di Graziella Nicolosi

IMG-20150506-WA0002PEDARA (CATANIA) – Con i suoi 37 anni è il più giovane candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di Pedara. Eppure Gaetano Petralia non è certo un neofita della politica: ha iniziato giovanissimo con una candidatura al Consiglio comunale, e per quasi 10 anni è stato assessore nelle due Giunte guidate dal sindaco uscente Anthony Barbagallo. Da qualche mese ha deciso di aderire al movimento “Noi con Salvini”, con cui ha lanciato la sua scalata al gradino più alto del Comune. Rifiutando così di partecipare al progetto di un “governo di salute pubblica” condiviso invece da molti ex amministratori pedaresi di destra e sinistra, tutti a sostegno del candidato Pd Antonio Fallica. Nato e cresciuto a Pedara, coniugato, Petralia si occupa di formazione professionale. In questa intervista ci spiega il perché delle sue scelte, e i punti principali del suo programma elettorale.

  • Da dove nasce la sua volontà di candidarsi alla guida del Comune di Pedara?

“Per circa dieci anni ho avuto la fortuna e l’onore di amministrare il mio paese, all’interno della Giunta guidata da Anthony Barbagallo. Un progetto che ho condiviso fino a qualche mese fa, quando mi sono reso conto che quell’esperienza era finita e ho dato le mie dimissioni dall’incarico di assessore. Nel frattempo mi sono avvicinato al movimento politico che fa riferimento all’onorevole Matteo Salvini; l’ho anche conosciuto personalmente e condivido molte sue idee. Per questo, grazie al supporto di 20 coraggiosi amici che si stanno scommettendo con me candidandosi al Consiglio comunale, abbiamo presentato un programma di tutto rispetto che si concentra sulle cose essenziali di cui ha bisogno Pedara”.

  • Perché ha scelto di candidarsi proprio con il movimento “Noi con Salvini”, e di sottrarsi all’accordo con altre forze politiche?

“Personalmente non mi rivedo all’interno di una grande coalizione dove ci sono partiti che non mi appartengono. Quando ho iniziato la mia esperienza di assessore nella Giunta Barbagallo, lui militava in un partito di centro; con il tempo il suo percorso politico si è modificato, mentre io (con un passato in Alleanza nazionale e poi in Forza Italia, ndr) rimango vicino ad alcuni valori di centro-destra, che ho ritrovato nel movimento “Noi con Salvini”. Non ho problemi a lasciare le poltrone, come ho già fatto per coerenza qualche mese fa abbandonando la Giunta comunale. Saranno i miei concittadini a giudicarmi”.

  • Quali sono i punti principali del suo programma, e quale la priorità su cui si concentrerà se eletto?

“Partirei senza dubbio dalla sicurezza, rafforzando la videosorveglianza e potenziando la collaborazione delle Forze dell’ordine presenti sul territorio, a maggior ragione nelle periferie di Pedara sud e Pedara nord. In questi anni abbiamo fatto molto con le opere pubbliche, ma non abbiamo posto attenzione sufficiente alla realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri: non possiamo permetterci che si trasferisca fuori dal centro cittadino. Altro provvedimento che mi sta molto a cuore sono gli sgravi fiscali per i titolari di pubblici esercizi che decidano di non installare o disinstallare macchinette da gioco; questo per ragioni di sicurezza e per prevenire le dipendenze sempre più frequenti. Più in generale, altri punti del mio programma sono la pulizia e il diserbamento delle periferie, la ripresa dell’opera di metanizzazione bloccata da un iter burocratico infinito, la garanzia di un adeguato deflusso delle acque piovane in certe vie del paese, che con le piogge si allagano pericolosamente. Insomma, ci concentreremo sui bisogni essenziali”.

  • Cosa pensa delle polemiche sul cambio di viabilità nella zona di via Etnea alta e via Altavilla?

“Credo che nel percorso amministrativo si possa anche sbagliare. Ma quando lo sbaglio viene sottolineato da chi opera in quella zona (come hanno fatto i commercianti, che ci hanno dimostrato, numeri alla mano, la riduzione di incassi), bisogna ammetterlo e ripristinare la situazione precedente. Detto questo, si potrebbe rivedere in generale la viabilità della zona, ad esempio eliminando i posti auto fra via Etnea e piazza don Diego e istituendo il doppio senso di marcia fino a via Simone del Pozzo. Questo darebbe una valvola di sfogo importante al traffico. Esistono inoltre dei terreni in centro storico che potrebbero essere espropriati per costruire ulteriori parcheggi”.

  • Cosa salva e cosa boccia della passata amministrazione, di cui anche lei ha fatto parte?

“Salvo sicuramente il patrimonio di opere pubbliche: sono state fatte tante cose splendide, che ora però chiedono di essere valorizzate. I sentieri sul Monte Troina, ad esempio, hanno bisogno di essere custoditi con personale idoneo e/o telecamere. Ritengo sia opportuno vigilare anche sull’area Expo, che si potrebbe dare in gestione, come previsto da un preciso regolamento comunale. Si potevano invece migliorare di più i servizi, specie nelle periferie che sono state abbandonate. Un esempio per tutti è lo stato del manto stradale: mi piacerebbe un front office comunale per segnalare le buche stradali e ripristinarle in tempo reale”.

  • Può dirci i nomi degli assessori che ha già designato?

“Due sono i nomi già designati. Il primo è Salvo Falla, assessore nelle precedenti giunte Barbagallo, con cui condivido da circa 15 anni amicizia ed esperienza politica. Il secondo nome è quello di Caterina Licciardello (estranea al mondo politico), persona brillante e di cultura, che ha scritto tanto sul nostro paese e sulla sua valorizzazione”.

  • In questo periodo i sindaci sembrano essere diventati un parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Nel frattempo i trasferimenti agli enti locali diminuiscono e le indennità di carica si riducono. Verrebbe da dire: chi ve lo fa fare?

“La risposta è facile: grande amore per il mio paese, spirito di servizio e dovere civico. Del resto, in un Comune piccolo come il nostro non si può fare certo fare l’amministratore per l’indennità ricevuta. Io amo Pedara e da qui non riuscirei a spostarmi: ci sono cresciuto, conosco i suoi punti di forza e di debolezza”.

  • Secondo lei quali sono questi punti di forza?

“Indubbiamente la principale vocazione di Pedara è quella turistica, considerando che nel periodo estivo la cittadinanza raddoppia. Eppure proprio in questa stagione i servizi che riusciamo a dare sono inferiori alle aspettative: basti pensare alle forniture idriche. È essenziale inoltre completare la strada di collegamento diretto all’Etna (Salto del cane-Monte Po’), il cui iter burocratico è fermo. Altri punti di forza del paese sono la storia e la cultura, non certo inferiori ai paesi limitrofi”.

  • Visto l’astensionismo sempre crescente, perché i suoi concittadini dovrebbero votarla?

“L’allontanamento dei cittadini dalla politica è purtroppo colpa delle istituzioni, a cui si aggiungono le responsabilità di chi se ne occupa in maniera poco nobile. Io penso invece che la Casa comunale debba essere aperta a tutti, e interagire con la cittadinanza. Mi batterò per questo. Solo così possiamo sperare che le persone, e i giovani in particolare, si possano riavvicinare alla politica”.

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