di Davide Di Bernardo

CATANIA – Giusy Rannone è il volto nuovo delle elezioni 2015 a San Giovanni la Punta visti i suoi trascorsi da geologa, dove, come racconta lei, la politica era sullo sfondo ed ha sempre determinato le mie scelte in modo forte.

Com’è maturata la sua volontà di candidarsi?

«Sono attivista dal 2011 e da un’assemblea composta da attivisti sono stata scelta come candidata.
Ho 44 anni e la politica si è occupata della mia vita in diverse occasioni, come nel 19 luglio del ’92 quando sentì la notizia della morte di Borsellino prima di fare un esame che poi spostai, o quando Tangentopoli cambiò la politica italiana e fece chiudere tantissimi studi di Geologi, proprio mentre ero alla ricerca di un praticantato.
Quei giorni li ricorderò sempre perché parte integrante della mia storia di vita»

Di cosa si è occupata prima della politica?

«Sono Geologa e fu difficilissimo effettuare il periodo di tirocinio, ma dopo aver ottenuto tutti i titoli richiesti provai nei comuni per iniziare a lavorare e mi accorsi che le amicizie politiche contavano più delle competenze, scelsi quindi la strada del privato.
Toccai il mio apice in un’azienda privata di Parma, occupandomi di diverse opere pubbliche nel sud Italia, ma dopo essere stati scelti per lavorare ad alcuni appalti dell’Expo 2015 siamo stati inseriti nella blacklist, per delle indagini in corso in lavori svolti all’interno di un altro cantiere, concluse con la piena assoluzione.
L’azienda ha dovuto chiudere per mancanza di lavori buttando sulla strada più di 600 persone!
Ancora una volta la politica ha scelto per me»

IMG_6357Perché ha scelto il Movimento 5 stelle?

«Tempo fa da quel “Grillo parlante genovese” sentì dire: <<Se un cittadino non si occupa di politica, la politica si occuperà di te!>>
Quelle parole sembrarono dirette a me.
Quindi iniziai a lavorare col gruppo per fare qualcosa per la mia comunità e cercare di far avvicinare realmente le persone alle Aule Consiliari, alla politica attiva, alle scelte che la politica fa per loro»

Hanno additato contro il movimento la volontà di eliminare la Multiservizi, cosa vuole dire a riguardo?

«Assolutamente falso!
Noi non chiudiamo qualcosa solo perché fatta dall’amministrazione precedente.
La Multiservizi può essere un valido strumento per ottenere ed avere i servizi essenziali per la comunità, con essa si evitano lungaggini come bandi ed altri cavilli burocratici, ma deve essere molto più trasparente, facendo cadere le possibili voci sul clientelismo»

Cosa vorrebbe fare qualora riuscisse a vincere le elezioni?

«Abbiamo portato e protocollato diverse leggi in Comune, come quella riguardante la lista “Stop all’Amianto” che prevede il censimento per il successivo smaltimento dei siti con amianto, al momento nella lista mancano solo Sicilia e Calabria.
Occorre un parco nel paese per far abbassare le emissioni di cO2 e migliorare la vita dei residenti.
L’Ambiente dovrebbe essere al primo posto di ogni programma perché pianeta ne abbiamo solo uno, la gestione dei rifiuti intacca il bilancio di ben 4 milioni di euro, la cifra va abbassata con attività come il compostaggio domestico, lasciando il porta a porta, ma dando ai cittadini una tracciabilità chiara dei rifiuti. Tutto questo abbasserebbe di non poco i tributi annuali.
Far rivivere il paese, che ricordo essere stato attivo ed addirittura avveniristico fino a qualche anno fa, mentre oggi tutte le attività non essendo state supportate ed hanno dovuto chiudere.
La scuola dev’essere educazione alimentare, le mense devono avere regole e doveri da seguire, oltre alla sicurezza che deve essere preventiva e non sistemata dopo possibili danni.
La mancanza di competenze è una vera piaga dentro le amministrazioni compresa quella puntese, dove l’assessore con delega all’Ambiente, da noi sentito in passato, non conosceva il modo per diffondere la differenziata o il compostaggio domestico e tutto ciò che ne produce, anzi ci parlava della costruzione di inceneritori, che gravi danni creano all’ambiente e alle persone.
Le energie rinnovabili devono essere il futuro da seguire ed i piccoli centri devono diventare un esempio da seguire, non degli assenti ingiustificati.
I ragazzi devono tornare a fare sport, a Trappeto abita Rossella Fiamingo campionessa mondiale di Spada, ma manca qualsiasi attività annessa ad essa o alle atre eccellenze sportive del territorio che non permettono di progredire ai giovani se non fuori»

Davide Di Bernardo

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