Anche nel piccolo comune di Milo ci si recherà alle urne il prossimo 31 maggio e 1 giugno per eleggere il nuovo primo cittadino della comunità etnea. La sfida sarà soltanto una corsa a due per il più alto scranno di Giunta.
Abbiamo sentito il candidato Alfio Cosentino, che fa parte del gruppo staccatosi dall’attuale sindaco Giuseppe Messina.

– Quali sono i punti principali del suo programma elettorale?
” – Curare la manutenzione del verde pubblico, delle strade e delle piazze, al centro come nelle frazioni, per dare ai cittadini, ai turisti e a chiunque arrivi a Milo un’immagine di ordine e di attenzione al territorio che negli ultimi anni è mancata;
– Puntare su agricoltura e turismo per fare emergere tutte le potenzialità del territorio. A tal proposito, ritengo sia di fondamentale importanza mettere in campo qualsiasi azione mirata alla tutela e alla valorizzazione del marchio “Etna Bianco Superiore” che si produce solo a Milo e, alla luce del crescente interesse dei mercati internazionali sulle produzioni vinicole etnee, favorire gli investimenti privati per l’insediamento di nuove aziende vitivinicole anche nell’ottica della riqualificazione paesaggistica;
– Sostenere ed incentivare l’auto-imprenditorialità, soprattutto giovanile, attraverso l’attivazione di sportelli di consulenza specialistica (fiscale, legale e tecnica) e di sportelli informa-giovani. Rilanciare la Vinimilo che deve tornare ad essere una manifestazione di respiro nazionale per dare visibilità al nostro comune e più
complessivamente al territorio etneo;
– Supportare la manifestazione sportiva Etna Marathon che ha raggiunto ormai una rilevanza internazionale e che rappresenta per Milo una risorsa non pienamente sfruttata;
– Preservare e prestare massima cura e attenzione alla scuola elementare e materna, attraverso il potenziamento dell’offerta formativa e alla realizzazione di interventi di manutenzione mirati a garantire la sicurezza degli ambienti scolastici nonché la loro riqualificazione energetica;
– Mantenere e rinnovare alcune delle manifestazioni estive ormai consolidate, quali Premio Angelo Musco e MusicaMilo, cercando di realizzarle incidendo meno possibile sulle già precarie casse comunali e studiando, ad esempio, un piano di marketing territoriale e turistico al fine di attrarre finanziamenti privati e pubblici”.

– Cosa pensa dell’eliminazione delle province e della probabile costituzione delle aree metropolitane?
“In un’ottica di semplificazione e snellimento della burocrazia, in linea di massima ritengo che le aree metropolitane possano costituire una svolta importante. Tuttavia, tolte le province, sarebbe stato opportuno definire in maniera chiara i criteri per l’assegnazione dei ruoli e delle competenze territoriali”.

– Negli ultimi tempi, i sindaci sembrano essere diventati il parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Senza contare il fatto che i trasferimenti di denaro ai Comuni diminuiscono e che si riducono le indennità di carica. Verrebbe da dire: vale ancora la pena ricoprire un ruolo del genere?
“Pur rendendomi conto delle difficoltà oggettive che questo comporti, ritengo sia un dovere civico dare un contributo, di idee e di azioni concrete, per amministrare il posto in cui si vive e di cui si conoscono risorse, potenzialità e problematiche. Quindi, con tutta onestà, le rispondo che per me ne vale sicuramente la pena”.

– Come intende fronteggiare la sempre più crescente diminuzione di trasferimenti di fondi regionali e statali, appunto?
“Puntando su energie alternative e rinnovabili per razionalizzare i costi di gestione della pubblica illuminazione e dei riscaldamenti delle strutture pubbliche. Puntando sulla raccolta differenziata, che deve diventare una risorsa e non un costo aggiuntivo. Mettendo in atto forme di sinergia tra Pubblico e privato, oltre che forme di gestione dei servizi condivisa con altri Comuni limitrofi, in modo da ridurre i costi correnti legati, appunto, alla gestione dei servizi fondamentali per i cittadini”.

– Secondo Lei, qual è il problema peggiore del suo Comune da risolvere immediatamente qualora venisse eletto?
“Il risanamento delle casse comunali gravate da circa 2 milioni di euro di mutui e, a quanto pare, da una quantità imprecisata di debiti attraverso una ricognizione attenta e puntuale della situazione di bilancio e una sana e razionale amministrazione volta alla riduzione delle spese e all’eliminazione degli sprechi. Bisognerà, inoltre, dare
delle risposte e studiare tutte le soluzioni possibili per gli 8 ex-articolisti a cui il sindaco uscente, unico in Sicilia, non ha rinnovato il contratto già a partire dal 2014”.

– I cittadini perdono sempre più fiducia nei partiti e lo dimostra il crescente astensionismo elettorale. La sua lista perché dovrebbe ricevere il consenso degli elettori?
“Perché la mia lista è caratterizzata dalla presenza di tanti giovani che, in un momento storico di disinteresse o, peggio, di avversione per la politica hanno trovato il coraggio, la voglia e l’entusiasmo per scommettersi in prima persona e che, con il loro contributo di idee e la loro contagiosa voglia di fare, rappresentano l’unica vera novità e l’unico vero segnale di cambiamento di questa campagna elettorale. Sono sicuro che proprio il loro entusiasmo e la loro determinazione faranno da spinta per l’azione amministrativa dei prossimi cinque anni. Lo slogan che contraddistingue il nostro gruppo e la nostra lista “Uniti per Milo” è “dialogare per ripartire”; esso, oltre che uno slogan è anche l’impegno che ci prendiamo con la gente di Milo, con la quale vogliamo ricominciare a “parlare” per confrontarci e per consolidare quell’idea di comunità che ritengo indispensabile al fine di affermare e promuovere l’identità e le specificità del territorio milese”.

Alessandro Famà

Scrivi