Mascali – La corsa alle urne è cominciata già da tempo e il primo candidato sindaco ad uscire allo scoperto è stato l’avvocato penalista Ernesto Pino con la lista civica “Mascali risorge”.

– Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?
“In tre parole? Lavoro. Dignità. Legalità. Ho intenzione di raggiungere questi obiettivi con 10 punti fondamentali.
Welfare – Decurtazione del 10% degli emolumenti per le cariche istituzionali e creazione di un fondo comunale a supporto di famiglie con bambini, anziani ed economicamente disagiati.
Interventi urbanistici – Istituzione di delegati sindaci a titolo gratuito per le frazioni del comune. Ristrutturazione dei centri storici. Manutenzione di strade, scuole e chiese.
Legalità, sicurezza – Ripristino della legalità tramite richiesta di aumento di organico delle forze dell’ordine e dei mezzi a loro disposizione. Pattugliamento del territorio.
Ambiente – Valorizzazione del territorio. Sviluppo dell’attività edilizia, comprendente strutture di accoglienza turistica, parchi e luoghi di ritrovo. Collegamenti mare-montagna.
Turismo/lavoro – Creazione di un parco che ospiti eventi culturali e spettacoli. Conversione introiti strisce blu in manutenzione manto stradale. Punti di ristoro nelle macchie boschive della costa. Collegamenti Mascali-Aeroporto-Taormina.
Raccolta differenziata – Istituzione di un servizio di raccolta retribuita. La spazzatura rende si, ma ai cittadini.
Educazione sperimentale – Istituzione di classi sperimentali con aule interattive, libri di testo elettronici, innovativi metodi educativi.
Sport – Recupero delle strutture sportive. Promozione dei valori dello sport.
Organizzazione amministrativa – Per garantire un apparato burocratico dinamico ed efficiente gli incarichi saranno conferiti in base a competenza e dedizione dimostrate.
Trasparenza e rigore – Imposizione di limiti temporali al completamento delle opere pubbliche. L’ufficio del sindaco sarà una casa di vetro, monitorabile da tutti tramite internet”.

– Cosa pensa dell’eliminazione delle province e della probabile costituzione delle aree metropolitane?
“Semplificazione, coordinamento, riduzione dei costi della politica. Questi sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere, obiettivi che condivido pienamente. Dobbiamo fare attenzione, però, a non cancellare l’identità e le peculiarità delle singole municipalità. Si dovrebbe mutuare il concetto di “glocalizzazione” del Sociologo Bauman, adattandolo all’amministrazione provinciale e comunale. In due parole: insieme, non uguali”.

– Negli ultimi tempi, i sindaci sembrano essere diventati il parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Senza contare il fatto che i trasferimenti di denaro ai Comuni diminuiscono e che si riducono le indennità di carica. Verrebbe da dire: vale ancora la pena ricoprire un ruolo del genere?
“Il sindaco è il primo aggancio che ha il cittadino con la politica. La persona di riferimento, che conosce il territorio, alla quale rivolgersi per far valere i propri diritti. E’ naturale quindi che diventi, come ha ben detto lei, un parafulmine per la politica nazionale. Il governo effettua la spending review e a pagarne il costo sono principalmente i comuni. Mi chiede della riduzione delle indennità di carica: la prima cosa che farò da sindaco sarà di ridurla ulteriormente del 10% e di spostare i fondi così risparmiati in supporto alle persone che vivono disagio economico. Un sindaco, con la sua giunta, deve essere al servizio della sua comunità, non il contrario”.

– Come intende fronteggiare la sempre più crescente diminuzione di trasferimenti di fondi regionali e statali, appunto?
“Lamentarsi di questa situazione non serve a molto: è necessario trovare soluzioni alternative e creative per amministrare bene con le poche risorse a disposizione. Le vecchie logiche economiche non possono dare risposte adeguate. Questa è la sfida che accetta ogni sindaco”.

– Secondo Lei, qual è il problema peggiore del suo Comune da risolvere immediatamente qualora venisse eletto?
“Mascali deve ritrovare la normalità. Deve ripulirsi dal fango che anni di cattiva amministrazione ad opera di individui non certo immuni da responsabilità le hanno gettato addosso. Completata questa operazione di bonifica, peraltro già avviata dai commissari, bisogna dare una prospettiva di futuro ai mascalesi. Ed è solo con il lavoro che questo diverrà possibile, ed il turismo sarà la fonte principale di lavoro. Strade e spiagge pulite, strutture di accoglienza, collegamenti facilitati con aeroporti e porti. Il turista deve venire a Mascali, tornarci e portare i propri amici”.

– I cittadini perdono sempre più fiducia nei partiti e lo dimostra il crescente astensionismo elettorale. La sua lista perché dovrebbe ricevere il consenso degli elettori?
“Io non sono un politico di professione. Sono solo un cittadino che avendo vissuto più di vent’anni in questa città, ne conosce i problemi, i disservizi e le sue grandi potenzialità. La risposta non può che essere una: perché voglio migliorare le cose, per tutti e tutti lo sanno”.

Alessandro Famà

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