Il Dott. Alfio Cavallaro è il secondo candidato sindaco per la cittadina etnea di Milo, espressione del gruppo di cui fa parte anche il sindaco uscente Giuseppe Messina, non più candidabile dato che si trova già al suo secondo mandato da primo cittadino.

– Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?
“I cardini del nostro programma elettorale sono:
– l’efficienza ed il potenziamento dei servizi al cittadino;
– la solidarietà alle categorie più deboli e svantaggiate;
– lo sviluppo economico;
– il sostegno ai giovani e quindi al nostro futuro;
– la politica ambientale quale opportunità, potenziando la raccolta differenziata e l’adozione della sostenibilità energetica;
– la progettazione e realizzazione di alcune opere pubbliche essenziali per la crescita e lo sviluppo del nostro paese”.

– Cosa pensa dell’eliminazione delle province e della probabile costituzione delle aree metropolitane?
“Uno dei principali effetti del decreto di legge dovrebbe essere quello di ridurre sensibilmente i costi della politica legati agli organi provinciali con un risparmio stimato dalla Corte dei Conti in almeno 100 milioni di euro all’anno.
In Sicilia non sono previste aree metropolitane. Lo stesso ddl, adottando specifiche e minuziose innovazioni normative, incentiva e favorisce le fusioni dei comuni e prevede il riordino amministrativo. E’ complesso, difficile da attuare e rischia di diventare un nuovo carrozzone politico”.

– Negli ultimi tempi, i sindaci sembrano essere diventati il parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Senza contare il fatto che i trasferimenti di denaro ai Comuni diminuiscono e che si riducono le indennità di carica. Verrebbe da dire: vale ancora la pena ricoprire un ruolo del genere?
“In effetti, la frase che in quest’ultimo periodo ricorre frequente tra i miei amici e conoscenti è “chi te lo ha fatto fare a candidarti come Sindaco, con i tempi che corrono”. La mia risposta è: vero, ma se ami il tuo territorio, hai orgoglio di appartenenza, sei tenace e concreto, vuoi contribuire a risolvere i problemi dei tuoi cittadini, se ti vuoi spendere per la crescita della tua comunità, può valere anche la pena di fare il Sindaco. Inoltre, se hai alle spalle una giunta di esperienza consolidata e un bilancio comunale in pareggio, il compito può essere facilitato. Nei mesi scorsi doveva essere approvato un decreto legge che consentiva ai Sindaci dei comuni con popolazione al di sotto dei 10 mila abitanti di correre per il terzo mandato. Non è stato approvato ma aveva un senso. Evitare di creare ai piccoli comuni vuoti amministrativi che possono essere causa di “default”. Tengo inoltre a precisare che ho intenzione di devolvere parte della mia indennità di Sindaco a cittadini indigenti o alunni meritevoli”.

– Come intende fronteggiare la sempre più crescente diminuzione di trasferimenti di fondi regionali e statali?
“Lo abbiamo detto pubblicamente nel nostro comizio di apertura della campagna elettorale. Alcune delle iniziative presenti nel nostro programma elettorale prevedono anche importanti impegni finanziari. Il nostro impegno sarà perciò orientato a individuare formule di partenariato pubblico-privato, naturalmente ove ciò sarà consentito dalla legge, perché il federalismo municipale che si sta sempre più profilando limita l’intervento dello Stato e gli enti locali non dispongono più di grandi risorse. Perciò il nostro compito sarà quello di cercare tutte le formule possibili, mettendo tutto il nostro impegno, la nostra preparazione, la nostra serietà e concretezza, con la consapevolezza che con l’aiuto dei cittadini potremo contribuire a fare progredire Milo sempre di più”.

– Secondo Lei, qual è il problema peggiore del suo Comune da risolvere immediatamente qualora venisse eletto?
“Se sarò eletto, mi occuperò come priorità di migliorare e potenziare i servizi alle categorie più deboli e svantaggiate, gli anziani di Milo in particolare, che rappresentano oltre il 40% della popolazione milese.
Incontrando gli anziani mi sto rendendo conto di quanto l’assistenza domiciliare sia ancora insufficiente. Inoltre molti anziani abitano da soli. I milesi sono attaccati alle loro abitudini. Allontanarli da casa significherebbe abbreviare la loro esistenza. Per loro io:
• potenzierei il centro diurno ricreativo;
• potenzierei l’assistenza domiciliare attraverso lo sfruttamento delle risorse di legge;
• attiverei il servizio di telesoccorso e teleassistenza;
• attiverei dei corsi base all’utilizzo delle nuove tecnologie come cellulari e computer;
• Implementerei le attività socializzanti;
Mia priorità non sarà certamente il bilancio comunale che ripeto è in pareggio. Mi meraviglio come certe persone possono mettere in giro voci contrarie. Da un lato danneggiano gravemente l’immagine del nostro paese, dall’altro non so se considerarli incompetenti o bugiardi. L’ultimo bilanco comunale è stato approvato a Milo proprio dall’opposizione e molti di loro sono oggi candidati nella lista avversaria. Ricordo che i Sindaci dei Comuni limitrofi definiscono Milo un Comune virtuoso”.

– I cittadini perdono sempre più fiducia nei partiti e lo dimostra il crescente astensionismo elettorale. La sua lista perché dovrebbe ricevere il consenso degli elettori?
“Perché le 12 persone che ho l’onore di avere nella mia lista, che ho fortemente voluto, hanno una consolidata esperienza amministrativa, quindi possiamo essere subito operativi ed evitare vuoti amministrativi. Ho preteso una giunta forte, di sicura esperienza, concreta, per poter realizzare una governance amministrativa improntata anche sul concetto di “delega”. Ogni assessore dovrà assolvere ai i suoi compiti con concretezza, parsimonia, presenza e costanza. Noi offriamo ai milesi, a tutti quelli che amano la nostra terra, un’ulteriore e concreta possibilità di sviluppo per Milo”.

Alessandro Famà

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