BRONTE – Intervista al candidato sindaco Salvo Gullotta (attuale presidente del Consiglio comunale e vice direttore sanitario dell’ospedale Garibaldi di Catania), la cui candidatura è stata voluta dal NCD e quindi anche dall’ex senatore e sindaco uscente Pino Firrarello che in lui ha riconosciuto l’uomo giusto a cui lasciare il timone. E lui, Gullotta, si dichiara pronto, orgoglioso e deciso a proseguire, se dovesse essere eletto, il cammino intrapreso dall’amministrazione di Firrarello.
-I punti principali del suo programma elettorale?
“Il mio programma si chiama Bronte: B sta per benessere, R per recupero del centro storico, O per onestà, N per nostalgia, T per turismo, E per efficienza. Nostalgia perché abbiamo basato la campagna elettorale sul ritrovare tutti insieme, tutto il paese, il senso di comunità che c’era negli anni sessanta o settanta, anni che avevano fatto di Bronte una comunità unita e che si era fatta apprezzare con il suo lavoro ed il suo saper fare da tutta la Regione siciliana. Spero e speriamo di ritrovare questo cuore perché soltanto con l’unione di tutta la comunità si può superare questa crisi e si può guardare con una certa fiducia al futuro. Quindi la mia candidatura non vuole essere alternativa o contro qualcuno, ci mancherebbe altro, vuole essere una candidatura per il paese e per continuare il lavoro che abbiamo fatto in questi dieci anni; tra mille difficoltà di natura economica, politica e ambientale e pur venendo io da una precisa parte politica non abbiamo espresso partiti per dare a tutti la possibilità di aderire a questo progetto senza rinnegare la propria fede politica. Non che non riconosca l’importanza dei partiti che sono il collante sociale della nostra società. Tutti i cittadini brontesi possono riconoscersi in questo progetto senza abiurare la propria fede politica, i propri ideali, concorrere dando il loro contributo e superare questo difficile momento e soprattutto cercare di aiutare e sostenere chi co questa crisi è rimasto indietro”.
-Quindi nessun mal di pancia con il suo partito, NCD?
“Non è un problema di mal di pancia, io faccio parte integrante del NCD e uno dei nostri leader qui al Comune oltre il senatore Firrarello è il sottosegretario del governo nazionale, Giuseppe Castiglione, non ho nessuna difficoltà, anzi, a dire che sono del NCD e mi riconosco nell’operato dell’onorevole Alfano. In questo momento Bronte aveva bisogno di essere unita. Magari qualcuno con il partito, ma non perché è NCD poteva essere anche un altro partito, poteva fare un passo indietro pensando che ci fosse una connotazione politica che in questo momento non c’è. Noi abbiamo passato dieci anni con un leader politico, che è stato il nostro sindaco, io non mi sogno il suo carisma e la sua forza di collante per la società e per tanto abbiamo bisogno di tutti per tenere duro, per non arrendersi e per poter guardare con fiducia al futuro e cercare, e questa è la parte importante del nostro programma, di consentire ai nostri figli di avere un futuro nel paese dove sono nati”
-Quindi non pensa che il fatto che tra le liste non figuri il NCD possa essere comunque visto come un nascondersi dietro le liste civiche dato che la connotazione politica c’è e come?
“Assolutamente no, io l’ho detto e l’ho detto anche in paese che sono del NCD. Chi vuole può riconoscersi in questo progetto e fra un anno quando ci saranno le nazionali potrà votare per chi ritiene opportuno senza che ci siano vincoli, se fanno parte o meno di questo progetto a qualunque titolo, come consigliere comunale, assessore, attivisti e quant’altro. È chiaro che io tra un anno farò la mia scelta ben precisa che non dovrà e non deve vincolare nessuno politicamente, ci mancherebbe altro”.
-Lei all’inizio diceva di non essere sicuro di volersi candidare, nonostante fosse stato indicato tra gli altri dallo stesso Pino Firrarello, cos’è che le ha fatto cambiare idea? Se dovesse essere eletto sa bene che questo non è il periodo d’oro dei sindaci. Si deve fare i conti con mille problemi e tra questi: insoddisfazioni dei cittadini, mancanza di denaro da reperire tramite i finanziamenti, riscuotere le tasse per conto dello Stato e via dicendo con una lunga serie di problematiche.
“Assolutamente difficile e chi meglio di me può saperlo avendo lavorato al fianco, a destra e sinistra del senatore Firrarello. Ero perplesso perché di fatto questo influirà sulla mia carriera professionale che è quella per la quale mi sono sacrificato nella vita. Quello che mi ha fatto voltare pagina sono stati i venti giovani che mi hanno detto di candidarmi dicendomi di credere in me e volendo la mia candidatura per rappresentarli. A fronte di questo già avevo tutta la squadra uscente del Consiglio comunale, gli assessori uscenti che tra virgolette facevano il tifo per me. La mia candidatura non deve essere vista come quella del sindaco Salvo Gullotta ma come quella del sindaco di una squadra, non ci sarà cioè un uomo solo al comando, Pino Firrarello, ma ci sarà una squadra sola al comando evidentemente. Una squadra che deve essere disponibile per continuare a tenere le luci accese su tutto il paese come ha fatto Pino Firrarello in questi dieci anni”.
-Cosa pensa delle intimidazioni fatte al candidato del M5S, Russo? Lei qualche giorno fa mi raccontava che le è accaduto qualche episodio strano. A Bronte cosa sta succedendo?
“Io non entro nel merito a quanto accaduto a Davide Russo. Ha la mia massima solidarietà, ero presente anche io alla marcia, tra virgolette, per la legalità, ci mancherebbe altro. Io credo, da quello che sento, non mi pare ci siano fatti particolari almeno nei riguardi della mia persona. Sono stato oggetto di alcune cose ma ritengo che siano state sciocchezze e obbiettivamente non sono stato per nulla disturbato da questa cosa. Se Davide Russo ha ricevuto questo genere di intimidazioni così gravi è chiaro che ha fatto bene ha richiamare l’attenzione, anche delle Forze dell’Ordine, per tutelare la sua libertà di fare politica e di esprimersi. Perché mi sembra il minimo che in un paese democratico e civile come ci vantiamo di essere, ognuno sia libero di esprimere e professare la sua fede politica. Mi dispiace, ma forse non se ne poteva fare neanche a meno, che Bronte sia balzata agli onori della cronaca per questi fatti. Noi siamo stati dieci anni per cercare da dare una bella immagine del paese e questi sono fatti che, è chiaro non per colpa di qualcuno, arrecano grave pregiudizio all’immagine del paese”.
-Città metropolitane e liberi consorzi comunali, cosa ne pensa?
“Questa è una cosa che è nata male e secondo me finirà peggio. La Regione Siciliana spero che recepirà, e sento dire che lo ha già fatto, la legge nazionale Delrio. Secondo me è un vulnus della democrazia perché cosi non votiamo più i Consigli provinciali e il presidente della Provincia, ora saranno i sindaci a nominare le persone che faranno parte di questi consorzi. È una cosa incredibile, dobbiamo trovare l’accordo tra dieci paesi che devono raggiungere un certo numero di abitanti, una certa estensione e soprattutto una certa continuità geografica e questo può anche andare bene. Poi dobbiamo fare referendum confermativi per i cittadini, un problema non indifferente dal punto di vista strategico”.
-Cosa pensa dell’attuale andamento della politica, quella locale e quella nazionale, che tutto è tranne che fluida.
“La politica non è fluida quando l’economia non è fluida, Dai piccoli segnali che intravedo, a livello nazionale, mi fanno pensare che il periodo peggiore è passato forse. L’Italia deve fare un salto di qualità e credo che l’unica dato positivo che ha dato questa crisi è una maggiore consapevolezza di quel poco che ci è rimasto e che dobbiamo difendere con più forza. Tutto quello che abbiamo anche i sacro santi diritti civici, non cadono dall’alto, sono frutto di sacrifici, sforzi umani, politici ed economici che noi tutti dobbiamo difendere a prescindere dall’appartenenza politica, Credo che quando Cina ed India si accorgeranno di dover avere anche loro i propri diritti civili, di lavoratori, le ferie, assistenza medica, come è giusto che sia e da quelle parti aumenterà il costo del denaro, forse l’Italia ritornerà ad essere quella di una volta. In questo momento ci stiamo tenendo a galla grazie alla qualità del nostro artigianato che è il marchio più ricercato al mondo. E anche grazie all’artigianato si sono create a Bronte, e non solo, nicchie di grande pregio che competono con il mondo a testa alta”
-Difficile posizione politica di Alfano in riferimento alla questione immigrazione senza tralasciare le ultime dichiarazioni indirizzate ai Comuni sul far lavorare senza compenso gli immigrati.
“Questa è una questione che purtroppo l’Europa si rifiuta di affrontare con il giusto piglio e spesso lasciando da sola l’Italia. A prescindere da Mare nostrum o mare degli altri tutti gli immigrati provenienti dall’Africa devono transitare dall’Italia e dalla Sicilia. A Bronte nel nostro piccolo abbiamo fatto passi da gigante con le politiche d’integrazione perché chi viene da lontano, spinto dalla fame o per fuggire dalla morte per via delle guerre, e rimarrà qui tra qualche anno farà il nostro pane, ci venderà i vestiti, guiderà lo scuolabus dei nostri figli e non abbiamo il dovere morale, etico e cristiano di farli integrare e farli sentire a pieno diritto cittadini brontesi e italiani.
-Quindi è d’accordo sul fatto che debbano lavorare anche a titolo gratuito?
“Assolutamente si”.
-Perché i brontesi dovrebbero votarla?
“I brontesi devono votare chi secondo loro è più capace, non perché qualcuno lo sia meno poi la storia personale parla per ognuno, chi meglio degli altri è disposto a tutelare i loro interessi, non personali, interessi come la sicurezza, la scuola, la pulizia della città, ascoltare e fare un passo indietro quando si sbaglia. Dovrebbero votare me perché noi non siamo contro nessuno e non siamo alternativa a nessuno. Vogliamo continuare a tenere le luci accese sul paese, ascoltare tutti, artigiani, agricoltori, commercianti, studenti, disoccupati, donne, volontari, tutti. Questo abbiamo fatto in questi dieci anni e questo voglio continuare a fare. Non ho bacchette magiche e non posso promettere posti di lavoro ma garantisco che si continuerà a lavorare sui problemi della città”.

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