di Graziella Nicolosi

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PEDARA – Far conoscere e diffondere la prassi dell’open data nel nostro territorio: è lo scopo di una iniziativa civica portata avanti da un gruppo di professionisti e appassionati di nuove tecnologie, desiderosi di modernizzare la Pubblica amministrazione.

In vista della prossima tornata elettorale, gli organizzatori hanno invitato i candidati sindaco a sottoscrivere un impegno pubblico a sostegno degli open data, in caso di elezione. Un invito che però non ha ricevuto significativi consensi, specie nelle grandi città. Stranamente invece, a Pedara, paese di quasi 12.000 abitanti in provincia di Catania, grazie all’entusiasmo delle associazioni attive sul territorio (Fare nostrum, Hackspace Italia, Palestra per la mente e #Opendata Sicilia), si è riusciti non solo a far firmare l’impegno a tutti e quattro gli aspiranti alla carica di primo cittadino, ma anche ad organizzare l’unica conferenza pubblica sull’argomento in una località siciliana al voto il 31 maggio e il 1 giugno.

Un’idea sostenuta dalla locale amministrazione comunale – rappresentata dal segretario Giuseppe Scilla – che ha messo a disposizione per l’incontro l’aula consiliare.

Dopo i saluti di Santo Reito, vicepresidente dell’associazione Fare nostrum e ricercatore dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, e di Emilio Messina, presidente di Hackspace Catania, è stato Cristiano Longo, rappresentante di #Opendata Sicilia e ricercatore del Cnr, a spiegare i contenuti pratici e soprattutto i vantaggi dell’open data.

“I dati in possesso della Pubblica amministrazione – ha chiarito –  si dicono ‘aperti’ quando possono essere liberamente scaricati, fruiti e riutilizzati da chiunque, anche a fini commerciali. In questo modo si crea una interazione continua con il cittadino, che può riappropriarsi di tutte le informazioni che gli servono. Ciò garantirebbe maggiore trasparenza ed efficienza della Pubblica amministrazione, migliorerebbe la possibilità di controllo da parte dei cittadini e permetterebbe una gestione partecipata della cosa pubblica, riducendo così gli sprechi e la corruzione”.

Non solo: l’apertura dei dati avrebbe ricadute significative in campo economico, perché favorirebbe lo sviluppo imprenditoriale (gli open data forniscono informazioni utili per avviare qualsiasi tipo di business) e la ricerca di un lavoro (incrociando ad esempio i dati degli albi pretori sulla ricerca di personale).

Già molte pubbliche amministrazioni sul territorio italiano hanno aderito alle pratiche open data (tra i pionieri ci sono Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia) e pure in Sicilia qualcosa si è mosso nei capoluoghi di Palermo, Catania ed Enna.

L’obiettivo è divulgare il più possibile la conoscenza della materia, che solo lo scorso anno ha ottenuto una prima regolamentazione tramite le “Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico” pubblicate dall’Agenzia per l’Italia digitale, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’impegno che i futuri amministratori pedaresi hanno sottoscritto ieri al termine dell’incontro si compone essenzialmente di tre punti: realizzare, entro i primi sei mesi dall’eventuale insediamento, un gruppo di lavoro in cui siano presenti soggetti qualificati della società civile; formare i dipendenti pubblici all’uso degli open data; redigere e approvare, entro i primi dodici mesi dall’eventuale insediamento, un documento di indirizzo, che definisca le politiche di apertura dei dati in possesso del Comune e il corrispondente cronoprogramma di rilascio ai cittadini.

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A sottoscrivere il modulo sono stati i quattro candidati sindaco di Pedara (Antonio Fallica, Roberto Laudani, Gaetano Petralia e Nuccio Tropi), e il candidato di Tremestieri Etneo Fabrizio Furnari che, appresa l’iniziativa e avendo inserito la trasparenza amministrativa fra i punti del suo programma elettorale, ha voluto partecipare all’incontro.

Per maggiori informazioni sul progetto “Io voto open data” (e per firmare il relativo modulo di impegno) è possibile consultare il sito internet http://opendatasicilia.it

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