Mascali – Sesto candidato sindaco in vista delle prossime amministrative mascalesi del 31 maggio e 1 giugno è Luigi Messina che si presenta sostenuto da tre liste “Per Mascali”, “Mascali c’è” e “Progetto Sicilia”.

– Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?
“Più che citare tutti i punti del programma vorrei indicare gli aspetti più importanti.
Il primo, che riguarda il momento storico in cui ci troviamo, è trovare tutte quelle forme necessarie per sviluppare di nuovo il lavoro, in una zona dove si trova in una situazione di grande precarietà oltre quelle che sono le problematiche di carattere nazionale e internazionale. Perché in una zona come questa dove prima vi erano delle
cartiere che davano lavoro a più di 2000 persone e un’agricoltura che riusciva solo a Mascali ad avere 800 braccianti agricoli iscritti nelle liste e che oggi sono molto di meno dato che la suddetta agricoltura si trova in ginocchio, iniziano ad esserci gli effetti di una mancanza concreta di reddito sul territorio unita ad una disoccupazione dilagante. Tutto questo a catena innesca un meccanismo negativo per tutte quelle attività di servizio che vivono come secondarie e terziarie. Pertanto l’unica risorsa che riteniamo di utilizzare, perché è l’unica che abbiamo, è il turismo. Concentrarci su quelle che sono tutte le micro-azioni necessarie affinché il turista ritorni nella nostra area, spenda del denaro e questo denaro si riversi nei mesi successivi al periodo estivo in tutto il territorio facendo lievitare l’economia generale, anche attraverso nuovi posti di lavoro. Per far ciò dobbiamo tornare a rendere appetibile e competitivo il nostro territorio. Una delle prime cose da fare è salvaguardare il nostro mare che è stato maltrattato negli ultimi anni con una trascuratezza nella pulizia delle acque perché per colpa soprattutto di qualche depuratore limitrofo abbiamo avuto grossi problemi e le persone che vengono principalmente per il mare non trovano quello che è il suo utilizzo nel modo corretto.
Il secondo è la normalità. La raccolta dei rifiuti solidi urbani fatta in modo corretto, nei tempi e orari giusti e con la differenziata da attivare affinché si possa avere una diminuzione dei costi. La gestione delle acque con un’idea ben chiara, quella di trivellare qualche nuovo pozzo di proprietà del comune in modo da risparmiare diverse centinaia di migliaia di euro l’anno e questo ci consentirebbe di spenderle sulla condotta per migliorare il servizio oppure addirittura pensare, in anni tristi come questi, di diminuire il canone perché è importante. Il terzo è la valorizzazione del mondo dell’associazionismo. Attraverso di esso, con il giusto impulso, si può dare
quella vitalità che ci consenta di socializzare meglio nelle nostre comunità e nello stesso tempo le associazioni possono dare qualcosa al territorio anche in modo indiretto attraverso manifestazioni nei periodi necessari per attrarre il turista e far si che, contento del suo soggiorno, possa decidere di tornare l’anno successivo.
Quarto organizzare tutto quello che già abbiamo nel territorio, come l’aspetto paesaggistico che va da Puntalazzo a Montargano fino a tutto il territorio scendendo verso valle e che ci consente anche di poter valorizzare quei quartieri come sono all’interno di Nunziata vicino alla zona della chiesa Nunzitella che ha una storia che parte dal 600 d.C. Sono zone culturali importanti perchè chi viene nel nostro territorio non può avere soltanto il mare ma anche un’occasione in più per visitare questi luoghi. Così consentiamo anche l’utilizzo in quegli spazi di quelle che possono essere le risorse abitative che danno occasione di abitare anche in luoghi più lontani dal mare ma che nello stesso tempo a 20 minuti al massimo si troveranno sulla spiaggia. Questo creerà economia. E per fare questo serve la normalità. Dei servizi e dell’attenzione alla collettività. Questa è l’idea fondante di questo tipo di politica”.

– Secondo Lei, qual’è il peggior problema da risolvere immediatamente nel suo Comune, qualora venisse eletto?
“Non vedo Mascali così danneggiato dal punto di vista strutturale se non in alcuni ambiti ben precisi. Ci sono strade da completare come la via Vespucci, promessa da tutti noi che facciamo politica non mantenuta, oppure le zone di via San Giuseppe lato sud e lato nord che sono state abbandonate a se stesse nonostante vi siano delle
abitazioni e non è tollerabile che ci sono famiglie che abitano in zone dove oltre a mancare le banchine e l’asfalto manchi anche l’illuminazione pubblica. E’ gravissimo perché si tratta di un problema di sicurezza sociale. Ci sarebbero tante altre cose da sistemare come il Viale Immacolata, il campo sportivo di Nunziata o l’acquisto
dell’oratorio abbandonato di Carrabba per la creazione di spazi di gioco per i bambini di Carrabba o fare lo stesso per Santa Venera. In questo momento il problema più grosso, però, è il lavoro che manca e che serve per restituire dignità alle persone”.

– Negli ultimi tempi i sindaci sembrano essere diventati il parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Senza contare il fatto che i trasferimenti di denaro ai Comuni diminuiscono e che si riducono le indennità di carica. Verrebbe da dire: vale ancora la pena ricoprire un ruolo del genere?
“Si. Il comune di Mascali forse è uno dei pochi comuni che ha una situazione patrimoniale ed economica in buone condizioni. Per mantenerle bisogna stare attenti alla spesa, alle promesse. La progettazione del territorio e gli investimenti devono essere del buon padre di famiglia. Bisogna cercare di capire il momento che è quello dove le famiglie hanno grandi difficoltà. Tutte le famiglie abbiamo difficoltà. Nessuno è esente da questo. Pertanto andare a pensare che aumentare le tasse sia la soluzione del problema delle casse comunali non è la risposta. La risposta può essere quella di fare sintesi delle azioni amministrative che sono economicamente valide, che danno certezze in modo immediato e che non sono solo rappresentanza, come spesso si è fatto nel passato. Spesso nel passato si realizzavano attività che sembravano di carattere amministrativo-politico ma che erano solo rappresentanza, che erano soltanto la soddisfazione di quel piccolo amministratore che riteneva che la cosa più consona e più bella per lui doveva essere bella per tutti. Ci sono cose che vanno fatte se sono utili a tutti. Non se sono utili a soddisfare l’ego di qualcuno. Tutto questo è legato al discorso che ho fatto prima di trovare soluzioni per far risparmiare il cittadino o se il risparmio non è direttamente nella tassazione lo è nei servizi erogati nel modo giusto per far si che i cittadini non debbano affrontare due volte le spese. Una volta pagando le tasse e un’altra volta pagando per avere gli stessi servizi. Ci sono aziende che nel territorio non stanno più investendo perché la tassazione è talmente elevata che non riesce a dare quell’impulso, quello spunto di creare qualcosa. E’ un
problema che va analizzato e di cui va trovata la soluzione affinchè le tasse, per chi investe e mi garantisce come amministrazione di avere il 50-60% di persone che lavorano in quell’azienda che sono residenti nel nostro territorio, possano avere degli sgravi che vanno su percentuali significative almeno a due cifre. Il nostro è un
territorio meraviglioso, a tre minuti dal mare, a 20 minuti da Taormina e dall’aeroporto di Catania, a 30 minuti dall’Etna e non è possibile che non venga sfruttato”.

– Come intende fronteggiare la sempre più crescente diminuzione di trasferimenti di fondi regionali e statali, appunto?
“Queste problematiche vanno viste col tempo. Questo avverrà anche con la chiarezza che un ente pubblico oggi non è destinato ad assumere nuove persone perché non se lo potrà permettere per i prossimi anni.
Nell’avvicendamento di sostituzione all’interno degli uffici comunali noi abbiamo una parte di personale che nei prossimi 5 anni andrà in pensione, soprattutto in determinati settori, dato che raggiungeranno l’età pensionabile.
Se ne usciranno 10 ne verranno sostituite 3 ma io spero di gestirle con una parte del personale all’interno dello stesso ente pertanto questo dovrebbe far diminuire il peso sul bilancio e cercare di compensare quelle minori entrate da parte della Regione. Nello stesso tempo se si riesce a dare impulso alle attività da poter fare sviluppare all’interno del territorio quelle porteranno nuova linfa alle casse del comune, nonostante l’abbattimento di una parte delle aliquote di tassazione. Dovrò mirare allo sviluppo. Qui non c’è un territorio che è finito e al massimo della possibilità di incassare denaro. Nel momento in cui faccio realizzare nuove attività posso avere un
introito maggiore. La buona amministrazione non è quella che mette tasse, che è la cosa più semplice, è quella che crea economie e opportunità che confluiscono nella diminuzione delle spese”.

– Cosa pensa dell’eliminazione delle province e della probabile costituzione delle aree metropolitane?
“Si tratta di una presa in giro. Le provincie vanno eliminate fisicamente, comprese le sedi provinciali, con il conseguente inserimento degli impiegati nei vari comuni. E tutte quelle che sono le strade provinciali devono essere consegnate ai comuni in cui ricadono in modo tale da avere un’unica gestione del tratto di strada in questione. Questo può essere il vero risparmio. Le aree metropolitane non sono uno strumento credibile, sembrano soltanto un cambio d’abito per mantenere tutto uguale. Sempre i soliti carrozzoni per spendere soldi mentre l’idea doveva essere quella di diminuire i costi. Gli interventi non devono essere fatti in modo parziale, cosa che addirittura può avere un costo maggiore rispetto al passato”.

– I cittadini perdono sempre più fiducia nei partiti e lo dimostra il crescente astensionismo elettorale. La sua lista perché dovrebbe ricevere il consenso degli elettori?
“Loro non devono scegliere la mia lista o una delle tre liste che mi appoggiano perché devono pensare che siamo dei politici. Loro devono pensare che noi siamo dei cittadini che all’interno di quello che è un meccanismo amministrativo che ha la necessità di essere gestito in rappresentanza della collettività deve avere necessariamente dei rappresentanti. Perché noi tutti, non solo la collettività che guarda me che sono il candidato sindaco, abbiamo ragione di essere arrabbiati con i partiti. Non solo con i partiti ma con quella che è la politica in generale che finora si è chiusa all’interno delle caste e ha dimenticato il territorio. Ritengo che noi siamo un gruppo di persone che nel tempo hanno sempre dimostrato alla collettività di essere presenti sul territorio, di vivere i suoi problemi.
Buona parte dei presenti nelle mie liste sono giovani che si stanno affacciando oggi alla politica e che in questo meccanismo vogliono soltanto dare un contributo positivo che è diverso dalla visione che c’era prima, quella di andarsi a chiudere nella casta del Comune. Questo non significa che tutti i buoni e tutti bravi sono soltanto nelle mie liste perché ci sono persone per bene anche in altre liste che concorrono contro di noi. Ma solo perché è ovvio che l’indirizzo politico può essere diverso come la visione della risoluzione dei problemi. Il fatto che ci siano 8 candidati a sindaco lo interpreto come un momento di alta democrazia e di alta partecipazione sociale. Non lo interpreto come un fatto negativo. Ritengo che anche un numero così elevato di persone che partecipano alla campagna elettorale fa si che questa grande parte della collettività tocchi con le proprie mani il significato di spendersi per Mascali uscendo fuori dal ruolo di semplice cittadino per proporsi agli altri, capire i problemi e adottare soluzioni”.

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