenere più di quanto possa ottenere uno da solo. Il mio sogno è quello di vedere un unico territorio dove comunque ogni Comune mantenga la propria identità e le proprie ricchezze”.
-Si, ma lei pensa che funzionerà in Sicilia?
“Il meccanismo così come strutturato in Sicilia non è dei migliori e non produce neanche un risparmio, sono stati eliminati solo gli organi elettivi, il controllo del popolo quindi, ma non la burocrazia che è quella che ha dei costi assurdi. È lecito chiedersi se questo meccanismo funzionerà ma lo sapremo quando entreranno a pieno regime”.
-Cosa pensa della politica a livello nazionale; una politica oramai compromessa che potenzialmente potrebbe guidare l’Italia come fosse una Ferrari ed invece si limita a guidarla come un vecchio Maggiolino.
“Questo è un problema che si sente anche a livello locale, e come se sapessi di avere una Ferrari che però mi sta camminando come una 500 appena uscita da un garage dopo essere stata ferma per trent’anni, questo è quello che avviene in Italia anche se devo dire che credo che l’attuale presidente del Consiglio stia tentando di fare qualcosa anche se come è tristemente noto si sta scontrando con dei conservatorismi troppo radicati. Conservatorismi che sono la cosa peggiore delle realtà locali ma anche nazionale, ci sono persone che vogliono innovare, altre che vogliono farlo solo a parole ed in realtà vogliono solo mantenere posizioni di privilegio oramai consolidate che hanno acquisito per se stessi, per le loro famiglie ed i loro amici. Il cambiamento è davvero difficile. Io nel mio piccolissimo rispetto alla situazione nazionale sto tentando di attuarlo in questa fase della mia vita. È bello dirlo ma è difficile farlo. Sulla composizione governativa qualche riserva potrei nutrirla ma ho deciso di dare fiducia a questo presidente del Consiglio”.
-Cosa mi dice della legge elettorale voluta a scapito di cose che forse dovevano avere la precedenza ed essere riviste per prime, veda ad esempio il sistema pensioni massacrato dal governo Monti, o la “Buona scuola” di Renzi.
“Sono tanti i settori su cui si deve intervenire e nessuno ha la bacchetta magica per rivedere tante cose, voglio essere ottimistico, ci vorrà un decennio. È vero tra questi c’è il sistema delle pensioni, quello della scuola etc, però è anche vero che la legge elettorale è anche una priorità perché consente il meccanismo di rappresentanza che oggi non è pienamente attuato e torniamo al discorso della sfiducia della gente. Siamo rappresentati spesso da deputati nazionali che non sappiamo neanche chi siano ed ai quali non interessa cercare il rapporto con il territorio, non ne hanno neanche la necessità perché sono dei nominati e non degli eletti. Credo che la legge elettorale non sia più importante delle pensioni o della scuola ma di sicuro al pari. La legge elettorale approvata rispecchia il potere costituito di quel momento e le mediazioni devono per forza trovarsi. La legge in questione non è che sia il massimo ma non esiste una legge perfetta, solo sperimentandola vedremo”.
-Sulle divisioni interne al PD?
“Le riconduco ad un processo, spero inarrestabile, di rinnovamento e ringiovanimento di un partito ostacolato da una classe eccessivamente conservatrice”.
-Perché i brontesi dovrebbero votarla?
“Perché in tutti questi anni di attività politica non ho mai smesso di alimentare il contatto con la gente e non solo quando si è in campagna elettorale, se mi eleggeranno sarò sempre lo stesso Graziano Calanna che non fa politica per soldi e che ha sempre vissuto il territorio”.

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