Maniace è una piccola cittadina formatasi nell’arco del XX secolo che ha raggiunto la propria autonomia solo nell’aprile del 1981 grazie a Salvatore Bevacqua, oggi candidato a sindaco.
– Perché si decide di candidarsi a fare il sindaco di un piccolo comune con una esposizione personale come dimostrato dalle intimidazioni ai sindaci di Biancavilla, Adrano, Acireale?
“Perche  credo ancora nei valori civili che intendo portare avanti, nella crescita della nostra comunità che cerco di rappresentare. Da molti anni faccio politica e queste cose le ho vissute, credo che con una buona dose di equilibro si possa far fronte a fatti come quelli accaduti a Bronte, Acireale, Biancavilla. Credo che chi si vuole spendere ad amministrare una comunità debba essere di esempio e amministrare con la massima trasparenza, sopratutto nel settore dei lavori pubblici, nella gestione del danaro pubblico, contrapporsi a chi  intende arrivare a tutti costi e in maniera facile. Questo è un aspetto su cui ho meditato prima di accettare la candidatura a sindaco”.

-Il suo programma amministrativo?
“Il mio programma è basato soprattutto sui valori che dobbiamo recuperare  e  che sono alla base di tutto, io mi sono speso perché credo nei valori della famiglia e nella crescita della nostra comunità”.

-La città metropolitana e la scomparsa delle province, quali conseguenze?
“Questa è un’ altra nota dolente dei piccoli comuni. Abbiamo l’esperienza dell’ATO,  negli anni abbiamo dovuto subire le imposizioni dall’alto o da un certo tipo di politica. La città metropolitana e i consorzi dei comuni fanno rientrare il nostro Comune in questo contesto, saremo uno dei Comuni di questo consorzio, per questo ci vuole una personalità politica che realizzi le esigenze della comunità”.

-Quali provvedimenti adotterà nei primi cento giorni di governo della città?
“Bella domanda, vorrei avere la bacchetta magica! Le priorità sono tante, l’acquedotto la cui gestione deve essere ottimizzata, bisogna anche dare subito un’immagine diversa di Maniace rispetto a quella di adesso, perché non siamo un comune arretrato come il sindaco uscente lo ha definito, la modernità la farò vedere nei primi 100 giorni con piccole spese”.

– Il percorso politico?
“Noi siamo una lista civica fatta di tante anime politiche che si confrontano sul da farsi, cosa che abbiamo già sperimentato nel passato nel comitato della città. Nel nostro gruppo ci sono otto donne con grandissima capacità amministrativa e dalle quali sarò supportato se sarò eletto. La nostra missione non è quella di rimuovere questa amministrazione ma di intervenire sui bisogni della cittadinanza, ci sono tantissimi problemi urgenti da risolvere. Ho una lunga esperienza politica, quindi so meditare sulle cose e sono padrone delle  delle mie idee ma sono consapevole che il confronto con gli altri è importante per dare un futuro migliore alla nostra comunità. Il nostro è un gruppo compatto con la maggioranza di donne e grandissimi politici della nostra cittadina che negli anni sono stati sindaci. Io nel 1981 ho cambiato il futuro di Maniace facendolo cambiare da frazione del Comune di Bronte a Comune autonomo”.

Gaetano Fisauli

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