di Graziella Nicolosi

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PEDARA (CATANIA) – Originario di Gagliano Castelferrato (in provincia di Enna) ma pedarese d’adozione, il 41enne Nuccio Tropi è il candidato del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Pedara. Agronomo e docente di scuola superiore, Tropi è conosciuto in paese per aver realizzato, insieme agli altri attivisti del Movimento, diversi banchetti informativi e raccolte di firme per avviare petizioni popolari. L’ultima, in ordine di tempo,  riguarda il ripristino del vecchio sistema viario in via Etnea alta e via Altavilla, che tante proteste ha suscitato fra i commercianti della zona.

  • Da dove nasce la sua volontà di candidarsi alla guida del Comune di Pedara?

“Ho deciso di candidarmi perché la classe politica che governa Pedara da vent’anni non vuole saperne di andare via: basta guardare l’’inciucione’ che hanno messo in piedi, con un aspirante sindaco sostenuto da 80 candidati al Consiglio comunale. Il nostro Movimento è contro il sistema partitocratico che ha devastato l’Italia intera senza curarsi delle esigenze dei cittadini. Io sono stato scelto all’interno del meet up pedarese, dove ognuno vale uno e si sceglie liberamente. Per noi la regola è che si possano fare al massimo due mandati, a qualunque livello; questa volta tocca a me, la prossima toccherà ad un altro”.

  • Quali sono i punti principali del suo programma, e quale la priorità su cui si concentrerà se eletto?

“Alla base di tutto il nostro programma ci sono la partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta, che si esprimono in diverse forme. Intanto un bilancio partecipato e trasparente, attraverso la pubblicazione  di tutti gli atti amministrativi in modo semplice sul sito internet del Comune. Poi la riduzione delle firme necessarie per presentare le petizioni popolari, che a Pedara – unico Comune nell’hinterland – sono 500, mentre vorremmo portarle quantomeno a 100. E ancora, l’apertura di uno ‘sportello amico’ che permetta ai cittadini di velocizzare la richiesta di atti. Le nostre priorità saranno lavoro e sviluppo economico; subito dopo ambiente e territorio. Per ciò che riguarda il lavoro, invece di costruire opere pubbliche in modo indiscriminato, facendo spesso lavorare imprese esterne, noi vogliamo aiutare le maestranze locali: per questo proponiamo ai cittadini la possibilità di ottenere contributi a fondo perduto per la ristrutturazione di edifici, fino ad un massimo del 30% dell’importo totale. E ancora, intendiamo creare una Multiservizi pedarese – cui affidare la cura e la pulizia del paese – che produca lavoro senza fare clientelismo. Per la questione ambiente e territorio, vogliamo rivedere il piano verde, strumento fondamentale di pianificazione urbanistica. Punteremo sull’acqua pubblica con l’istituzione di una ‘casa dell’acqua’, l’analisi della sua composizione e la pubblicazione dei risultati. Ci occuperemo anche dell’annosa questione del randagismo, in accordo con associazioni che operano nel settore: è necessario sterilizzare questi animali e creare aree dedicate dove farli vivere liberamente. E ancora, vogliamo una corretta gestione dei rifiuti, con una raccolta ‘porta a porta’ puntuale ed efficiente,  il potenziamento dell’isola ecologica, la creazione di ‘centri di riuso’ e la diffusione del compostaggio. È nostra intenzione sfruttare i contributi europei per incentivare la produzione di energie pulite: con i soldi risparmiati si potrebbero abbassare Imu e Tasi ai cittadini, ed esentare per tre anni dal pagamento di questi tributi le imprese di nuova costituzione,  e quelle già esistenti che assumono nuovi dipendenti”.

  • Sono proposte molto interessanti, ma come pensa di realizzarle concretamente, considerando la riduzione dei trasferimenti agli enti locali?

“È ovvio che ci sarà qualche anno di assestamento prima di poter realizzare queste proposte. Però vorrei ricordare che a Pomezia il nostro sindaco ha trovato un debito di 7 milioni di euro e, dopo appena un anno dall’elezione, ha un attivo di 4 milioni di euro. Tagliando gli sprechi, i soldi si recuperano”.

  • Può dirci i nomi degli assessori che ha già designato?

“Ho già scelto come assessori due ingegneri: Sebastiano Valenti e Francesco Mangiameli, entrambi attivisti del movimento ed estranei alla politica. Vorrei sottolineare inoltre che, qualora dovessi essere eletto,  come sindaco rinuncerò al 30% della mia indennità, mentre gli assessori rinunceranno al 20%. Le somme risparmiate confluiranno in un fondo per progetti di lavoro”.

  • Come vede l’attuale frammentazione politica? Non la preoccupa il fatto di dover cercare, se eletto, delle alleanze per governare?

“Il nostro Movimento non realizza alleanze con nessuno, questo è risaputo. Detto ciò, c’è il rischio reale di essere eletto come sindaco e non avere i numeri per governare; in questo caso valuterò il da farsi”.

  • In questo periodo i sindaci sembrano essere diventati un parafulmine rispetto alle insoddisfazioni dei cittadini. Nel frattempo i trasferimenti agli enti locali diminuiscono e le indennità di carica si riducono. Verrebbe da dire: chi ve lo fa fare?

“La nostra molla è cambiare le cose. Noi pensiamo che, gestendo in modo onesto le finanze, si possano riportare le cose sulla retta via. Le difficoltà economiche ci sono, è inutile negarlo: c’è una politica nazionale che tende a tagliare tutto, anche agli enti locali. Una parte di colpa va attribuita alla politica europea totalmente cieca, e alla moneta unica creata ad esclusivo appannaggio della Germania. Contro questo sistema si battono quotidianamente i nostri 17 parlamentari europei”.

  • Cosa salva e cosa boccia della passata amministrazione?

“Potrei salvare in parte le opere pubbliche, anche se personalmente avrei evitato di farle, pensando invece a sistemare bene l’esistente. E comunque, continuare a costruire nuove opere non ha senso, senza valutarne prima l’economicità e l’utilità. Con gli stessi soldi si possono aiutare i cittadini e realizzare politiche sociali. Della passata amministrazione boccio sicuramente la mancata cura dei servizi, specie nelle periferie, con strade sporche e piene di buche”.

  • Secondo lei quali sono le vocazioni naturali di Pedara?

“Sicuramente il turismo: per questo vogliamo incentivare la creazione di bed and breakfast (che sono insufficienti) e di percorsi turistici, anche attraverso strumenti informativi multimediali come le applicazioni per smartphone e tablet. Altre risorse da sfruttare, come si fa nei paesi vicini, sono la lavorazione della pietra lavica e la filiera del miele.  Sempre a livello agricolo, mi piacerebbe dare in comodato d’uso i terreni incolti a cooperative agricole che li possano far rivivere”.

  • A differenza di due anni fa, quando Grillo fece tappa anche nei paesi pedemontani come Mascalucia, stavolta non verrà in Sicilia a sostenere i suoi candidati. È preoccupato?

“No, perché il nostro leader ha deciso di non andare da nessuna parte, non solo in Sicilia. Ha voluto lasciare il compito di fare campagna elettorale ai parlamentari eletti nelle singole zone. D’altra parte, il modello del Movimento è semplice e funziona da solo: i cittadini vogliono spendersi per cercare di cambiare il sistema politico che ha portato l’Italia allo sfacelo”.

  • Visto l’astensionismo sempre crescente, perché i suoi concittadini dovrebbero votarla?

“Invito i cittadini a votare, perché altrimenti si dà alla partitocrazia la possibilità di continuare a prosperare. Una preferenza al Movimento 5 Stelle, in particolare, permetterà loro di riprendersi libertà e democrazia, eliminare gli egoismi e creare una vera comunità”.

 

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